La call per il laboratorio Solitudo. Luoghi urbani e corpo abitante
Il gesto quotidiano si fa rito, il corpo impara ad abitare lo spazio e l’amatorialità si riscopre centro della ricerca scenica nell’Intensive Summer School dell’Università di Pavia. Dal 21 al 24 settembre 2026, si terrà Professionismo e amatorialità a confronto: nuove frontiere del gesto performativo progetto a cura di Fabrizio Fiaschini ed Eva Corbari del Dipartimento di Studi Umanistici in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Pavia e con il sostegno di Casa Teatro.
Il programma della Summer School articola la riflessione teorica e storico-critica sulle derive novecentesche e contemporanee dell’amatorialità e di come dialoghino con la scena e la formazione professionale, rileggendo l’attitudine alla “creazione”, non come caratteristica distintiva degli addetti ai lavori, ma come patrimonio culturale di “tutti”. Attraverso masterclass storiche sul teatro del Novecento, proiezioni (come il film Bobò di Pippo Delbono) e tavole rotonde con studiosi e realtà del teatro sociale tra cui ATIR, Nerval Teatro e Teatro La Ribalta. Alla dimensione analitica si affianca l’esperienza pratica tramite tre iniziative laboratoriali condotte dall’Associazione e compagnia teatrale Le Sillabe, dalla performer vocale Antonella Talamonti e da Cinescatti di Lab80.
Grazie alla collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Pavia, Solitudo. Luoghi urbani e corpo abitante, l’unico laboratorio della Summer School laboratorio, apre le porte alla cittadinanza per mettere in relazione studenti, abitanti e territorio. Per quattro giorni, all’Anfiteatro del Castello Visconteo, il corpo sarà strumento di esplorazione e relazione. Nel laboratorio, un oggetto essenziale — un’asse di legno — farà da terzo elemento plastico per misurare distanza, contatto e relazione. Il percorso è curato da Fabio Castello, Doriana Crema e Raffaella Tomellini de Le Sillabe. La compagnia Le Sillabe, fondata a Torino nel 2010, sviluppa da anni una ricerca incentrata sul linguaggio del corpo e sulla pedagogia del movimento, muovendosi nello spazio interstiziale tra danza contemporanea, teatro fisico e pratiche di comunità.
Il progetto Solitudo trova la sua specifica genesi in un’indagine della compagnia attorno alla natura umana e al suo rapporto con la spiritualità, che esplorano come espressione di una tensione intima dell’essere verso l’assoluto. La ricerca ha preso il via dalle pagine di Ogni cosa alla sua stagione di Enzo Bianchi (venuto a mancare il 1 settembre 2026), fondatore della Comunità ecumenica di Bose. Il monaco diviene figura emblematica della vita contemplativa, tanto da spingere la compagnia a vivere una residenza di una settimana all’interno della comunità: tra la cella, il refettorio, e l’ascolto del silenzio quotidiano, i performer hanno affinato le basi gestuali che ora porteranno nello spazio urbano.
Gli incontri si terranno nei pomeriggi dal 21 al 23 settembre (dalle 14.00 alle 17.30) e sono aperti a 25 partecipanti, ai quali non è richiesta nessuna competenza teatrale o tecnica, ma solamente la propria disponibilità a mettersi in gioco. L’esperienza si concluderà giovedì 24 settembre con una restituzione pubblica.
Per partecipare è necessario inviare il modulo di adesione all’indirizzo: summerschool.unipv@gmail.com entro il 13 settembre 2026. La partecipazione è gratuita.
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