Il 31 agosto 2026 la scadenza principale per il completamento di tutti gli interventi

Categorie: 207 | AnnoZero, copertinaTags: Pubblicato il: 29/08/2026Aggiornato il: 06/09/2026

In questi anni ateatro.it ha seguito l’evoluzione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per quanto riguarda lo spettacolo e la cultura, con numerosi approfondimenti (ateatro sul PNRR). Il 31 agosto 2026 è stata fissata la scadenza principale per il completamento di tutti gli interventi del PNRR: è il termine ultimo europeo per raggiungere target, milestone e completare la documentazione. È dunque il momento di tracciare un bilancio, in vista delle prossime scadenze:

  • 30 settembre 2026: invio dell’ultima richiesta di pagamento dall’Italia alla Commissione Europea.
  • 30 novembre 2026: valutazione della Commissione Europea.
  • 31 dicembre 2026: erogazione dell’ultima rata del piano.

L’avanzamento lavori e la gestione della spesa nel settore della cultura sono stati monitorati dalla piattaforma governativa PNRR Cultura. Sul sito Open Polis PNRR, che ha monitorato in questi anni l’avanzamento dei progetti, è possibile verificare lo stato di avanzamento di tutti progetti.
Per quanto riguarda la cultura, il PNRR ha stanziato circa 4,2 miliardi di euro (più 1,5 miliardi del Piano Nazionale Complementare) ed è stato gestito dal Ministero della Cultura (MiC) e rientra nella Missione 1, Componente 3 (Turismo e Cultura 4.0), articolata in quattro assi strategici principali. Nel complesso i Comuni interessati da investimenti diretti sono 2.597. Le città su cui convergono più fondi sono Roma, Napoli, Matera e Firenze. Lazio, Campania e Sicilia sono i territori che assorbono più risorse. Va in ogni caso considerato che la cultura è interessata anche da misure che intervengono in altri settori (per esempio Attrattività dei Borghi e Migliorare l’efficienza energetica nei cinema, nei teatri e nei musei).

Un quadro d’insieme

La cultura rappresenta uno degli ambiti su cui il PNRR punta per accompagnare la ripresa e la trasformazione del paese. Secondo i dati di OpenPolis, al settore sono associate 21 misure e oltre 3.500 progetti, per circa 1,85 miliardi di euro di risorse. Gli interventi spaziano dalla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale alla digitalizzazione, fino al sostegno delle industrie culturali e creative. L’attuazione, tuttavia, procede a velocità diverse, con varie criticità, e presenta ancora alcuni ritardi.

Il PNRR per la cultura (fonte OpenPolis)

Il PNRR per la cultura (fonte OpenPolis)

A partire dai dati di OpenPolis, abbiamo riassunto i progetti che in vario modo coinvolgono la cultura, ricordando che è importante osservare non soltanto le risorse stanziate, ma anche la effettiva implementazione dei progetti e la spesa.

Attrattività dei borghi
Completata in ritardo
Importo 1,02 Mld di € | Numero progetti 6356 | Spesa effettiva risorse PNRR 26,50%
A fronte del sovraffollamento che ha spesso caratterizzato le attrazioni turistiche nelle principali città d’arte, tanti piccoli centri storici italiani (“Borghi”) offrono enorme potenziale per un turismo sostenibile alternativo, grazie al patrimonio culturale, la storia, le arti e le tradizioni che li caratterizzano.

Capacity building per gli operatori della cultura per gestire la transizione digitale e verde
In ritardo
Importo 155 Mln di € | Numero progetti 2155 | Spesa effettiva risorse PNRR 32,10%
L’obiettivo generale dell’investimento è sostenere la ripresa e il rilancio dei settori culturali e creativi. La prima linea di azione dell’intervento (“Sostenere la ripresa delle attività culturali incoraggiando l’innovazione e l’uso della tecnologia digitale lungo tutta la catena del valore”) mira a supportare la capacità e l’azione degli operatori culturali e creativi di attuare approcci innovativi, anche attraverso mezzi digitali, e accrescere le proprie capacità gestionali ed economiche. La seconda linea di azione dell’intervento (“Promuovere l’approccio verde lungo tutta la filiera culturale e creativa”) mira a incoraggiare l’approccio “verde” lungo tutta la filiera, riducendo l’impronta ecologica della produzione e partecipazione culturale, promuovendo l’innovazione e l’eco-design inclusivo, anche in chiave di economia circolare, per orientare il pubblico verso comportamenti ambientali più responsabili.

Digitalizzazione
In ritardo
Importo 200 Mln di € | Numero progetti 22 | Spesa effettiva risorse PNRR 11,60%
Il sub-investimento è finalizzato alla digitalizzazione delle collezioni di musei, archivi e biblioteche e luoghi di cultura, per aumentare le risorse culturali digitali disponibili nelle piattaforme e moltiplicare così l’informazione culturale.

Formazione e miglioramento delle competenze digitali
In ritardo
Importo 20 Mln di € | Numero progetti 1 | Spesa effettiva risorse PNRR 50,50%
Il sub-investimento prevede la progettazione, realizzazione ed erogazione di un piano di formazione e aggiornamento digitale, inteso come un programma di apprendimento permanente rivolto al personale del Ministero e a tutti gli operatori attivi nel campo del patrimonio culturale.

I percorsi Giubilari 2025
In corso
Importo 165,31 Mln di € | Numero progetti 154 | Spesa effettiva risorse PNRR 19,10%
Cammini giubilari (Dalla Roma pagana alla Roma cristiana), che prevede la valorizzazione, la messa in sicurezza, il consolidamento antisismico, il restauro di luoghi ed edifici di interesse storico e di percorsi archeologici.

Infrastruttura digitale per il patrimonio culturale
In ritardo
Importo 73 Mln di € | Numero progetti 1 | Spesa effettiva risorse PNRR 51,10%
L’infrastruttura offrirà servizi di base finalizzati alla gestione semantica, alla modellazione e all’identificazione delle risorse culturali digitali, così come di tutti gli altri servizi abilitanti necessari al funzionamento delle piattaforme di accesso.

Migliorare l’efficienza energetica nei cinema, nei teatri e nei musei
In ritardo
Importo 300 Mln di € | Numero progetti 760 | Spesa effettiva risorse PNRR 63,10%
È previsto un intervento volto a migliorare l’efficienza energetica degli edifici legati settore culturale/creativo. Questi si trovano spesso in strutture obsolete, inefficienti da un punto di vista energetico, che generano elevati costi di manutenzione legati a climatizzazione, illuminazione, comunicazione e sicurezza. Di conseguenza, parte delle risorse del PNRR saranno destinate a finanziare interventi per migliorare l’efficienza di musei, cinema e teatri italiani (pubblici e privati) che, oltre a generare benefici nella fruizione culturale, contribuiranno a sostenere il settore delle costruzioni e dell’impiantistica a livello locale.

Piano di investimenti strategici sui siti del patrimonio culturale, edifici e aree naturali
In corso
Importo 1,46 Mld di € | Numero progetti | Spesa effettiva risorse PNRR No dati sulla spesa
Interventi su diverse tipologie di beni, tutti di natura pubblica e appartenenti a Enti Locali o al Ministero della Cultura.

Piano nazionale di digitalizzazione per i beni culturali
Completata in ritardo
Importo 2 Mln di € | Numero progetti 1 | Spesa effettiva risorse PNRR 15,30%
Nell’ambito dei servizi di produzione, che hanno l’obiettivo di organizzare, integrare e accrescere il patrimonio digitale prodotto da archivi di Stato, biblioteche, musei e luoghi culturali, è presente il Sub-investimento 1.1.5 “Digitalizzazione del patrimonio culturale”, per la cui realizzazione è prevista una somma totale omnicomprensiva pari a 200 milioni di euro.

Piattaforma di accesso integrata della Digital Library
Da avviare
Importo 36 Mln di € | Numero progetti 1 | Spesa effettiva risorse PNRR 0,00%
Il sub-investimento prevede la realizzazione di una Piattaforma integrata di accesso alle risorse digitali della cultura (Digital Library), per permettere a cittadini, esperti e operatori del settore culturale di accedere a banche dati integrate e personalizzare così la loro navigazione nell’enorme contesto informativo del patrimonio culturale, costantemente arricchito dalle attività di digitalizzazione.

Polo di conservazione digitale
In ritardo
Importo 58 Mln di € | Numero progetti 1 | Spesa effettiva risorse PNRR 53,00%
Con la misura si intende realizzare un Polo di conservazione digitale per rispondere all’esigenza di adottare strategie e strumenti uniformi per la conservazione degli archivi digitali, in modo affidabile e sostenibile. Il sub-investimento, in particolare, si articola in tre sezioni: 1) un’infrastruttura software contenente i servizi abilitanti; 2) un sistema per la conservazione degli archivi digitali prodotti dalle strutture centrali e periferiche del Ministero (conservazione a medio-lungo termine); 3) un sistema per la conservazione degli archivi digitali storici delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato e degli enti pubblici nazionali nonché degli archivi digitali privati dichiarati di interesse storico (conservazione permanente).

Programmi di tutela e riqualificazione di parchi e giardini storici
Completato in ritardo
Importo 300 Mln di € | Numero progetti 239 | Spesa effettiva risorse PNRR 56,40%
Questo investimento contribuisce a migliorare la qualità della vita, facendo leva sui beni culturali e promuovendo, in particolare, una vasta azione di rigenerazione di parchi e giardini storici come hub di “bellezza pubblica” e luoghi identitari per le comunità urbane e come fattori chiave nei processi di rigenerazione urbana.

Promuovere l’innovazione e l’eco-progettazione inclusiva
In ritardo
Importo 20 Mln di € | Numero progetti 345 | Spesa effettiva risorse PNRR 31,90%
La linea di azione dell’intervento mira a incoraggiare l’approccio “verde” lungo tutta la filiera, riducendo l’impronta ecologica della produzione e partecipazione culturale, promuovendo l’innovazione e l’eco-design inclusivo, anche in chiave di economia circolare, per orientare il pubblico verso comportamenti ambientali più responsabili.

Promuovere la riduzione dell’impronta ecologica degli eventi culturali
In ritardo
Importo 10 Mln di € | Numero progetti 60 | Spesa effettiva risorse PNRR 38,10%
Promuovere l’approccio verde lungo tutta la filiera culturale e creativa”, che mira a incoraggiare un approccio sostenibile sotto il profilo ambientale lungo tutta la filiera.

Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi per consentire un più ampio accesso e partecipazione alla cultura
In corso
Importo 300 Mln di € | Numero progetti 1170 | Spesa effettiva risorse PNRR 37,30%
L’investimento si pone l’obiettivo di garantire la completa fruizione del patrimonio culturale attraverso la piena accessibilità fisica dei luoghi della cultura con la rimozione delle barriere fisiche, percettive, culturali e cognitive. Alcuni ostacoli alla fruibilità dei prodotti culturali sono la presenza di barriere non solo fisiche e architettoniche, ma anche culturali e cognitive che rischiano di escludere parte dei cittadini dal coinvolgimento in alcune istituzioni culturali italiane. Gli interventi previsti dall’investimento saranno volti all’abbattimento di questi ostacoli e verranno abbinati alla formazione del personale amministrativo e degli operatori culturali, promuovendo una cultura dell’accessibilità e sviluppando competenze su aspetti giuridici, accoglienza, mediazione e promozione culturale.

Roman Cultural Heritage for EU-Next Generation
In corso
Importo 163,39 Mln di € | Numero progetti 55 | Spesa effettiva risorse PNRR 22,00%
Patrimonio culturale di Roma per la next generation UE, che prevede la rigenerazione e il restauro del patrimonio culturale e urbano e dei complessi di elevato valore storico-architettonico della città di Roma.

Sicurezza sismica nei luoghi di culto, restauro del patrimonio culturale del Fondo Edifici di Culto (FEC) e siti di ricovero per le opere d’arte (Recovery Art)
Importo 800 Mln di € | Numero progetti 762 | Spesa effettiva risorse PNRR 9,50
Sarà realizzato un piano di interventi preventivi antisismici per ridurre significativamente il rischio sul patrimonio di culto ed evitare l’investimento necessario per il ripristino dopo eventi calamitosi, oltre che la perdita definitiva di molti beni, come purtroppo accade dopo ogni terremoto. Il piano prevede tre componenti: la prima relativa alla messa in sicurezza antisismica dei luoghi di culto, la seconda al restauro del patrimonio Fondo Edifici di Culto (FEC) ed infine la terza finalizzata alla realizzazione di depositi per il ricovero delle opere d’arte coinvolte negli eventi calamitosi.

Sistema di certificazione dell’identità digitale per i beni culturali
Completata in ritardo
Importo 16 Mln di € | Numero progetti 1 | Spesa effettiva risorse PNRR 5,50%
Il sistema è necessario per abilitare il Portale delle procedure amministrative per la protezione e la valorizzazione del patrimonio culturale e per collegare le risorse culturali digitali con i beni culturali fisici.

Sostegno ai settori culturali e creativi per l’innovazione e la transizione digitale
In ritardo
Importo 115 Mln di € | Numero progetti 1697 | Spesa effettiva risorse PNRR 30,80%
La linea di azione dell’intervento (“Sostenere la ripresa delle attività culturali incoraggiando l’innovazione e l’uso della tecnologia digitale lungo tutta la catena del valore”) mira a supportare la capacità e l’azione degli operatori culturali e creativi di attuare approcci innovativi, anche attraverso mezzi digitali, e accrescere le proprie capacità gestionali ed economiche.

Strategia digitale e piattaforme per il patrimonio culturale
In ritardo
Importo 500 Mln di € | Numero progetti 33 | Spesa effettiva risorse PNRR 25,40%
Gli interventi sul patrimonio “fisico” saranno accompagnati da un importante sforzo per la digitalizzazione di quanto custodito in musei, archivi, biblioteche e luoghi della cultura, così da consentire a cittadini e operatori di settore di esplorare nuove forme di fruizione del patrimonio culturale e di avere un più semplice ed efficace rapporto con la pubblica amministrazione. Una infrastruttura digitale nazionale raccoglierà, integrerà e conserverà le risorse digitali, rendendole disponibili per la fruizione pubblica attraverso piattaforme dedicate. Sarà inoltre sostenuta la creazione di nuovi contenuti culturali e lo sviluppo di servizi digitali ad alto valore aggiunto da parte di imprese culturali/creative e start-up innovative, con l’obiettivo finale di stimolare un’economia basata sulla circolazione della conoscenza.

Sviluppo industria cinematografica (Progetto Cinecittà)
In ritardo
Importo 230 Mln di € | Numero progetti 29 | Spesa effettiva risorse PNRR 49,10%
Il settore dell’audiovisivo italiano soffre la competitività del cinema internazionale, nonostante possa annoverare eccellenze riconosciute in tutto il mondo. Le restrizioni imposte dalla pandemia hanno poi inflitto un grave danno. La rinascita del settore cinematografico è progettata quindi su tre linee d’azione:
• Costruzione di nuovi studi e recupero di quelli esistenti, insieme alla realizzazione di nuovi teatri di alto livello con edifici supplementari
• Investimento innovativo per potenziare le attività di produzione e formazione del Centro Sperimentale per la Cinematografia, compresi nuovi strumenti per la produzione audiovisiva, l’internazionalizzazione e gli scambi culturali. Sarà prevista anche la creazione di un laboratorio fotochimico per la conservazione dei film
• Attività per lo sviluppo di infrastrutture (live set di produzione virtuale) sia per uso professionale che didattico attraverso l’e-learning. Si rafforzeranno le capacità e le competenze professionali e digitali nell’intero settore audiovisivo, al fine di favorire la trasformazione tecnologica in maniera più performante e continuativa.

Tutela e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale
In ritardo
Importo 600 Mln di € | Numero progetti 3417 | Spesa effettiva risorse PNRR 18,60%
Questo investimento darà impulso a un sistematico processo di valorizzazione di edifici storici rurali (di privati o di enti del terzo settore) e di tutela del paesaggio. Molti edifici rurali e strutture agricole hanno subito un progressivo processo di abbandono, degrado e alterazioni che ne ha compromesso le caratteristiche distintive, nonché il rapporto con gli spazi circostanti. Attraverso il recupero del patrimonio edilizio rurale l’intervento migliorerà la qualità paesaggistica del territorio nazionale, restituendo alla collettività un patrimonio edilizio sottoutilizzato e non accessibile al pubblico. L’intervento avrà ricadute positive sulle economie locali, favorendo il turismo sostenibile nelle zone rurali e valorizzando la produzione legata al mondo agricolo e all’artigianato tradizionale.

Che cosa ha funzionato (e cosa no)

Di fronte a questo articolato scenario, è possibile evidenziare luci e ombre delle modalità di attuazione del PNRR, anche sulla base delle valutazioni di OpenPolis, Ministero della Cultura e Corte del Conti. Tra le maggiori criticità rilevate:

  • L’effettiva capacità di spesa dei soggetti attuatori. Sebbene quasi il 100% delle risorse da 4,2 miliardi sia stato legalmente impegnato e assegnato ai soggetti attuatori entro i tempi previsti, i dati sui pagamenti effettivi (la spesa reale per i cantieri e i fornitori) mostrano forti ritardi storici e hanno sollevato preoccupazioni per la scadenza finale del piano.
  • La debolezza dei piccoli Comuni ( il “Piano Borghi”). Il miliardo di euro destinato alla rigenerazione dei piccoli borghi storici è la misura più criticata. La Corte dei Conti e l’ANCI hanno rilevato che i micro-comuni (spesso sotto i 5.000 abitanti) non hanno il personale tecnico e amministrativo necessario per gestire appalti complessi e rispettare le rigide tempistiche europee. Una considerazione analoga può essere fatta per le piccole imprese culturali, che spesso non hanno una struttura imprenditoriale in grado di soddisfare i parametri richiesti da Equitalia.
  • Il vincolo della tutela. Molti progetti di restauro o rigenerazione urbana si sono scontrati con i tempi autorizzativi delle Soprintendenze. Per ovviare a questo, è stata istituita una Soprintendenza speciale per il PNRR a Roma per centralizzare le pratiche, ma le strutture periferiche sono rimaste spesso sovraccariche.
  • La sostenibilità futura. Manca un piano strutturale per il “dopo-2026”. Una volta esauriti i capitali europei, molti progetti digitali o di riqualificazione rischiano di non avere i fondi ordinari necessari per la manutenzione e la gestione del personale (oltre che per eventuali attività e progetti culturali).

Tra le principali valutazioni positive:

  • Raggiungimento dei target amministrativi. Dal punto di vista formale (“milestone”), il Ministero della Cultura ha superato i controlli della Commissione Europea rispettando le scadenze sulle riforme legislative e l’emanazione delle graduatorie.
  • Spinta alla digitalizzazione. I progetti legati a “Cultura 4.0” (creazione del Digital Library, dematerializzazione di archivi storici e catalogazione) procedono in modo più spedito rispetto alle opere fisiche, poiché beneficiano di accordi quadro centralizzati che hanno evitato la frammentazione dei piccoli appalti locali.
  • Risposta dei territori. I bandi legati alla rimozione delle barriere architettoniche nei musei e ai fondi per l’efficientamento energetico di cinema e teatri hanno registrato un numero di domande molto superiore ai fondi disponibili, dimostrando l’alto interesse del settore.

I quattro assi strategici principali e i nove macro-obiettivi

Nello specifico, è anche possibile focalizzare la valutazione sui quattro assi strategici principali e sui nove macro-obiettivi.

1. Rigenerazione di piccoli siti, borghi e patrimonio rurale

  • Piano Borghi (Circa 1 miliardo): Critico. La misura più in sofferenza del comparto. I piccoli Comuni (sotto i 5.000 abitanti) non hanno il personale tecnico per gestire appalti complessi e rispettare la scadenza ravvicinata del 2026 (vedi #PNRR Borghi Assegnati 363,5 milioni di euro per la LineaB a 207 Progetti locali per la Rigenerazione Culturale e Sociale).
  • Patrimonio rurale e religioso: Critico / In ritardo. Il recupero delle architetture rurali è rallentato dai lunghi tempi di autorizzazione paesaggistica con i privati. La messa in sicurezza sismica delle chiese registra una delle percentuali di spesa reale più basse del piano.
  • Parchi e giardini storici: Discreto. I cantieri nelle grandi ville statali procedono bene. Qualche rallentamento si riscontra solo nelle linee di finanziamento minori destinate a giardini comunali o privati per mancanza di agronomi storici specializzati.

2. Patrimonio culturale digitale e accessibile

  • Digitalizzazione (Cultura 4.0): Ottimo. La macro-misura più avanzata e virtuosa. Essendo gestita tramite accordi quadro nazionali e acquisti tecnologici centralizzati (es. Digital Library), ha evitato i blocchi fisici dei cantieri edili.
  • Rimozione delle barriere: Buono. Grande successo di partecipazione ai bandi da parte di musei, cinema e teatri. I progetti sono in esecuzione avanzata, con isolati rallentamenti dovuti solo ai vincoli storici degli immobili.

3. Industrie culturali e creative

  • Transizione verde e digitale (Fondo TOCC / Imprese): Ottimo. Ottimo andamento amministrativo. Le graduatorie sono chiuse e i fondi erogati direttamente al tessuto produttivo privato e del terzo settore, eliminando la burocrazia degli appalti pubblici.
  • Efficientamento energetico di cinema e teatri: Discreto. Le risorse sono state interamente assegnate a imprese e fondazioni. L’avvio dei lavori materiali ha però risentito dei rincari energetici e della scarsità di materie prime nei cantieri (vedi A che punto è il PNRR per la riqualificazione energetica degli edifici teatrali? La mappa di Ateatro con i progetti finanziati).

4. Sicurezza del patrimonio e grandi attrattori

  • Prevenzione rischi (Recovery Art): Critico. In forte ritardo la rifunzionalizzazione delle grandi strutture destinate al ricovero e alla protezione dei beni artistici in caso di calamità naturali.
  • Grandi progetti turistici-culturali (Cinecittà e Grandi Musei): Buono. I progetti a gestione centralizzata (come l’ampliamento degli studi di Cinecittà o i poli museali nazionali come Pompei e Firenze) avanzano regolarmente e rispettano le scadenze europee.

La funzione di Invitalia

Il principale braccio operativo e soggetto gestore per conto del Ministero della Cultura (MiC) è stato Invitalia (l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa), lungo due macro-funzioni principali. Nella prima fase Invitalia è stato il soggetto gestore dei bandi per imprese e Terzo Settore; successivamente ha fornito supporto tecnico, con funzione di centrale di committenza, per i Comuni. Va premesso che Invitalia aveva trattato assai di rado con organizzazioni culturali, e mai con soggetti non profit; inoltre molti vincoli burocratici erano determinati dalle rigide procedure PNRR stabilite dal Ministero dell’Economia e dalle varie centrali di coordinamento dei Ministeri.
Sono state diverse le criticità dell’azione di Invitalia rilevate da enti di controllo (come la Corte dei Conti), associazioni di categoria e dagli stessi beneficiari dei bandi (imprese, terzo settore e piccoli Comuni), non tanto nella fase iniziale di pubblicazione dei bandi (avvenuta nei tempi), quanto nella fase di gestione, erogazione dei fondi e supporto tecnico.
Le criticità principali rilevate nell’azione di Invitalia non riguardano tanto la fase iniziale di pubblicazione dei bandi (avvenuta nei tempi), quanto la fase di gestione, erogazione dei fondi e supporto tecnico.

Tra le problematiche riscontrate:

1. Eccessiva burocrazia e “colli di bottiglia” nelle rendicontazioni

  • Forti rigidità procedurali riscontrate dai beneficiari privati dei fondi (come le micro-imprese dei bandi TOCC o le realtà locali del Piano Borghi).
  • Piattaforme complesse: le procedure per caricare le rendicontazioni delle spese e richiedere le tranche di anticipo o di saldo sono state giudicate troppo macchinose per strutture piccole o non profit, che spesso non dispongono di uffici amministrativi dedicati.
  • Ritardi nei flussi finanziari: nonostante l’assegnazione teorica dei fondi sia stata tempestiva, i tempi di verifica interna di Invitalia per l’effettiva erogazione dei rimborsi e dei contributi a fondo perduto hanno generato ritardi, mettendo in difficoltà di cassa le imprese più piccole che hanno dovuto anticipare le spese.

2. Difficoltà nel supporto tecnico ai Piccoli Comuni

  • Interventi tardivi o standardizzati. Molti sindaci e l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) hanno lamentato che l’assistenza tecnica fornita sia arrivata a bandi già scaduti o che le soluzioni proposte fossero troppo standardizzate, senza tenere conto delle reali e specifiche carenze di personale dei piccolissimi municipi.

3. Gestione delle procedure di gara centralizzate (Accordi Quadro)

  • Rischio ricorsi e rallentamenti. La centralizzazione di gare d’appalto multimilionarie ha talvolta esposto le procedure al rischio di ricorsi amministrativi da parte delle aziende escluse: le gare venivano chiuse sulla carta per rispettare i target europei (milestone), ma l’avvio effettivo delle attività sul territorio rimaneva congelato in attesa delle risoluzioni legali.

4. Mancanza di flessibilità di fronte all’aumento dei costi

  • Adeguamento dei piani economico-finanziari. I bandi gestiti da Invitalia erano stati tarati su costi di mercato pre-crisi inflazionistica. Gli operatori culturali hanno evidenziato una certa rigidità dell’agenzia nel permettere varianti in corso d’opera o nel rimodulare i progetti a fronte del forte rincaro delle materie prime e dell’energia, portando alcune micro-imprese a rinunciare del tutto al finanziamento pur di non andare in perdita.

L’azione di Invitalia ha dunque garantito la regolarità formale del piano di fronte all’Europa, ma ha scaricato sugli enti locali e sul tessuto imprenditoriale privato un pesante carico amministrativo.

Infrastrutture in cerca di progettisti culturali

Uno dei paradossi rilevato da numerosi operatori era l’obbligo di valutare l’impatto dell’investimento mentre l’investimento stesso non si era ancora concluso. Oltretutto il PNRR aveva obiettivi strutturali (non sosteneva direttamente le attività culturali vere e proprie, ovvero la produzione, ma ciò che la rende possibile o la facilita). Dunque il suo impatto, anche nel settore della cultura, potrà essere valutato soltanto a medio e lungo termine, quando le nuove infrastrutture fisiche e digitali svilupperanno le loro potenzialità.
Un autorevole osservatore ha ricordato:

Il PNRR è stato messo insieme molto rapidamente da una coalizione di governo che andava dalla Lega ai 5 Stelle e, quindi, con la necessità di soddisfare esigenze dei vari partiti, spesso contrastanti. Questi condizionamenti erano sostanziali: per esempio, nessuno dei grandi progetti di investimento è stato sottoposto a un’analisi costi-benefici. Inoltre, ogni livello di governo reclamava la sua fetta di torta. Non si potevano lasciare insoddisfatti i quasi 8000 comuni italiani punto. Da qui una pletora di investimenti, che spesso non avevano un diretto impatto sulla crescita strutturale dell’economia. Molti di questi progetti potevano rendere le nostre città più belle e vivibili, ma non aumentavano il nostro potenziale produttivo di lungo periodo.
(Carlo Cottarelli, PNRR, Italia Brava nell’ottenere i soldi ma non sempre li abbiamo spesi bene, “Corriere della Sera”, 28 agosto 2026)

Trattandosi di investimenti strutturali, la sostenibilità futura delle attività che ne deriveranno rimane cruciale per non vanificare l’enorme sforzo fatto con il PNRR. Nel caso di investimenti su edifici da rifunzionalizzare, in molti casi i proponenti non avevano idea di come farle operare in futuro, di quali costi di gestione e produzione avrebbero generato e, soprattutto, quali contenuti veicolare. Nel caso dei Borghi, rischiamo di avere opere e infrastrutture – magari di buon livello – ma prive di vita se non verranno attivate in maniera efficace e dunque destinate a un rapido degrado.
Per il mondo della cultura e per le pubbliche amministrazioni, la sfida sarà riempire queste “infrastrutture culturali in cerca di progettisti culturali” con attività che producano valore culturale e sociale, prima ancora che economico (e turistico), per il territorio e per i cittadini che lo vivono (vedi Costruire contenuti per gli spazi vuoti del PNRR).

DISCLAIMER
Anche la Associazione Culturale Ateatro ETS ha usufruito dei fondi PNRR-TOCC (Transizione Digitale degli Organismi Culturali e Creativi), che sono stati utilizzati principalmente per il rinnovamento del sito ateatro.it.

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