La sfida dell'AlzheimerFest
Vi è mai capitato di imbattervi in una piazza italiana animata da musica, risate e anziani che ballano insieme? E di chiedervi, quasi istintivamente, chi tra loro conviva con l’Alzheimer? È proprio da questo corto circuito percettivo che nasce AlzheimerFest, un’esperienza culturale che da anni prova a ribaltare l’immaginario dominante della demenza, sottraendola allo stigma, alla paura e alla solitudine.
L’idea del festival nasce nel 2017 da Michele Farina, giornalista del “Corriere della Sera”, con un’esperienza personale di caregiving e la convinzione che parlare di Alzheimer non debba significare relegare la malattia al silenzio dei contesti clinici, ma restituirla alla vita pubblica e comunitaria . Nato come piccolo evento itinerante, AlzheimerFest si è presto trasformato in una festa diffusa che attraversa città e borghi italiani, mettendo in scena incontri, manifestazioni artistiche e momenti di riflessione collettiva. Alla promozione contribuiscono numerosi partner, tra cui media partner come il Corriere della Sera e partner scientifici come l’Associazione Italiana di Psicogeriatria
Il nome del festival è volutamente spiazzante, accostando “Alzheimer” a “Fest”, rivendicando una dimensione conviviale e popolare come gesto politico e culturale: non negare la malattia, ma restituirle dignità umana, al di là della sola narrazione clinica. In un Paese in cui molte persone vivono con una forma di demenza, e dove l’Alzheimer resta spesso associato a immagini di perdita e isolamento, il festival si propone come uno spazio contro gli stereotipi, utilizzando arte, musica, teatro, danza e laboratori per costruire nuove narrazioni .
Il programma del festival intreccia informazione e cultura: incontri pubblici su diagnosi, diritti, modelli di cura e prevenzione convivono con spettacoli teatrali, concerti, performance artistiche e mostre. Centrale è il ruolo dei laboratori, creativi, corporei e manuali, pensati per coinvolgere insieme persone con demenza, familiari, operatori e cittadini. Dipingere, ballare, cucinare, raccontare storie o camminare insieme diventano pratiche culturali capaci di valorizzare la memoria affettiva e la relazione, spostando l’attenzione dal deficit alla persona.
Una delle chiavi di AlzheimerFest è proprio il rifiuto di separare i pubblici. Il festival non è “per” qualcuno, ma “con” tutti: persone con Alzheimer, caregiver, professionisti della salute, volontari e comunità locali condividono gli stessi spazi, le stesse esperienze e, spesso, gli stessi racconti. In questo modo si costruiscono comunità temporanee fondate sulla prossimità e sull’ascolto, in cui le gerarchie tradizionali della cura, tra chi assiste e chi è assistito, si fanno più porose e orizzontali.
Dal punto di vista culturale, AlzheimerFest agisce come un laboratorio di welfare partecipativo. Eventi come questo favoriscono il riconoscimento sociale, riducono lo stigma e generano legami che spesso continuano anche dopo la fine della manifestazione. Il festival non si esaurisce nei giorni della festa: tappa dopo tappa rafforza reti territoriali, mette in dialogo associazioni, istituzioni e cittadini e contribuisce a diffondere una cultura della cura più umana e inclusiva.

Anche nel 2025 il festival attraversa l’Italia con un ricco calendario di tappe, da nord a sud, programmato tra settembre e ottobre. Ecco le location e le date principali confermate per l’edizione 2025 (come pubblicato sul sito ufficiale dell’iniziativa) :
Treviso – sabato 6 settembre
Valdagno (VI) – domenica 7 settembre
Gavirate (VA) – 6–7 settembre
Brescia – sabato 13 settembre
Monza – domenica 14 settembre
Casale Monferrato (AL) – sabato 20 settembre
Melegnano (MI) – sabato 20 settembre
Chiavari (GE) – domenica 21 settembre (in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer)
Rosignano Marittimo (LI) – giovedì 25 settembre
Monteriggioni (SI) – domenica 28 settembre
Roma – sabato 4 ottobre
Isernia – sabato 11 ottobre
Monteverde (AV) – domenica 12 ottobre
Brindisi – 18–19 ottobre
Inoltre, durante il tour del 2025 è prevista una tappa speciale al Festival del Libro sull’Etna a Catania il 22 settembre, un’iniziativa che sottolinea come il progetto si intrecci con altre espressioni culturali sul territorio nazionale.
AlzheimerFest si impone così comee una presa di parola collettiva: un invito a guardare la demenza non solo come una malattia, ma come una questione sociale, culturale e politica. Il festival riafferma il diritto alla partecipazione, alla relazione e alla vita pubblica anche nelle condizioni di maggiore vulnerabilità, ricordandoci che la fragilità non è un’eccezione da nascondere, ma una condizione umana che ci riguarda tutti.
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