Stelle fisse | Maria Callas

Un giovane che non sa dire le bugie e la Divina monella

Pubblicato il 09/10/2020 / di / ateatro n. 174 / 0 commenti /
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Maria Callas nella <em>Norma</em> (1958)

Maria Callas nella Norma (1958)

Il 2 gennaio 1958 l’Opera di Roma inaugurava la stagione con la Norma, serata di gala alla presenza del presidente della Repubblica Giovanni Gronchi. La protagonista, Maria Callas, era indisposta, ma non si poteva rimandare la recita.
Il primo atto si è svolse regolarmente ma, al momento in cui doveva iniziare il secondo, l’altoparlante annunciò che la recita era sospesa. Grande scandalo, Gronchi se ne va uscendo da una porta di servizio, la Callas deve essere scortata dalla polizia perché c’è molta gente che protesta. La colpa maggiore è del teatro, che non aveva pensato a una sostituta, come si fa sempre, ma era molto più solleticante tirare in ballo il famoso soprano. La stampa seguì il “pandemonio” con titoli in prima pagina: “Per gli incidenti all’Opera interrogazione alla Camera”. Ci furono anche denunce in tribunale. Insomma, la Callas additata come una vergogna da estirpare.

Maria Callas e Luchino Visconti

In quel periodo lavoravo saltuariamente alla RAI come assistente musicale, e venivo pagato a prestazione. Qualche settimana dopo il fattaccio, la Callas doveva venire alla RAI di Milano per registrare un’intervista destinata alla BBC di Londra, un appuntamento deciso già da molti mesi, prima dello scandalo romano. Grande preoccupazione da parte di Emilio Castellani, direttore della RAI di Milano, che non poteva disdire l’impegno preso con Londra, ma temeva di ricevere la Callas a Milano, nel timore che il fatto potesse dare lo spunto a qualche titolo imbarazzante: “Dirigente RAI accoglie la fedifraga con tutti gli onori. Vergogna!”
Allora a Castellani venne l’idea di servirsi di me che, in quanto musicista, potevo avere un buon rapporto con la Divina ma, non essendo un funzionario RAI, se la cosa si fosse risaputa mi avrebbero semplicemente sconfessato. Qualche giorno prima dell’appuntamento, Castellani mi spiegò la sua “delicata” posizione e mi incaricò di accogliere la Callas spiegandole che lui, Castellani, si scusava dell’assenza, ma era stato chiamato improvvisamente a Roma. Naturalmente rimasi stupito della richiesta, ma accettai: l’idea di incontrare la Callas mi solleticava.

Pier Paolo Pasolini e Maria Callas sul set di Medea

La mattina, all’ora stabilita, ero all’ingresso con un mazzo di fiori. Ho accolto la Signora e l’ho accompagnato in ascensore al piano dove si trovava lo studio, verso il quale ci siamo diretti.
Uscendo dall’ascensore la Callas mi ha chiesto: “Mi sta accompagnando dal dottor Castellani?”
“Signora, mi scusi. Il dottor Castellani mi ha incaricato di dirle che non può essere presente perché è stato chiamato a Roma, improvvisamente, e si scusa”.
A questo punto la Callas si è fermata, mi ha osservato attentamente, e mi ha apostrofato con un aggressivo: “E tu chi sei?”
Le spiegai brevemente il mio ruolo in RAI, e l’incarico che avevo ricevuto, e le ho indicai lo studio destinato all’intervista. Ma lei non si mosse.
“Castellani dov’è?”
“Gliel’ho detto, è a Roma, dove è stato chiamato improv…”
Mi ha bruscamente interrotto: “Non sei bravo a dire le bugie!”
“Signora! Per favore, non dica così, io…”
“Lascia perdere, ho capito. Lui ha una grande paura di ricevermi, e ha mandato te.”
“Per favore, la prego…”
“Non preoccuparti, non dirò niente.”
Abbiamo raggiunto lo studio, ma il collegamento con Londra non era ancora pronto. Ci siamo seduti, e la Callas ha voluto sapere qualcosa di me, cosa facevo, qual era il mio rapporto con la RAI. Poi, a un certo punto…
“Ma tu sai dove si trova ora Castellani?”
“Sì, nel suo ufficio, dove mi sta aspettando, perché devo informarlo di come è andato l’incontro.”
“Allora noi due facciamo una cosa. Appena è finita l’intervista, tu mi accompagni allo studio di Castellani, apriamo la porta, e io faccio buuuuh…”
“Signora no, non lo faccia, la prego, perdo il mio lavoro…”
“Non preoccuparti… mi sarebbe piaciuto farlo per divertirmi un poco… ma non lo farò, tranquillo.”

Maria Callas

Maria Callas

A quel punto è successa una cosa incredibile: guardandomi negli occhi, mi ha accarezzato la guancia dicendomi “caro” – e ancora ho la sensazione delle sue unghie sulla mia guancia destra.
Poi c’è stata l’intervista. Quindi l’ho accompagnata all’uscita, dove c’era un taxi che l’aspettava. Prima di uscire, mi ha dato la mano, e mi ha detto: “Telefonami, così poi vieni a trovarmi”.
L’ho vista allontanarsi. Avevo il suo numero di telefono, e per due o tre giorni sono stato sul punto di chiamarla, ma non l’ho fatto. Non ne ho parlato con nessuno, neppure con la ragazza che avrei sposato dopo qualche mese. Ho pensato che il nostro incontro aveva un po’ il delicato sapore di quegli amori che nascono durante una vacanza, e poi quando ci si ritrova in città si scopre di essere due estranei. Ho voluto mantenere intatto il ricordo di quella Callas, un poco monella, che avevo conosciuto alla RAI di Milano.

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InformazioniEduardo Rescigno

Eduardo Rescigno (Milano, 1931) è un musicologo, scrittore e commediografo italiano. Altri post