Kilonova Art da Start&Go alla Biennale e a Teatro in Quota

Categorie: 206Tags: , , Pubblicato il: 09/06/2025Aggiornato il: 25/06/2025

Kilonova Art, attiva a Milano, è una delle sei compagnie under26 che ha preso parte al progetto Start&Go. Al termine del percorso la compagnia è stata ospitata in residenza al Teatro Akropolis, dove il 24 maggio 2025 ha presentato uno studio del nuovo lavoro, Macelleria Cosmica.
Nel 2025 Kilonova Arts ha partecipato anche alla Biennale College Regia under 30, dove il regista Alberto Colombo è stato premiato per Imago vocis.

Cosa significa il nome del vostro gruppo?

Il nome Kilonova indica l’esplosione generata dalla collisione di due stelle di neutroni, un evento cosmico che emette molteplici messaggeri nello spazio — luce e onde gravitazionali — e permette la formazione dell’oro nel nostro universo. Questo fenomeno è per il nostro collettivo un manifesto artistico: indagare nuove possibilità di creazione nell’incontro tra discipline, visioni e linguaggi artistici.

Da chi è composto il team di Kilonova Art?

Kilonova Art è composto da Alberto Colombo Sormani, regista e astrofisico, Greta Milani, attrice, autrice e educatrice, Giulia Nespoli, visual designer e performer, Valeria Torresan, curatrice e fotografa.

Kilonova Art: da sinistra Greta Milani, Alberto Colombo Sormani, Valeria Torresan, Giulia Nespoli, ph. Valeria Torresan

Kilonova Art: da sinistra Greta Milani, Alberto Colombo Sormani, Valeria Torresan, Giulia Nespoli, ph. Valeria Torresan

Che cosa implica questa multidisciplinarietà dal punto di vista poetico?

Forse sarebbe ancora meglio parlare di transdisciplinarietà, perché non si tratta di linguaggi che si affiancano, ma che si incontrano e si contaminano. Per noi, questo ha una valenza non solo poetica, ma anche profondamente politica.
Il punto di partenza è il concetto di collettivo: non solo come somma di competenze o saperi, ma come pratica condivisa che ci consente di osservare il mondo con uno sguardo molteplice. Unire i saperi ci permette di accedere a strumenti diversi, e questo è essenziale — prima ancora che per costruire uno spettacolo — per leggere le tematiche che affrontiamo in tutta la loro complessità, evitando di ridurrele a un unico punto di vista. La transdisciplinarietà permette di affrontare questa complessità su più livelli: di lettura, di creazione e di posizionamento. È una domanda che ci accompagna, un allenamento continuo a mantenere aperto lo sguardo su ciò che accade dentro e fuori di noi, accogliendo prospettive altre, nella speranza di generarne insieme di nuove.

<em>Macelleria Cosmica</em>: Greta Milani, ph. Casa degli Artisti

Macelleria Cosmica: Greta Milani, ph. Casa degli Artisti

Qual è il vostro metodo di lavoro? Come costruite i progetti? Su quali progetti state lavorando attualmente?

Partiamo sempre da un tema o da una domanda. A partire da suggestioni bibliografiche, cinematografiche e artistiche, iniziamo a costruire l’ossatura di un possibile concept teatrale. Da qui ognuno di noi avvia una ricerca autonoma secondo le proprie sensibilità. In questa fase l’improvvisazione collettiva ha per noi un ruolo fondamentale. È lo spazio in cui le ricerche individuali si incontrano, in cui emergono sempre domande e potenzialità inaspettate. Iniziamo poi a ordinare i materiali emersi per dare forma a una drammaturgia via più articolata, che si costruisce attraverso cicli successivi di creazione, revisione e riscrittura, fino alla realizzazione dello spettacolo. Attualmente stiamo lavorando a due progetti: Macelleria Cosmica e Imago Vocis.
Macelleria Cosmica esplora il concetto di materia e il ruolo dell’essere umano all’interno di un ecosistema in cui tutto è interconnesso. Debutterà ad agosto al festival Teatro in Quota in Abruzzo. Imago Vocis, invece, indaga le modalità con cui costruiamo la realtà che ci circonda, partendo da un parallelo tra la voce umana e le onde gravitazionali. Il progetto è finalista al bando regia della Biennale di Venezia

Che cosa significa per voi lavorare sul rapporto tra scienza e spettacolo? Usare il teatro per fare divulgazione scientifica?

Scienza e arte condividono l’obiettivo di interrogare i misteri del mondo che ci circonda. Per noi la scienza non è un contenuto da comunicare, ma una metodologia per trovare nuove possibilità nell’indagine artistica. Non ci interessa fare divulgazione, né rendere i concetti scientifici necessariamente comprensibili o didascalici. Quello che noi interessa è piuttosto un processo in cui la scienza diventi stimolo poetico e di creazione.

<em>Macelleria Cosmica</em>: Greta Milani, ph. Casa degli Artisti

Macelleria Cosmica: Greta Milani, ph. Casa degli Artisti

Quali sono le maggiori difficoltà per una giovane compagnia?

La difficoltà più grande è essere sostenuta, soprattutto quando si lavora su una ricerca non convenzionale. Nel processo di costruzione di una poetica autonoma, diventa essenziale creare una rete di realtà che condivida una visione e un simile approccio alla ricerca. Senza questa rete, il confronto con bandi, premi e circuiti che cercano altro diventa frustrante, non tanto per il rifiuto in sé, quanto per la difficoltà di trovare uno spazio in cui venga considerato e seguito il lavoro.

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