Siamo tutti cannibalidi Roberto Magnani in scena a Ravenna
Moby Dick di Herman Melville è un’opera titanica: nei contenuti zeppi di rimandi biblici e simbolici, nei personaggi che si cementificano nella mente del lettore, nell’impresa della caccia di un mostro invincibile e soprannaturale e nella figura del capitano Achab, tanto livido di rabbia e risentimento da aver perso il senno. Fin dalla sua pubblicazione, l’opera dello scrittore americano è stata fonte di ispirazione per numerose opere derivate: dalla musica, al cinema, alle arti visive, anche il teatro non fa eccezione.

Foto di Marco Parollo
Dopo il debutto dello scorso agosto al Crisalide Festival a Forlì, è tornato in scena l’1, 2 e 3 novembre alle Artificerie Almagià di Ravenna Siamo tutti cannibali. Sinfonia per l’abisso, lo spettacolo di Roberto Magnani e composto da una selezione di brani tratti da Moby Dick nella traduzione di Cesare Pavese.

Foto di Marco Parollo
In questa atmosfera Achab travolge immediatamente il pubblico con un soliloquio rabbioso e ricco di rimandi esoterici. A[d alternarsi] al capitano del Pequod [compaiono]si alternano altri membri della ciurma come Ismaele, Palla di Neve, Queequeg e Stubb, che restituiscono uno scorcio della vicenda in un racconto corale e concitato. Nonostante la moltitudine di personaggi interpretati da Roberto Magnani, sono le prospettive del capitano Achab e di Ismaele a prevalere e a contrapporsi generando una dinamica di tensione e distensione. Achab domina la scena con una rabbia sovrannaturale, è un vulcano inarrestabile che trascina senza alcuna possibilità di scampo l’equipaggio verso le insidie dell’oceano e infine alla morte. Ismaele, unico superstite della furia del leviatano bianco, invece restituisce una prospettiva più pacata e riflessiva indugiando sul rapporto del personaggio con il mare. In questo quadro Queequeg, Stubb e gli altri membri dell’equipaggio sono impotenti di fronte ad una fine che è già stata scritta.

Foto di Marco Parollo
La performance attoriale di Roberto Magnani è tutt’uno con il contrabbasso di Giacomo Piermatti: lo strumento si fa legno, diventa funi, acqua e pinne di squali che battono sullo scafo. Piermatti gioca con il suono e attraverso l’utilizzo di distorsioni, riverbero ed effetti ingigantisce la voce dello strumento creando un paesaggio sonoro descrittivo dei personaggi e degli eventi raccontati. A complementare gli interventi vocali e del contrabbasso è la regia sonora e live electronics di Andrea Veneri. Siamo tutti cannibali. Sinfonia per l’abisso è veloce e lascia storditi, lo spettacolo è una vera e propria sinfonia che più che vedere si ascolta tanta è la forza evocativa del contrabbasso e di Roberto Magnani. L’impatto sonoro e l’atmosfera surreale di questo Moby Dick sono enfatizzati in spazi intimi e non convenzionali come quelli delle Artificerie Almagià dove gli spettatori possono stare a pochi passi dalla scena e racchiusi nell’oscurità.
Siamo tutti cannibali. Sinfonia per l’abisso
con musiche originali dal vivo Giacomo Piermatti (contrabbasso)
live electronics e regia del suono Andrea Veneri
residenza artistica Masque Teatro, Ultimi Fuochi Teatro
produzione Teatro delle Albe/Ravenna Teatro in collaborazione con Festival Crisalide, Operaestate Festival, Associazione Perda Sonadora, Cisim
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