Apocalisse tascabile di Niccolò Fettarappa Sandri e Lorenzo Guerrieri, finalista al Premio Rete Critica 2022

Niccolò Fettarappa Sandri e Lorenzo Guerrieri in Apocalisse tascabile
C’è qualcosa di disperatamente vivo nell’Apocalisse tascabile di Niccolò Fettarappa Sandri e Lorenzo Guerrieri, finalista al Premio rete Critica 2022. Qualcosa che travalica il piano della comunicazione teatrale, perché ha a che fare con l’agitarsi della vita che si fa pensiero per ritornare alla vita attraverso l’arte. È raro. Quando succede, ecco la vampa di quel fuoco che brucia in ogni generazione, l’urgenza di esprimere e la fiducia nel farlo, un fondo di inquietudine che cerca la strada per uscire, per contagiare chi sta intorno più o meno anestetizzato dall’esistenza, per turbare l’indifferenza del mondo che va per i fatti suoi. Così uno spettacolo umile e disadorno, un’opera prima che fa di necessità virtù può rivelarsi un appuntamento misterioso tra le generazioni, per usare le parole di Walter Benjamin che gli autori amano citare:
«C’è un’intesa segreta fra le generazioni. Noi siamo stati attesi sulla terra».

Niccolò Fettarappa Sandri e Lorenzo Guerrieri in Apocalisse tascabile
«Ah, quanto desidererei iniettare almeno in un’anima qualcosa di velenoso, qualcosa di inquietudine e di ansia. Questo mi consolerebbe un po’ della nullità dell’azione in cui vivo. Pervertire sarebbe lo scopo della mia vita. Ma potrebbe mai vibrare qualche anima con le mie parole? Le ascolta qualcuno al di fuori di me?»

Niccolò Fettarappa Sandri e Lorenzo Guerrieri in Apocalisse tascabile

Niccolò Fettarappa Sandri e Lorenzo Guerrieri in Apocalisse tascabile
Roma rappresenta, naturalmente, la parte per il tutto che è il mondo contemporaneo e i due giovani “scartati” incarnano la condizione di una generazione esclusa, «già defunta», vinta senza neanche aver potuto combattere. «La fine del mondo è allora per loro quasi un’occasione di vendetta, una rivincita presa sull’indifferenza subita.» Lo spettacolo arriva con tale immediatezza che gli si perdonano ingenuità e sbavature.

Niccolò Fettarappa Sandri e Lorenzo Guerrieri in Apocalisse tascabile
Fettarappa Sandri e Guerrieri costruiscono un reportage situazionista che attraversa la città con la disincantata leggerezza di due reietti decisi ad assumere la propria marginalità come forma estrema di protesta: «In questo crematorio di speranze diventeremo tutti terriccio universale», esclama il profeta inascoltato alla fine dello spettacolo: «Vendeteci! Vendeteci tutti. Però una cortesia: potete farlo in silenzio? Qui c’è gente che sta marcendo. Lasciateci almeno marcire in pace».
«Une philosophie doit être portative», diceva Valéry.
Questa apocalisse scanzonata scritta da un ragazzo di 23 anni merita di essere messa in tasca uscendo da teatro.
Fernando Marchiori è autore di studi teatrali e opere di narrativa e poesia. Insegna Multimedialità nelle arti performative all’Università di Padova. Il suo ultimo romanzo è La riconoscenza (Casadei Libri 2024).
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