Teatro e animali: se ne parla a Bologna il 7 e l’8 maggio 2021

Il convegno Animal Performance Studies: la scena del non umano in una cornice antropologica e filosofica a cura di Laura Budriesi

Pubblicato il 05/05/2021 / di / ateatro n. 178

Il 7 e l’8 maggio 2021 il DAMSLab ospiterà il convegno “Animal Performance Studies”. Qui di seguito la presentazione della curatrice Laura Budriesi e il programma delle due gionate, che sarà possibile seguire in diretta streaming sulle pagine Facebook di DAMSLab/La Soffitta e dei Corsi di Studio del DAR.

Tiziana Pers, Pipistrelli bruciati per prevenire il diffondersi di nuove pandemie. Indonesia marzo 2020

Le giornate di studio “Animal Performance Studies: la scena del non umano in una cornice antropologica e filosofica” nascono dall’urgenza ecologica del nostro presente, una estrema vulnerabilità, condivisa da umani e non umani, la pandemia globale sullo sfondo della crisi climatica e della sesta grande estinzione.
Se il “capitalocene” – l’avidità del neocapitalismo – è responsabile dell’abuso della vita animale che ha probabilmente prodotto il COVID-19, è altrettanto vero che la governance neoliberale ha posto le basi per la diffusione del contagio esacerbando le differenze di potere socio-economico.
L’immagine che proponiamo per rappresentarla simbolicamente è il dipinto di Tiziana Pers Pipistrelli bruciati per prevenire il diffondersi di nuove pandemie. Indonesia marzo 2020, realizzata in dialogo con il modello della cancellata per le Fosse Ardeatine di Mirko Basaldella.
La prospettiva scelta per questo simposio è quella di indagare metodologie, quadri teoretici e pratiche che colleghino le arti, nella loro dimensione performativa, all’animalità, nella profonda convinzione che gli “altri animali” pongano domande ontologiche, epistemologiche ed etiche che vanno alla radice non solo di ciò che pensiamo ma anche di chi siamo.
I “Critical Animal Studies” abbracciano un vasto territorio culturale che collega la riflessione teorica alle pratiche assumendo la questione e la condizione animale come prioritaria e posizionandosi in dimensione di assoluta interdisciplinarietà o di “indisciplinarietà” e in un’ottica liberazionista. Da alcuni decenni anche nelle discipline umanistiche si assiste a un animal turn ovvero i Cultural Studies hanno rivolto lo sguardo a un’altra vitale dimensione della marginalità come già accaduto con Women’s Studies, i Queer Studies e i Disability Studies. Già nel 2007 l’attivista e docente Steve Best si augurava che la dimensione accademica non depotenziasse l’antispecismo, la spinta politica che mira ad abbattere l’ideologia e le pratiche del dominio sulle altre specie, dalla dimensione dell’azione per contrastare il dominio dell’umano nelle sue varie forme e istituzioni. La forza critico-sistemica del “punto di vista degli animali” può fornire una comprensione critica vitale e straordinaria sulle origini della guerra, della schiavitù, della dominazione gerarchica e su un vasto spettro di crisi psicologiche, morali, sociali ed ecologiche.
In questo quadro studi e pratiche della teatrologia come dei Performance Studies si uniscono ad altre discipline nell’esprimere l’animal turn del pensiero contemporaneo, mentre le energie animali liberate possono riconfigurare i generi e l’estetica che hanno prodotto il “teatro antropocentrico” che abbiamo conosciuto nel tempo, quello che esclude rigorosamente il vivente non umano dalla propria pratica (se non includendolo strumentalmente, e non come soggetto significante) come dalla propria analisi.
La stessa pratica performativa diviene veicolo per esplorare modalità relazionali inedite tra specie diverse per una ridefinizione di linguaggio che inglobi l’embodied communication, nonché per esplorare la soggettività di uomini e animali e come queste due categorie continuino a ridefinirsi l’una nell’altra, in quella branca di pratiche e teorie che possiamo denominare Animal Performance Studies, sulla scia di Una Chaudhuri, Alan Reed, Laura Cull, Lourdes Orozco, Teresa Grant e altr*.
In ambito antropologico e filosofico da almeno due decenni si assiste a una decostruzione delle modalità attraverso cui sono stati configurati una serie di dualismi di ordine teorico concettuale: natura-cultura, mente-corpo, uomo-animale. L’approccio filosofico trasversale delle filosofie posthuman e della zooantropologia mettono in discussione lo statuto egemonico e autoreferenziale dell’Uomo considerando invece l’ibridazione con alterità non umane. Nella focale postumanistica l’ibrido, il mutante, il difforme hanno perduto quelle connotazioni negative o di contrasto con i predicati umani perché, come giustamente rilevato da Donna Haraway, è proprio sul confine che l’umanità si rivela. Una ricerca “situata” nei nuovi territori del meticciamento umano-animale è in grado di mettere sotto scacco quelle dicotomie disgiuntive che erano fondamento del pensiero umanistico e il teriomorfismo non sarà quindi più indicativo di regressione, involuzione, perdita, bensì di antropopoiesi ossia di produzione attiva di cultura.
Recentemente Rosi Braidotti ha scritto: «il potere delle formazioni virali si è manifestato nella pandemia, sottolineando l’agire di forze non umane e l’importanza complessiva di Gaia come pianeta vivente e simbiotico. Ma allo stesso tempo una rivolta globale di nuovo endemica – e in effetti virale – è esplosa anche in questo fatidico giugno 2020, guidata dal movimento “Black Lives Matter“. Mentre queste crisi multiple si sviluppano, la politica degli altri sessualizzati, razzializzati e naturalizzati si sta spostando al centro della scena, spingendo il vecchio Anthropos fuori centro». Le riflessioni di queste giornate nascono nella speranza che questa condizione di crisi planetaria possa suggerire modi diversi di prendersi cura, un’etica relazionale più trasversale che includa i non umani. Del resto le distinzioni binarie tra natura e cultura, umani e non, centrali nel pensiero europeo sin dall’Illuminismo, non sono universalmente valide, molte culture sulla terra non adottano tale partizione. Questa è la forza delle intuizioni e delle comprensioni che possono essere apprese dalle epistemologie e dalle cosmologie indigene, dal pensiero postcoloniale e dai saperi non occidentali. Molte di queste culture rappresentano un continuum “multinaturale” che include umani come altre specie. Quando si tratta di rapporti umani / non umani è
tempo di iniziare a imparare dal Sud del mondo.
Tenendo conto dell’ottica culturale dissociata che ancora considera le tematiche animali come irrilevanti e nello stesso tempo si perde nell’accudire i pets, nel birdwatching come nel desiderio del safari o del documentario naturalistico, agli studiosi come agli artisti sono rivolte alcune domande:
• Cosa potrebbe significare, praticare, pensare e scrivere teatro oltre l’umano?
• Come potremmo praticare, pensare e scrivere un teatro – e fare arte – che sia in linea con il turbolento presente planetario in cui sono presenti non solo gli esseri umani e altri animali, ma anche i fiumi, gli oceani, le coste, le acque, la foresta, il ghiaccio, l’aria e l’atmosfera stessa in uno stato di crisi costante o, per dirla con i termini adorati dalla grande ecoperformer femminista Rachel Rosentahal: come può l’arte collegarci alla Big Picture?
• In che modo le cosmologie riscontrate dagli antropologi in varie parti del mondo ridefiniscono o sconvolgono certi assetti, dati per scontati, legati alla distinzione natura/cultura?
• Con quale aggettivo definiresti l’antispecismo che sostieni?
• In che modo è possibile pensare un’agenda politica che si trasformi in prassi di liberazione?
• È possibile leggere la violenza perpetrata sugli animali senza che essa non sia prima stata concettualizzata come tale?

ANIMAL PERFORMANCE STUDIES
La scena del non umano in una cornice antropologica e filosofica
A cura di Laura Budriesi

DAMSLab/Auditorium
Piazzetta P.P. Pasolini 5b – Bologna

Diretta streaming sulle pagine Facebook di DAMSLab/La Soffitta e dei Corsi di Studio del DAR

PROGRAMMA
venerdì 7 maggio

ore 9.30-13.30): Sessione d’apertura
Giacomo Manzoli, direttore del Dipartimento delle Arti
Gerardo Guccini, responsabile scientifico La Soffitta, Università di Bologna
Laura Budriesi, Università di Bologna

Critical Animal Studies: prospettive filosofiche, zooantropologiche, entnoscenologiche
Chair: Stefano Marino, Università di Bologna
Massimo Filippi, teorico antispecista e redattore «Liberazioni», Milano (10.00-10.25) Una specie di performatività
Felice Cimatti, Università della Calabria (10.30-10.55), Università della Calabria The postanimal. Thinking with the virus
Jean Marie Pradier, Université Paris8 (11.00-11.25) L’antropologo animale e insegnante

Pausa

Alessandra Anastasi, Università di Messina (11.45-12-05) Il ruolo della comunicazione nelle performance animali
Roberto Marchesini, filosofo ed etologo (12.10-12.35) Gli uccelli ci hanno insegnato “che si può volare”
Presentazione del gruppo di ricerca zooantropologica guidato da Roberto Marchesini e Laura Budriesi

Ore 15-19: Animal performance studies (pratiche e teorie nel contesto internazionale)
Chair: Dario Tomasello, Università di Messina
Laura Cull, Academy of Theatre and Dance, Amsterdam (15.15-15.40) Unlearning Anthropocentrism in Performance: from homo performans & ‘the animal turn’ to animal performance studies & interspecies performance
Tukjia Kokkonen, University of the Arts, Helsinki (15.45- 16-10) Reflections on Interspecies. Performance
Charlène Dray, University Paul-Valéry Montpellier3 (16-15.-16.40) Technozoosemiotics. How two horses becomeartistic partners
Esa Kikkoperto, Malmö Theatre Academy, University of Lund (16.45-17.10) The Question of the Non-Human Embodiment from the Phenomenological Point of View

Pausa

17.45 Roberta Gandolfi, Università di Parma presenta O Thiasos TeatroNatura: Atteone. Performance da Ovidio (incontro performativo dal vivo – 18.00-18.30)

sabato 8 maggio
Tavola rotonda ore 9.30-13.30 Animal performance Studies (pratiche e teorie in Italia)
Chair: Marco De Marinis, Università di Bologna
Silvia Mei, Università di Bologna (10.00-10.20) Animali vivi, animali finti, animali morti
Oliviero Ponte di Pino, presidente «Ateatro» (10.25 10.45) Le farfalle bruciano?

Pietro Babina-Mesmer (10.55-11.10) Nati per morire
Simone Derai-Anagoor(11.15-11.30) Il bestiario di Anagoor
Alessandro Garzella-Animali celesti. Teatro d’arte civile (11.30-11.45) Animali, uomini, dei
Paola Berselli, Stefano Pasquini-Teatro delle Ariette (11.50-12.05) Gli animali delle ariette: dalla vita al teatro
Sista Bramini, Camilla Dell’Agnola-O Thiasos TeatroNatura (12.10-12.25) L’animale scenico nello spazio naturale
Enrico Deotti-Teatrino Giullare (12.30- 12.45) Immaginazioni per un bestiario
Anna Gesualdi e Giovanni Trono-Teatringestazione (12.50-13.05) Trasfigurazione ed evento del corpo animale
Tiziana Pers-RAVE East Village Artist Residency (13.10-13.25) Azioni di coesistenza

Ore 15-19: Critical Animal Studies: prospettive antropologiche, semiologiche e coreutiche
Chair: Laura Budriesi, Università di Bologna
Gaetano Mangiameli, Università di Milano (15.00-15.25) Umanità estesa e performance. Esperimenti dalla savana ghanese
Alessandro Mancuso, Università di Palermo (15.30- 15.55) La festa “dell’imitazione della capra” (kaulayawa) tra i Wayuu della penisola della Guajira (Colombia e Venezuela)
Laura Volpi, Università di Milano (16.00-16.25) Spazi di intimità. La relazione uomo-animale e la percezione dell’ambiente tra I kichwa dell’Alta Amazzonia peruviana

Pausa

Elena Cervellati, Università di Bologna (17.00 17.25) I cigni del lago: tra evocazione e presenza
Francesco Marsciani, Università di Bologna (17.30- 17-55) Riflessioni semiotiche sullo sguardo animale