Torna al Piccolo Teatro di Milano Stabat Mater di Liv Ferracchiati
Ci sono luoghi, in teatro, dove le parole scavano in profondità, i silenzi aprono ferite e le relazioni mostrano le loro crepe: Stabat Mater di Liv Ferracchiati è proprio quel tipo di luogo. Un viaggio profondo e intenso nell’anima di un personaggio che tenta di affermarsi come individuo, uomo e figlio, nel disordine emotivo di una vita che non gli somiglia ancora.
Al centro della scena – e del cuore pulsante dello spettacolo – c’è Andrea, interpretato dallo stesso Ferracchiati con un’intensità autentica, ma mai ostentata. È un uomo nel corpo di una donna, che si dibatte in una lotta quotidiana per l’autenticità e la legittimità del suo essere.

Stabat Mater di Liv Ferracchiati, ph. Luca Del Pia
Un viaggio interiore, un percorso emotivo tra fragilità, sarcasmo e momenti di grande consapevolezza. Andrea non è solo in questa lotta: al suo fianco – o meglio, attorno a lui – tre figure chiave danno corpo e voce ai suoi conflitti.

Stabat Mater di Liv Ferracchiati, ph. Luca Del Pia
C’è la fidanzata (interpretata con sensibilità da Livia Rossi), specchio e controparte di una relazione che inciampa sull’incomunicabilità e sull’incapacità di Andrea di essere presente. Poi la psicologa (interpretata con forza da Chiara Leoncini), figura che guida e destabilizza allo stesso tempo, presenza razionale eppure umanissima, con cui Andrea finisce per sviluppare un’attrazione che sa di bisogno e non solo di desiderio.
E poi, lei. La Donna con la D maiuscola. La Madre (interpretata con intensità da Francesca Gatto). Una figura che grava sulla scena con la stessa forza con cui pesa nella vita del protagonista. Francesca Gatto la interpreta con intensità, una presenza inquietante, a tratti amorosa, ma soprattutto opprimente. Una figura gigantesca – non solo metaforicamente – come la proiezione video che domina il fondale. È un’icona che osserva, giudica, insegue, una persona capace di amore ma incapace di comprensione. Presentato per la prima volta alla Biennale Teatro 2017, Stabat Mater è il secondo capitolo della Trilogia sull’identità della compagnia The Baby Walk, che ora torna con un allestimento rinnovato. Questa nuova versione porta la madre – prima mostrata solo come una grande immagine sullo sfondo – direttamente in scena, rendendola più concreta e aumentando la sensazione di claustrofobia e controllo familiare.

Stabat Mater di Liv Ferracchiati, ph. Luca Del Pia
Ferracchiati gioca con ciò che non viene detto. Il suo umorismo è preciso, fatto di ironia e malinconia. Si sorride, ma con un senso di amarezza, perché ogni battuta nasconde qualcosa di tagliente. È un’ironia che non consola, ma mette in luce la realtà.
Il momento più intenso dello spettacolo arriva con una frase che resta sospesa nel silenzio: “Mamma, vuoi sentirtelo dire?”. Il coming out è davanti a noi, ma senza risposte, solo una domanda aperta che lascia il pubblico in attesa. Non sapremo mai se la madre saprà accettarlo, ma forse non è più importante: Andrea ha trovato il coraggio di dirlo.
Liv Ferracchiati evita soluzioni facili e invita a riflettere. È un viaggio umano e profondo che mostra non solo un’identità in cambiamento, ma anche la lotta per affermarsi e restare.

Stabat Mater di Liv Ferracchiati, ph. Luca Del Pia
Stabat Mater
drammaturgia e regia Liv Ferracchiati
con (in ordine alfabetico) Liv Ferracchiati, Francesca Gatto, Chiara Leoncini, Livia Rossi
aiuto regia Piera Mungiguerra
scene Giuseppe Stellato
costumi Laura Dondi
luci Emiliano Austeri
suono spallarossa
produzione Centro Teatrale MaMiMò, Marche Teatro, Teatro Nazionale di Genova, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale
Martina Bruno è una professionista del management culturale. Laureata con lode in Economia e Gestione dei Beni Culturali e dello Spettacolo e in Arts Management, ha maturato esperienze nell’ambito della produzione cinematografica, dell’organizzazione di festival e della comunicazione per lo spettacolo dal vivo. Dal 2021 collabora con l’Associazione Culturale Ateatro come autrice, dopo essere stata selezionata per il percorso formativo Ateatro Under28. Attualmente affianca l’attività culturale all’insegnamento di Economia Civica e Geostoria presso l’ECFoP di Lissone.
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