Il Premio Buone Pratiche del Teatro a Luca Barbareschi

Non glielo dà Ateatro ma il direttore di "la Repubblica"

Pubblicato il 17/06/2021 / di / ateatro n. 178

Quando ho letto che il 16 giugno 2021 il Premio Buone Pratiche del Teatro era stato assegnato a Luca Barbareschi sono saltata sulla sedia!
Davvero il mio Luca è diventato buono? Convertito sulla via del FUS, ha iniziato a sostenere l’innovazione, le pratiche di rete, il ricambio generazionale? Porta il suo show televisivo a Ostia, a Tor Bella Monaca, al Quarticciolo? Che delusione! Rischiavo di perdere l’ultima certezza.
Ho cominciato a indagare.Il prestigioso riconoscimento è stato ndetto NewsReminder in collaborazione con il Parlamento Europeo – Ufficio Italia, con la benedizione del Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia.
Ateatro non c’entra niente, anche se fanno le Buone Pratiche del Teatro dal 2004.
Allora ho chiesto alla redazione, che mi ha mandato alcune precisazioni.

“L’espressione “Buone pratiche” non è proprietà esclusiva di nessuno; Ateatro l’ha recuperata da altri ambiti (medicina, agricoltura…) e ha provato ad applicarla alla cultura; se il metodo si diffonde, noi di Ateatro non possiamo che esserne felici. Tuttavia non abbiamo mai pensato ad assegnare un Premio Buone Pratiche: le buone pratiche sono per loro natura plurali, devono adattarsi ai contesti, non sono competitive ma cooperative.”

Per quanto riguarda la scelta della giuria, secondo Ateatro le Buone Pratiche devono essere innovative, replicabili e sostenibili.
A mio parere, il progetto di Luca Barbareschi per il Teatro Eliseo non è particolarmente innovativo. Per quanto riguarda la sostenibilità, non è sostenibile per il Teatro Eliseo (che ha adottato un business plan che lo sta portando al fallimento e alla chiusura) e nemmeno per il sistema nel suo complesso (prevederebbe qualche milionata di euro fuori busta a tutti i teatri che rischiano il fallimento), Soprattutto, non è replicabile: Barbareschi è unico e inimitabile, anche nei flop televisivi.
Per quanto riguarda le pratiche di rete, che Ateatro apprezza in modo particolare, le reti che tesse Barbareschi non riguardano il mondo del teatro e dello spettacolo, ma il lobbismo (a pagamento) di una politica bipartisan.
Però c’è da dire che il premio è organizzato davvero bene, mica come quei cialtroni di Ateatro. A ufficializzare il Premio il 17 giugno alle 15 in diretta Zoom è il direttore di “Repubblica”, Maurizio Molinari. Lo inviterei a leggersi quanto ha scritto sul suo giornale Anna Bandettini, a proposito della telenovela cultural-politico-giudiziaria del Teatro Eliseo. Ma sono certa che le argomentazioni della critica teatrale del quotidiano facciano già parte della motivazione del premio.




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