6 novembre: alla Civica Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” si tiene la prima edizione delle Buone Pratiche del Teatro, il progetto ideato da Franco D’Ippolito (che tre anni dopo abbandonerà il gruppo dei curatori, pur continuando a partecipare all’iniziativa), Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino.

Pienone. 6 novembre 2004. La prima edizione delle Buone Pratiche del Teatro.
Nate come momento di confronto tra esperienze innovative, sostenibili e replicabili, hanno offerto occasione di visibilità a innumerevoli startup e progetti sperimentali: sono oltre 140 in dieci anni, schedati e commentati in Le Buone Pratiche del Teatro. Una banca di idee per il teatro italiano di Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino (FrancoAngeli, Milano, 2015). Parallelamente le Buone Pratiche si affermano come occasione aperta e libera di informazione, dibattito e riflessione sui temi cruciali dello spettacolo. A ogni edizione delle Buone Pratiche del Teatro, a ingresso gratuito, partecipano circa 200-300 tra teatranti (dalle grandi istituzioni ai giovani gruppi), politici e amministratori, studiosi e operatori della comunicazione, studenti…
I titoli delle successive edizioni, che toccano diverse città e regioni italiane, disegnano un percorso che vuole essere insieme coerente e ambizioso.

Geografia. Le 140 Buone Pratiche del Teatro censite tra il 2004 e il 2014 e analizzate nel volume Le Buone Pratiche del Teatro.
Con queste affollate assemblee la comunità virtuale che si è raccolta intorno al sito si incontra anche fisicamente, nel mondo reale.
Negli ultimi anni, agli affollati incontri nazionali si sono affiancate edizioni focalizzate su temi e settori specifici, che hanno consentito un maggiore approfondimento.
Il numero 25 della rivista “Teatro e storia” pubblica l’antologia Il meglio di ateatro (pp. 377-418).





