Gli archivi dello spettacolo dal vivo. Nell’officina della memoria

di Oliviero Ponte di Pino, Elena Puccinelli e Annalisa Rossi
Prefazione di Dimitri Brunetti

Gli archivi dello spettacolo dal vivo – teatro, cinema, circo – sono un ossimoro. Vogliono trasmettere la memoria di un evento che si consuma nel “qui e ora” in cui accade. Inoltre quest’arte effimera è prima di tutto un’arte della memoria: la memoria dell’attore che ripete il suo copione, del danzatore che esegue la sua coreografia, la memoria dello spettatore che è l’unico luogo dove lo spettacolo continua a vivere, la memoria di una tradizione che continua a tornare a testi vecchi di 2500 anni e affonda le radici nel rito.
Quelli di molti teatri e compagnie sono archivi viventi: le scene, i costumi, i bozzetti, i burattini, le marionette, le maschere che custodiscono, spesso continuano a essere utilizzati negli spettacoli. Così come le testimonianze video servono come base documentaria per riprese e riallestimenti.
Il primo obiettivo di questo volume è sviluppare il dialogo tra due mondi – quello dello spettacolo dal vivo e quello degli archivi – che si sono spesso sfiorati e incontrati, ma che potrebbero e dovrebbero sviluppare nuove progettualità comuni. Il secondo obiettivo è, più in generale, sensibilizzare il pubblico e gli addetti ai lavori su un tema come quello degli archivi dello spettacolo dal vivo che in Italia resta ancora poco frequentato e approfondito, nonostante la buona volontà di molti operatori e studiosi.

Gli archivi teatrali su Ateatro.

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Oliviero Ponte di Pino ha lavorato per oltre trent'anni nell'editoria, insegna in vari corsi universitari e master, conduce su Radio3 il programma Piazza Verdi. Ha fondato il portale ateatro.it e dal 2004 cura con Mimma Gallina il progetto Le Buone Pratiche del Teatro. Tra i suoi ultimi libri Un teatro per il XXI secolo. Lo spettacolo dal vivo ai tempi del digitale (2021), Cultura. Un patrimonio per la democrazia (2023).

Elena Puccinelli è laureata in Storia Moderna, diplomata alla Scuola di Archivistica; è fondatrice e direttrice di Memoria & Progetto. Insegna Storia della moda e coordina un corso di specializzazione in Fashion Archive. È esperta nella tutela degli archivi e nella valorizzazione del cultural heritage. Membro del Consiglio direttivo di Fondazione Trivulzio, socia della Società Storica Lombarda, membro del Consiglio direttivo dell’associazione Trovafestival, e del Comitato scientifico della rivista “PreText”. Tra le sue pubblicazioni: Professione PR. Immagine e comunicazione nell’archivio di Barbara Vitti (Skira, 2011); Eleganza Tecnica. Performance e stile nelle linee Italo Sport, con Sergio Giuntini (Skira, 2016); Franco. Il sarto dalle linee semplici, con Maria Canella (Nexo, 2017).

Annalisa Rossi, al MIC dal 2017, dirige attualmente la Soprintendenza archivistica e bibliografica (SAB) del Veneto e Trentino Alto Adige, dopo aver condotto le SAB della Lombardia, del Piemonte e Valle d’Aosta, della Puglia, della Basilicata, del Veneto e Trentino-Alto Adige e della Toscana, gli Archivi di Stato di Genova e di Milano. Ha esperienza ventennale nel settore della istruzione, formazione superiore e ricerca, in Italia, in Europa e negli USA, come progettista, valutatore, docente, formatore. Tiene una rubrica settimanale dedicata al patrimonio culturale sul “Corriere della Sera”. Si impegna nella testimonianza della tutela del patrimonio culturale come azione generativa di diritti umani e civili e abilitante lo sviluppo delle persone e delle comunità.

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