Il podcast sovversivo 5discorsiXdistruggereMe e tre libri di teatro

Dove si parla della Compagnia Blitz, di Tadeusz Kantor, di Enzo Moscato e della Nave degli incanti

Pubblicato il 01/02/2021 / di / ateatro n. 174 / 0 commenti /

Tanti, forse troppi spettacoli in streaming e in tv che non recensisco. Tanti e graditi i testi teatrali che ricevo ogni settimana e che mi fanno scoprire che in tempo di covid il teatro fa bene. Prediligendo gli incontri domenicali Bolzano29 e quelli sul mito della Fondazione INDA  e i podcast del Teatro dei Venti, segnalo un’iniziativa che viene dalla Sicilia.
In chiusura letture consigliate ricevute da Editoria & Spettacolo perché “un libro di teatro è per sempre” ed è corpo da toccare e annusare e stropicciare e sottolineare e guardare anche da chiuso.

Violentare la strage

Mai congelare l’immaginazione. Margherita Ortolani, segue concerto con voce di Simona Norato. Fine. Finale aperto. Spalancato.
5discorsiXdistruggereMe ovvero un podcast della compagnia Blitz

Ogni discorso ha un lavoro compositivo musicale che viaggia insieme alle parole (che sarà quello che porteremo in scena), ed è seguito o preceduto da una dimensione sonora di canzone o di composizione musicale. I testi e le musiche delle canzoni sono di Simona Norato, a parte un dono che abbiamo avuto da Cesare Basile e un lavoro sperimentale con la chitarra elettrica che dobbiamo ancora cominciare in sala.
Ho iniziato a scrivere i discorsi nel 2017, a ottobre del 2020 abbiamo iniziato il lavoro di composizione con Roberto Cammarata e Simona, e a novembre la prima sessione di allestimento. Speriamo di riuscire a fare (Covid permettendo) altre due sessioni di sala a Palermo, prima della residenza a Ravenna Teatro, che dovrebbe essere ad aprile o a maggio. I radiodrammi sono stati la nostra risposta creativa al così detto “bando di Natale”. Eravamo tutti concordi sul fatto che questo lavoro (che peraltro non ha ancora debuttato) sarebbe stato annientato da una ripresa video, non soltanto per un allestimento pensato su un piano luci preciso e minimale (l’oro che ritorna tante volte nel testo), ma proprio perché ardiamo dal desiderio di essere live, con tutto il sudore e gli sputi del performer da concerto. Per cui abbiamo scelto la forma più radicale, cioè esaltare una parte precisa di questo lavoro, quella che ambisce a fare, della parola, corpo.
Questo allestimento in streaming-dramma nell’ambito della manifestazione “Accendiamo una luce…” con il sostegno del Comune di Palermo e Area Culture di Palazzo Ziino, è stata registrata in presa diretta il 28 ed il 29 dicembre 2020 (abbiamo scelto di lasciare la matericità della presa diretta, non cancellando i nostri respiri).
Margherita Ortolani

Hanno preso parte al progetto anche Vito Bartucca per Blitz e Dario Muratore. Oltre ai respiri quello che arriva è la parola vera, frasi in un agglomerato di schifezza di cui si ha paura, per non essere vittima della immersione consapevole. La prima puntata (o primo discorso) del podcast ascoltabile qui è pura sovversione, invece e finalmente. Una pugnalata vivace. Una vertigine blu.

Margherita Ortolani in una foto di Alessandro Lopes.

5discorsiXdistruggereMe è un percorso costante dal buio alla luce, una vena d’oro dove la corrente è più profonda e veloce, la lingua incarna il tumulto e la città diventa archetipo. È una preghiera alla Madre. La drammaturgia di Margherita Ortolani incontra la visionarietà compositiva di Simona Norato e la ricerca del suono di Roberto Cammarata, entrambi autori e polistrumentisti, due dei musicisti più rappresentativi della nuova scena musicale di Palermo. Centrale è il ragionamento sulla lingua: siciliano e italiano fanno parte di un intreccio in cui ogni parola è una risposta di suono innanzitutto ad un’esigenza autentica e poi anche ad una precisa esigenza formale.
La seconda puntata (o secondo discorso) è decisamente sottomessa al dolore nel suo incipit rispetto alla precedente, che è piuttosto una intensa esplosione d’intenti e una vivace condanna. È presente il tema mitologico che incendia l’ascolto con ricorsi a inserti dialettali, climax musicale e sorrisi. Il “che” pleonastico è poeticamente “Ortolani Style” con i suoi “Zac” e con le sinestesie, con “scioglilingue” becere e vociare fangoso e onomatopeico, con elettrico mortifero cinismo. Profumo di zagara e limone per questo inneggiare allo sguardo che un violentissimo poeta, assassinio fomenta. La sola salvezza possibile è una divertita violenza che violenti la strage. La poesia di un morto ammazzato “sui tramonti tragici” è la circostanza per comprendere quanto familiare e universale sia la dannazione di chi decide di “non rinunciare a scegliere”. Chi può impedire di credere che anche da morti si viva? C’è il covid e “la vita reale è assente, non siamo nel mondo”. E gli angeli potrebbero puzzare di piscio.

Da leggere e da avere
dulcis in fundo il podio libresco per i tipi di Editoria & Spettacolo

  1. Tadeusz Kantor. Scritti I. 1938-1974 sono quasi 500 pagine da leggere d’un fiato. Il libro con l’ottima curatela di Silvia Parlagreco, la collaborazione di Giulia Randone e la traduzione di Ludmila Ryba, è stato reso possibile grazie alla sovvenzione del Book Institute Książki polacco, all’Istituto Polacco di Roma e al Consolato Generale della Repubblica di Polonia in Milano. In copertina una inedita fotografia di Kantor concessa dalla famiglia, in un volume ricco di illustrazioni, foto e altre originali di Kantor; chiude il volume una ricchissima “cronologia artistica”.
  2. Tà-Kài-Tà di Enzo Moscato, a cura di Antonia Lezza è un testo teatrale, pubblicato con il contributo del DIPSUM di Salerno. Come in Compleanno, il bellissimo testo dedicato ad Annibale Ruccello (nonché storico spettacolo e pietra miliare della performance destrutturata). In questo caso, dichiara Lezza nella sua introduzione, è “un periplo immaginario e fantastico” dedicato a Eduardo e Pasolini. Eduardo per Eduardo ma anche “Giovani Spiriti”, “Fantasmi” e “Una commedia”.
  3. Aware. La nave degli incanti. Progettare e realizzare idee e sogni d’arte collettiva oggi, a cura di Renzo Francabandera, Elena Lamberti e Carlotta Vitale, è stato pubblicato nella collana Visioni. Racconta di come progettare e realizzare la poetica di Gommalacca Teatro, di come il teatro possa cambiare la vita “quando la cultura chiama al dono”.



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InformazioniVincenza Di Vita

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