Orizzonti Festival a Chiusi

Categorie: 204 | TourFest2025Tags: , , , Pubblicato il: 13/09/2025Aggiornato il: 11/08/2026

A Chiusi da secoli archeologi, speleologi e tombaroli cercano invano tracce del labirinto di Porsenna, il re etrusco sepolto sotto l’antico borgo, secondo le testimonianze di Plinio il Vecchio. Forse non c’è o forse non vuole farsi scoprire. Però, camminando per quei lunghi cunicoli stretti, tutti, con i loro occhi, per un attimo hanno creduto di trovarsi di fronte alla misteriosa tomba.
Proprio con gli occhi degli altri, l’attore e regista Roberto Latini, prima volta alla direzione artistica di OrizzontiFestival, che da 23 anni anima la cittadina arroccata sopra le cisterne e i pozzi della Chiusi sotterranea, vuole osservare “come il teatro permette, come il teatro promette”.
Latini ha impresso un nuovo corso al festival, adottando scelte artistiche (e quindi politiche, come l’arte dovrebbe sempre fare) ostinate e contrarie rispetto alla direzione che sta prendendo il MiC, verso un teatro commerciale non esposto al rischio culturale, all’innovazione e alla sperimentazione.
Su questa precisa linea si collocano le VisitAzioni, gli spettacoli mattutini che vedono giovani attori esibirsi in spazi non destinati al teatro, come la Torre del Duomo, il Museo Civico e il Museo Nazionale Etrusco.
Lo stesso si può dire per le Serate d’Onore, che permettono a molti artisti della scena contemporanea di scegliere quale loro lavoro proporre, quindi senza una descrizione anticipata di quello che sarà portato in scena.
Anche le Serate Cult seguono la medesima rotta, con spettacoli che, per volontà del Direttore artistico, non sono debutti ma performance ripescate dal vasto repertorio degli interpreti e delle interpreti che si alternano sul palcoscenico nelle varie giornate.

Gabriele Lavia, OrizzontiFestival 2025

Gabriele Lavia, OrizzontiFestival 2025

Questi accorgimenti aiutano a creare un festival che non è “vetrina” per gli attori e le attrici ma rara occasione di incontro, confronto e valorizzazione del territorio.
Il giorno seguente al loro spettacolo o talvolta uno o due giorni prima, capita di incrociare i protagonisti della “Festa” – come ci tiene a chiamare l’evento Latini – per le viuzze silenziose del borgo, quasi a volersi mimetizzare con la pace radicata tra le casette in pietra. La mimesi con il luogo e con il festival ispira anche i pranzi nel giardino, dove gli artisti e le artiste, assieme alle maestranze del festival, si affidano all’allegria e alla passione dei giovanissimi volontari, che nel corso dell’anno studiano teatro, e in questa settimana lo ammirano.

Il teatro. La missione di OrizzontiFestival

Ogni giorno, alle 12.00, dietro al Duomo, il pubblico può prendere parte alla Lettura del Diario, un momento non di critica o spiegazione ma di accompagnamento e riflessione. Cosa si è visto il giorno precedente? Quali sfumature, quali dubbi e quali domande sono rimaste sospese? Andrea Pocosgnich, Barbara Weigel, Gaetano Ventriglia e Clarissa Veronico accompagnano il pubblico con le loro considerazioni, con un “esercizio di pensiero”, offrendo ulteriori spunti più che risposte. Quello che, alla fine, fa il teatro.
Alle 17.30 l’appuntamento con le Lezioni dei Maestri, da Silvia Rampelli a Gabriele Lavia e Attilio Scarpellini. Un altro modo per avvicinare il pubblico al teatro in maniera leggera e semplice, ricca di umanità: basta poco, una cattedra, una lavagna e un gessetto bianco.
Incontro e confronto, senza muri e distanze, perché gli stessi attori e attrici seguono le letture, partecipano, e ascoltano, tra gli uditori, le lezioni.
Ci si ferma, a Chiusi. Si passeggia tra l’antica macelleria, la pizzicheria, la sartoria e la chiesetta, per raggiungere piazza Vittorio Veneto e assistere a Quaderno/Greta Garbo: tra gli alberi e i pipistrelli, di Daria Deflorian racconta del fantasma che le apparve nelle improvvisazioni durante le prove, quello della grande attrice che ha abbandonato le scene ad appena 36 anni.
Si ride divertiti e si resta attoniti, davanti a Elena Bucci e Marco Sgrosso, che con Risate di Gioia. Storie di gente di teatro, nella cornice del Chiostro di San Francesco, sotto le stelle (perché a Chiusi si vedono ancora le stelle), ci portano tra gli spettacoli del passato, nelle vite di artisti e artiste famosi e dimenticati, “come archeologi tra le rovine per evocare frammenti di un’arte tra le più fragili e tenaci e ritrovarne il battito”.

Elena Bucci e Marco Sgrosso, Risate di Gioia - storie di gente di teatro, OrizzontiFestival 2025

Elena Bucci e Marco Sgrosso, Risate di gioia. Storie di gente di teatro, OrizzontiFestival 2025

Tra le colline toscane si nasconde un antico borgo etrusco, che sembra essere alienato dal resto del mondo, ma non lo è. Come recita il primo numero di “Orizzonti Schiusi” (foglio quotidiano di approfondimento sul festival), stiamo vivendo in un mondo in cui il tempo è fuori dai cardini.
Siamo al cospetto di una crisi dell’umanità. E di fronte alle crisi si apre sempre un bivio. Chiusi ha scelto quale strada percorrere: con OrizzontiFestival ha deciso di non rintanarsi nei suoi cunicoli alla ricerca di Porsenna, ma di restare in superficie e costruire comunità.
Come? Grazie al teatro.
Prendo in prestito le parole di Barbara Weigel:

Guarderei piuttosto a ciò che il teatro può e che nessun’altra arte può: l’esperienza dell’insieme tra umani che seguono con un ‘polso comune’ lo spettacolo è una forza che in questi tempi non è da sottovalutare – trattandosi di una condivisione di energie e facoltà al 100% umane, in genere intorno ad un tema condiviso. Il teatro forma comunità.

MOOD DEL FESTIVAL: Il negozio di antiquariato di Niccolò Fabi
(scopri tutti i mood dei festival del TourFest 2025)

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