La testimonianza per Sonia sulla Luna

Categorie: 215_2026/3Tags: Pubblicato il: 21/09/2026Aggiornato il: 27/09/2026

Il 29 agosto 2026 ad Apiro gli amici hanno ricordato Sonia Antinori. Questa è la testimonianza che Mimma Gallina ha inviato a Sonia sulla Luna.

Conoscevo Sonia dalla metà degli anni Novanta, dal Premio Riccione (del suo Il sole dorme e di questa giovane drammaturga si parlò molto), e qualche anno dopo la invitammo a Mittelfest a far parte del team che preparava Praga Magica, lo spettacolo itinerante e collettivo ispirato al libro di Angelo Maria Ripellino che Giorgio Pressburger e io progettavamo per l’inaugurazione dell’edizione 1999 del festival di Cividale del Friuli. A Sonia chiedemmo di curare la drammaturgia del cuore dello spettacolo, dedicato alla figura di Rodolfo II: ne risultò un monologo potente, interpretato da Massimo Popolizio. Forse per questa esperienza, forse per il suo legame con la lingua e la cultura tedesca, Sonia per me era soprattutto dramaturg: quella figura così preziosa e così sottovalutata in Italia, autoriale e assieme al servizio di un disegno di spettacolo, intellettuale e artigiana. Ma Sonia non era solo questo: la ricordo alle Buone Pratiche, fu spesso presente, fin dalla prima edizione nel 2004, ascoltava con attenzione e intervenne spesso, era attenta e curiosa degli aspetti politici e organizzativi del teatro, intenta a captare suggestioni e a comunicare quello che succedeva nelle sue Marche. Così ci raccontò del progetto Piattoforma cultura 3.0, un coordinamento di lavoratori della cultura, nato con entusiasmo nel 2011 a Ancona. Ma poco dopo (nel 2014), ci disse anche con amarezza che quella “buona pratica” era andata letteralmente in fumo.
Negli anni intervenne altre volte, soprattutto sui temi di ricerca linguistica e interculturale. E è su questo terreno – credo molto importante, forse il più importante per lei – che i nostri rapporti si spostarono a un livello più personale, per la comune passione per il viaggio. I più significativi furono fra il 2014 e 2015 e riguardano l’Isola di Pasqua. Lei c’era stata, ci aveva vissuto, e sul suo rapporto con l’isola aveva creato molti anni prima uno spettacolo, Matakiterangi. Occhi che guardano il cielo, nel 2005 credo. Io stavo pensando di farne una tappa del mio giro del mondo, non avevo visto lo spettacolo ma le chiesi di parlarmi dell’isola, di darmi le sue chiavi di lettura (Per sapere cosa ha significato quest’isola incredibile e affascinante per lei vedi La valigia dell’autrice. Sonia Antinori).
Così ne parlammo e naturalmente ci andai, a Rapa Nui, e incontrai la famiglia di cui era stata particolarmente amica, e mi diedero un regalo per lei (una coroncina di piume che riuscii a non stropicciare nei successivi otto mesi di viaggio).

Mimma con Maria all’Isola di Pasqua: brindano a Sonia con frullato di mela e banane

Mimma con Maria all’Isola di Pasqua: brindano a Sonia con frullato di mela e banane

Anche gli scambi successivi – oltre che ai progetti di Malte e in particolare a quello dedicato al climate change – sono improntati a questa apertura al mondo, all’incontro con culture diverse che si realizza attraverso il viaggio e i rapporti interpersonali, i più recenti sono considerazioni sui rispettivi incontri e esperienze africane… avremmo dovuto parlarne di persona.

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