La dichiarazione Europa per la cultura, cultura per l'Europa firmata il 18 maggio 2026
La cultura è un elemento fondante dell’Europa e un motore del suo sviluppo. Ma solo dal 18 giugno 2026 queste consapevolezze si sono tradotte in un impegno ufficiale.
La dichiarazione Europa per la cultura, cultura per l’Europa è stata firmata a margine del Consiglio europeo a Bruxelles dal presidente della Commissione europea, dal presidente del Parlamento e dalla presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea, il presidente della Repubblica di Cipro (e ignorata dai principali media italiani, che preferiscono dedicare pagine e pagine alle beghe tra led comari del Premio Strega).
E’ un passo ulteriore, dopo la Bussola per la cultura, presentata nel settembre 2025 dal Commissario Glenn Micallef: una nuova visione per un paesaggio culturale europeo vivace e integrato, con gli obiettivi di plasmare la politica culturale dell’UE; garantire che la cultura svolga un ruolo centrale nella promozione dell’identità europea, nella celebrazione della diversità e nella promozione dell’eccellenza.
Con la dichiarazione Europa per la cultura, cultura per l’Europa, le tre istituzioni ribadiscono il ruolo dell’UE nella protezione della diversità culturale e linguistica e nell’integrazione delle politiche culturali in tutte le politiche dell’Unione, nel rispetto delle competenze nazionali. Si impegnano a porre la cultura al centro del progetto europeo tutelando e promuovendo la libertà artistica, la diversità culturale, l’inclusione e condizioni eque per gli artisti. Si impegnano a inoltre a sostenere i settori culturali e creativi incoraggiando i finanziamenti, l’innovazione e lo sviluppo di capacità, nonché promuovendo il ruolo dell’Europa come leader culturale e creativo globale.
Sono diversi gli elementi che qualificano questo impegno, articolati in 12 punti:
- La libertà di espressione artistica e la libertà creativa sono i fondamenti della cultura e svolgono un ruolo indispensabile nel promuovere le società democratiche e nel sostenere i valori europei.
- La diversità culturale e linguistica sono valori fondamentali su cui si fonda l’UE.
- L’accesso alla cultura è un pilastro fondamentale delle società democratiche e inclusive.
- Tutti hanno diritto a condizioni di lavoro giuste, eque, sane e sicure, compresi gli artisti e i professionisti della cultura che sono al centro dei nostri settori e delle nostre industrie culturali e creative.
- I giovani svolgono un ruolo fondamentale nel plasmare il futuro dell’Europa e il suo variegato panorama culturale.
- La sinergia tra cultura, arte ed istruzione è fondamentale per lo sviluppo e la prosperità delle società future.
- L’impegno culturale ha dimostrato impatti positivi sulla salute e sul benessere degli individui
e comunità.- L’uso, lo sviluppo e la governance etici, sostenibili e responsabili dei sistemi di intelligenza artificiale (IA) dovrebbero promuovere la creatività umana attraverso un approccio equo e incentrato sull’uomo e basato sui diritti. Dovrebbe: rispettare i diritti culturali, l’accessibilità, l’inclusività e la diversità culturale; promuovere e contribuire alla scoperta e alla visibilità delle diversità europee e nazionali e dei contenuti locali; promuovere la competitività; contrastare il divario digitale; e promuovere l’inclusione digitale.
- Il patrimonio culturale collega il nostro passato al nostro futuro. È un simbolo di unità nella diversità e un pietra angolare della nostra identità, democrazia e resilienza.
- La cultura e il patrimonio culturale promuovono lo sviluppo regionale e territoriale, la resilienza, la resilienza e la coesione sociale e la convergenza tra le regioni europee. Devono essere protetti in periodi di crisi, anche a causa di rischi causati dagli effetti del cambiamento climatico.
- La cultura, compreso il patrimonio culturale, è fondamentale nel passaggio alla sostenibilità ambientale, poiché modella valori, comportamenti e pratiche che sono alla base di uno sviluppo responsabile dal punto di vista ambientale.
Questo implica
promuovere la cultura nelle politiche interne ed esterne dell’UE, rispondere alle esigenze e investire nella cultura e nelle industrie culturali e creative e monitorare i progressi.
In sostanza si tratterà di integrare la cultura nella governance dell’UE per garantire un’efficace integrazione culturale nelle strategie, politiche e azioni pertinenti dell’UE e per promuovere iniziative volte a migliorare la disponibilità di dati validi e comparabili sulla cultura (con lo sviluppo dell’affidabilità di uno strumento prezioso come Eurobarometer per il settore culturale).
Sul versante della politica estera, si tratta di rilanciare e aggiornare la Comunicazione congiunta del 2016 per una strategia dell’UE sulle relazioni culturali internazionali.
Nel dettaglio, si tratterà di vedere se queste buone intenzioni avranno effetti pratici, sia a livello europeo sia al livello delle politiche nazionali per la cultura. In particolare sarò da verificare quali azioni verranno intraprese per

- salvaguardare la libertà artistica, in uno scenario dove il condizionamento politico della cultura è sempre più pressante, attraverso la leva dei finanziamenti e le nomine delle figure apicali;
- garantire condizioni di lavoro eque, giuste, sane e sicure, con particolare attenzione alla giusta remunerazione e al welfare di artisti e professionisti della cultura e della creatività (su questo versante la UE ha annunciato che sta lavorando alla Carta degli artisti dell’UE),
- dare priorità alla creatività umana nell’uso, nello sviluppo e nella governance dell’IA, anche attraverso un approccio equo, incentrato sulla persona e basato sui diritti… nel rispetto dei diritti culturali, dell’accessibilità, dell’inclusività e della diversità culturale (nella primavera del 2027 è annunciata la Strategia sull’IA per i settori culturali e creativi);
- sostenere le sinergie tra cultura, arte e istruzione, che sono fondamentali per lo sviluppo e la prosperità delle società future;
- promuovere la partecipazione culturale attraverso accesso inclusivo, ione, godimento e beneficio della cultura e del patrimonio culturale per tutti, con particolare attenzione ai diritti culturali dei giovani, delle persone con disabilità e che vivono in aree rurali o remote.
In una fase storica in cui le arti e la cultura si ritrovano al centro di tensioni politiche sempre più laceranti, sia internazionali sia interne a ogni paese, diventando terreno di scontro e arma di propaganda, le politiche per la cultura hanno un ruolo sempre più delicato. Crescono le responsabilità degli artisti, degli operatori culturali, degli amministratori e dei politici. Non sarà facile tradurre le buone intenzioni in pratiche efficaci.
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