Terreni Fertili Festival e Direction Under 30 a Gualtieri
Arrivare in piazza IV Novembre dalla stazione di Gualtieri è un po’ come lasciarsi indietro il tempo: una cittadina antica, dove ci si muove in bicicletta o a piedi, le insegne delle attività commerciali riportano ancora il nome di ciò che vendono e ai tavolini del Bar Teatro, sono sedute persone che parlano il dialetto tra loro, lasciando fuori tutto ciò che non appartiene al loro tempo. In questo scenario, il Teatro Sociale di Gualtieri fa da mediatore tra passato e futuro e accoglie la XII edizione di Terreni Fertili Festival, che si intitola Nonostante Tutto e parla di una caduta.
Non una caduta rovinosa e angosciante, come il presente che ci circonda, ma una caduta liberatoria, speranzosa e curiosa, proprio come lo sguardo dei giovani verso la vita che li aspetta e che sono pronti ad andare a prendersela con la forza di chi ha ancora il coraggio, e il diritto, di sognare.
Il Teatro Sociale di Gualtieri, nasce da questi stessi sentimenti: all’inizio degli anni 2000, un gruppo di giovani decide di riportare in vita il Teatro con la sfrontatezza dei vent’anni che fa di qualunque progetto un sogno da perseguire e un obiettivo da realizzare.

Terreni Fertili Festival, ph. Lorenzo Benelli
Nel 2009 questo gruppo diventerà l’Associazione Teatro Sociale Gualtieri con il compito di dimostrare alla comunità che quel teatro di inizio Novecento ha ancora tantissimo da dire al pubblico, anche se da molti viene visto come un teatro al contrario, impraticabile poiché senza palco: il 6 giugno 2009 il Teatro Sociale apre le porte al pubblico con una rassegna di spettacoli e concerti che in realtà, a gran voce, grida “ce l’abbiamo fatta!”
Da allora il Teatro Sociale di Gualtieri si fa palcoscenico per la condivisione di cultura, idee e identità, all’insegna di un’idea di democrazia intrinseca della sua conformazione. Non c’è nessun palco e il pubblico vive l’esperienza performativa allo stesso livello delle compagnie in scena, l’Associazione e il teatro non dimenticano le proprie origini e anzi, il legame con il territorio diventa un elemento centrale nella definizione identitaria: “Nella bassa pianura padana, accanto al fiume Po, c’è un teatro, senza palcoscenico, nel quale attori e pubblico possono dialogare in modo nuovo” recita il sito del Teatro Sociale. La bassa, dove la presenza del Po ha dato e continua a dare vita alla produzione agricola dei comuni vicini a Gualtieri, è il terreno fertile che ha accolto e continua ad accogliere l’evoluzione della vita artistica che si svolge intorno al Teatro Sociale.
La stessa zona, è anche luogo d’origine di artisti come Antonio Ligabue, Cesare Zavattini, Pietro Ghizzardi, Luigi Ghirri.
Nel 2015 nasce Terreni Fertili e si dedica alla scena performativa contemporanea e alla promozione e valorizzazione degli artisti emergenti, ma anche alla formazione del pubblico con un particolare riguardo ai giovani, ai ragazzi e ai bambini, con l’obiettivo di accorciare la distanza tra le nuove generazioni e la fruizione del teatro.
Nel contesto di Terreni Fertili si colloca Direction Under 30. Mutuo soccorso teatrale, progetto dedicato alla scena teatrale under 30, nello specifico si rivolge a compagnie e singoli/e artisti/e con l’obiettivo di selezionare sei spettacoli attraverso una Direzione Artistica (che segue un percorso di formazione), da presentare al pubblico e alla Giuria Critica e Popolare durante tre giornate e che assegnano i Premi di Giuria e Giuria Critica a due degli spettacoli proposti.
L’idea di base è quella di liberarsi dal preconcetto che solo l’età adulta, la lunga esperienza e una certa posizione sono gli elementi necessari a definire la competenza e la possibilità di legittimare, giudicare ed esprimersi. Direction Under 30 vede competenza e preparazione anche nei più giovani, e vuole dare loro la possibilità di esprimersi come membri attivi di una comunità, in cui la propria opinione è rilevante.

Terreni Fertili Festival, ph. Lorenzo Benelli
Il festival e il percorso che porta all’identificazione degli spettacoli vincitori avvengono attraverso una profonda connessione tra partecipanti, artisti e territorio. È la parola confronto che guida lo svolgersi del festival: le Giurie, oltre ad assistere insieme agli spettacoli, si riuniscono per condividere impressioni e spunti dopo la visione. In seguito, le porte di Palazzo Bentivoglio si aprono anche agli artisti e al pubblico, in momenti di dialogo in cui le Giurie possono porre domande alle compagnie e proseguire così l’approfondimento dei loro progetti. Non solo. La Direzione Artistica ha organizzato per i membri delle Giurie dei momenti definiti “Agenda” per svolgere attività proposte dai giurati stessi, basati su condivisione, ascolto, confronto, così da creare un ulteriore scambio tra le Giurie che, negli spazi verdi di Gualtieri, hanno proseguito la riflessione sugli spettacoli visti raccogliendo ulteriori suggestioni e prospettive.
Nel terreno fertile del festival di questa edizione si è fatto strada il tema dell’accessibilità, trasversale a categorie e spazi, ricordando ancora l’importanza della democratizzazione di mezzi e linguaggi.
Tre, vincitore del Premio Giuria della XIII Edizione di Direction Under 30, è il lavoro di Annalisa Limardi, che insieme alle sue sorelle Benedetta e Paola elabora una riflessione profonda e personale sul tema della diversità, degli stereotipi e del modo in cui se ne parla.

Annalisa Limardi, Tre, Terreni Fertili Festival, ph. Lorenzo Benelli
Il lavoro, come l’autrice dichiara nel monologo di apertura, deriva dalla necessità di esprimere le difficoltà create dalla disabilità, sia per chi la vive direttamente, sia per chi la guarda da fuori.
Prende vita un racconto basato sulla quotidianità della famiglia Limardi e di come abbiano trovato il loro modo di convivere con la diversità, a partire dal caso di Paola. La sorella Benedetta è presente attraverso registrazioni audio, ovvero riflessioni su come gestire la partecipazione di Paola come performer sul non-palco di Gualtieri. Solo nella parte finale dello spettacolo, anche Benedetta raggiunge le sorelle apparendo fisicamente al pubblico per la prima e unica volta.
La narrazione è un’alternarsi di racconti e riflessioni e interazioni fisiche tra le due sorelle, che accompagnano visivamente ciò che viene detto, quasi come se fossero fotografie che corredano le pagine di un diario di memorie.
La famiglia Limardi ha affrontato in maniera coesa e affettuosa quelle che per Paola sono state e sono le difficoltà della quotidianità. Annalisa e Paola Limardi utilizzano la scenografia modulabile, costituita da elementi in legno a forma di parallelepipedo, per costruire gli scalini che affrontano insieme. Annalisa Limardi sostiene Paola mentre percorre i gradini prima a piccoli passi, poi in maniera sempre più rapida, fino ad arrivare a stendersi entrambe una sopra all’altra su questa struttura, a dimostrazione della vicinanza fisica ed emotiva nell’affrontare le sfide, di qualunque entità esse siano.
Essere sorelle è il loro punto di incontro in un continuo confronto-scontro su come affrontare la diversità, tra di loro e nel mondo esterno, come dialogare con chi usa le parole senza pensare ai significati che procurano e alimentando stereotipi dannosi.
L’emotività che si diffonde sul palco raggiunge presto il pubblico, coinvolgendo tutti nel chiedersi come ciascuno si relaziona con la diversità, che parole usa o che parole avrebbe usato se la diversità fosse stata sua.

Annalisa Limardi, Tre, Terreni Fertili Festival, ph. Lorenzo Benelli
Dopo lo spettacolo, Annalisa, Paola e Benedetta raggiungono il pubblico e le Giurie per il momento di dialogo: all’origine del lavoro c’è il desiderio di parlare di ciò di cui di solito si tace, perché non si sa come parlarne, che parole usare, perché fa paura e quindi allontana. Come si fa a essere come si è, in un mondo fatto di misure predefinite, se in quelle misure non sono le proprie?
Le sorelle Limardi provano a rispondere a questa domanda attraverso un discorso corale, guidato da Annalisa, in cui si deridono gli stereotipi, si litiga e poi ci si abbraccia, si fa una fatica incredibile ad affrontare gli scalini della vita ma lo si fa insieme.
Durante il dibattito con il pubblico Annalisa, Paola e Benedetta, con il supporto artistico e pedagogico di Cecilia Maresca, parlano della quotidianità di Paola al Centro Sociale Educativo, di tutte le attività che svolge come atleta di nuoto e della scelta di partecipare direttamente alla produzione dello spettacolo come performer. Per Paola è la prima vera occasione di lavoro, un’occasione che troppo spesso manca a persone con disabilità, che viene proposta in contesti di lavoro manuale o di supporto ad altri professionisti, ma che sicuramente ha ancora grandi lacune nel settore artistico.
Un’occasione di lavoro, di partecipazione alla creazione di un progetto, ma anche di coinvolgimento e accessibilità alla comunità e alle sue attività. Un’occasione di appartenenza, dove le parole me e te finalmente diventano noi.
Tre racconta il rapporto tra tre sorelle e che riflette a specchio il rapporto tra la società e la diversità, che cerca altri linguaggi quando quello che si ha non basta per parlare delle cose e che chiede attenzione dove, per comodità, si guarda altrove. E il Teatro Sociale di Gualtieri è stato il terreno fertile in cui questo percorso ha trovato margine di crescita.

Terreni Fertili Festival, ph. Lorenzo Benelli
Un teatro senza palco, giovani progetti artistici e il territorio della Bassa Reggiana: Terreni Fertili 2026 conclude il percorso di Direction Under 30 all’insegna dell’accessibilità, del dialogo e della capacità di trovare nuove parole quando quelle vecchie non bastano.
Ma il percorso non si ferma. La programmazione si estende grazie ad Argini, il nuovo festival di ATER Fondazione in collaborazione con Teatro Sociale di Gualtieri che porta nei comuni di Boretto, Luzzara, Gualtieri, Sorbolo Mezzani e Guastalla cinque weekend di eventi dal vivo.
Mutuo soccorso, fiducia, prospettive future: gli artisti, la Direzione Artistica, le Giurie e il pubblico hanno vissuto la XII edizione di Direction Under 30 nel segno di questi temi negli spazi del Teatro Sociale di Gualtieri che con la sua storia di resilienza, tempo e volontà ricorda che il seme dei sogni si può sempre coltivare.
Festival osservato: Terreni Fertili Festival – Direction Under 30
Progetto TourFest 2026
A cura di Associazione TrovaFestival in collaborazione con Ateatro ETS
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