#BP2021 European Art Commissioners (Capotrave-Kilowatt, Sansepolcro)

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Pubblicato il 19/03/2021 / di / ateatro n. #BP2021 , 175 , Le Buone Pratiche della Ripartenza / 0 commenti /

Il link: La giornata del 22 marzo 2021 con con tutte le Buone Pratiche.

European Art Commissioners parte da un’idea progettuale sviluppata in periodo pandemico, per rispondere alle difficoltà legate all’isolamento. Abbiamo pensato che fosse strategico mettere la nostra comunità in contatto con un’altra comunità, per sviluppare un comune progetto di creazione.
È nata così una collaborazione con l’associazione Brut Wien, in Austria, uno dei centri più innovativi dell’Europa centrale per la produzione di progetti connessi ai linguaggi della performance.
Abbiamo immaginato un’azione che potesse essere condotta per i primi mesi tramite videoconferenze online e trovasse poi una sua realizzazione dal vivo nell’estate 2021. L’intero progetto è basato su metodologie inclusive, in una combinazione sperimentale di online e offline. Si promuove un sistema di auto-generazione comunitaria che parte dal basso e favorisce un processo di empowerement, grazie al quale sono i cittadini stessi a avviare un processo di co-creazione nel quale, riappropriandosi di un contesto urbano, commissionano a un’artista un’opera d’arte su temi e modalità da loro stessi definite.

Brut Wien, copyright Christine Miess

Il modello di riferimento è quello francese dei “Nouveaux Commanditaires” per cui una comunità si riunisce, ha a disposizione un budget, individua dei temi di proprio interesse e seleziona un artista e cui commissiona la realizzazione di un intervento nello spazio pubblico. Esiste tutta una letteratura di riferimento alla quale ci siamo ispirati. Abbiamo cercato di arricchire l’azione rendendo la sfida più complessa e cercando di connettere tra loro non solo i cittadini di un luogo, ma gli abitanti di due contesti europei, perché la commissione al medesimo artista fosse scelta di comune accordo, utilizzando l’arte come campo di creazione di una cittadinanza europea.
A Sansepolcro è stata prodotta una call pubblica che ha portato all’iscrizione di 38 cittadini, tra i 22 e i 75 anni, molti dei quali tra i più attivi nel mondo della cultura locale; a Vienna si è optato per il coinvolgimento di studenti universitari (gli iscritti sono 19). I due gruppi hanno trovato temi di interesse comune, individuando keywords che potessero unire le due comunità e che portassero a una commissione congiunta, da realizzarsi in entrambi i luoghi.
I due gruppi hanno evidenziato come centrali le questioni dell’agire insieme, della ricerca di contatto fisico, della coesistenza di culture diverse, del peso dell’identità storica passata (rinascimentale per Sansepolcro, tardo-ottocentesca per Vienna). La parola chiave su cui le due comunità hanno convenuto di basare la loro proposta di commissione è stata ‘connessione’. La parola è stata oggetto di una mappa concettuale riassuntiva elaborata dai cittadini stessi. Oltre alla mappa concettuale, le due comunità hanno licenziato un dossier di 12 pagine che dà conto di 4 mesi di riunioni e spiega come si è definita la rosa di tematiche.
La discussione preliminare tra i cittadini di Sansepolcro e Vienna sul tipo di commissione da realizzare ha visto prevalere l’interesse per progetti in grado di trasformare le aree e gli spazi
cittadini residuali in luoghi di scambio, relazione, uscita dall’isolamento e apprendimento collettivo.
Questa indicazione è stata trasferita a 4 artisti (selezionati dalle direzioni artistiche di Brut e CapoTrave/Kilowatt a cui sono stati inviati i dossier raccolti durante le riunioni online tra le comunità) che, a gennaio 2021, sono stati invitati a presentare il loro progetto. La realizzazione avverrà in due tempi, a Sansepolcro in estate, a Vienna in autunno.
Ogni artista, lo scorso febbraio ha poi incontrato online le 2 comunità per spiegare il proprio progetto. Al termine, dopo alcune settimane di riflessione e confronto online, i due gruppi sceglieranno congiuntamente un artista a cui commissionare l’azione.
L’idea di democratizzare le pratiche del mecenatismo culturale ci sembra particolarmente stimolante in un’epoca in cui tutti possono esprimere le proprie idee e mettere un Mi Piace, ma difficilmente hanno poi l’occasione di dare concretezza alle preferenze espresse, con l’impegno che questo richiede. Il progetto assume una maggiore rilevanza a fronte dei cambiamenti in corso dovuti all’emergenza sanitaria Covid-19, avviando una riflessione sulla necessità di costruire confronto in società dove gli individui e le comunità sono più distanti tra loro.




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