Pubblicato il: 06/05/2025Aggiornato il: 27/09/2025
Le Buone Pratiche del Teatro

L’iniziativa, lanciata nel 2004 dalla webzine ateatro.it e curata da Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino, è centrata su un incontro a scadenza annuale con diversi obiettivi:
– analizzare e discutere l’evoluzione del sistema teatrale italiano, nella prospettiva dell’organizzazione e della politica e dell’economa della cultura; le Buone Pratiche sono state definite dalla stampa “Gli stati generali del teatro italiano”, uno spazio libero e indipendente di discussione e approfondimento;
– presentare le Buone Pratiche del Teatro;
– raccogliere e pubblicare sul sito materiali e documenti relativi alle Buone Pratiche, ma anche all’evoluzione del sistema teatrale italiano.

Il peperone

Per dare democraticamente a tutti la possibilità di intervenire, i tempi degli interventi sono prefissati (in genere 8 minuti a intervento). Il rispetto dei tempi è assicutato da un peperone segnatempo, implacabilmente azionato.
La consapevolezza di questa limitazione spinge in genere a evitare inutili premaboli, premesse, divagazioni, per cercare di arrivare subito al nucleo dell’argomentazione.
I primi a rispettare la regola sono stati senatori e deputati, sindaci e assessori, direttori di teatri e di festival…

Che cosa intendiamo per Buona Pratica?

Per noi una Buona Pratica è una iniziativa o un metodo di lavoro efficace e utile (o che ha avuto successo in passato) e che può (e deve) essere riprodotta da altri; oppure un progetto utile ad altre realtà che operano nel campo del teatro (per esempio società di servizi o reti). Insomma, non si tratta di dire: «Guarda come sono stato bravo a fare questa cosa» (siete tutti bravissimi, lo sappiamo), ma: «Adesso ti spiego come ho fatto questa cosa bella & utile che ho imparato a fare io, così lo potrai fare anche tu, a casa tua (e magari potremo farla insieme)».
Non si tratta di illustrare progetti magari interessantissimi, ma di dire: «Ho fatto» (o anche «Ho in mente di fare») «questa cosa con te e per te/per noi. Ti spiego qual è l’obiettivo del progetto, come funziona e perché deve interessare anche te».

Gli incontri collaterali

Nel corso degli anni, a questo incontro si sono affiancati diversi appuntamenti collaterali. La ricchezza dei contenuti delle prime edizioni (che ha portato a un obiettivo sovraffollamento!) ci ha spinto a organizzare incontri più ristretti e su temi specifici. I materiali raccolti in questi incontri vengono pubblicati sul sito e possono confluire nell’appuntamento principale.

Il “metodo Ateatro”

Gli incontri collaterali sono diventati parte integrante delle ricerche di ateatro, su temi come il lavoro, i nuovi spazi ibridi, il rapporto tra teatro e cinema, il rapporto Stato-Regioni, teatro e adolescenza…
Nel corso degli anni è stato messo a punto un metodo di lavoro che caratterizza i progetti di Ateatro:

  • individuazione di un tema o problema, o più spesso di un fenomeno emergente e non ancora approfondito;
  • una prima fase di studio e approfondimento interna al gruppo;
  • individuazione di una serie di partner di progetto;
  • mappatura attraverso interviste, incontri pubblici, focus groups, sondaggi…
  • lancio dell’incontro pubblico e call per buone pratiche sul tema;
  • giornata delle Buone Pratuche;
  • pubblicazione dei materiali sul sito;
  • eventuale pubblicazione in volume.

Sono percorsi pluriennali, che richiedono un notevole sforzo dal punto di vista della ricerca e dell’organizzazione.

Chi partecipa alle Buone Pratiche?

Alle Buone Pratiche partecipano ogni anno diverse centinaia di persone: teatranti, dalle grandi istituzioni e alle piccole compagnie indipendenti, politici, amministratori e funzionari pubblici, studiosi e studenti di teatro…
La partecipazione alle Buone Pratiche è gratuita e libera, fino a esaurimento posti.
Per sostenere l’iniziativa delle Buone Pratiche del Teatro e gli altri progetti di www.ateatro.it, ti invitiamo a iscriverti alla Associazione Culturale Ateatro.

Come illustrare con chiarezza una Buona Pratica?

L’incontro è aperto a tutti, e come per il passato integra relazioni o testimonianze introduttive sui temi indicati con la presentazione delle Buone Pratiche.
Chi vuole raccontare la sua Buona Pratica deve inviare all’indirizzo mail info@ateatro.it entro il 10 gennaio prossimo una breve scheda (circa 4000 battute) che illustri – appunto – la vostra Buona Pratica: in che cosa consiste, perché è utile, quali sono gli elementi «riproducibili» – e magari quelli da non riprodurre. Ci interessa sapere in cosa consiste, ma soprattutto il metodo, le forme di finanziamento: insomma vi chiediamo di essere molto concreti, magari facendo anche qualche cifra.
Le Buone Pratiche verranno selezionate (in base ai criteri appena esposti) e dove possibile accorpate in gruppi di lavoro intorno a tematiche comuni. Verranno in ogni caso pubblicate su www.ateatro.it.

La documentazione delle Buone Pratiche del Teatro

La documentazione di tutte le edizioni e degli incontri collaterali è disponibile su sito ateatro.it. A partire dal 2011 molte edizioni sono state trasmesse in diretta streaming: le registazioni sono disponibili sul canale YouTube di Ateatro.
Nel 2014, in occasione del decennale, è stato realizzato un volume che documenta lo sviluppo del progetto e le 140 buone pratiche presentate.
Successivamente altri percorsi di ricerca realizzati nel corso delle Buone Pratiche sono confluiti in diversi volumi della collana Lo Spettacolo dal Vivo edita da FrancoAngeli.

Tutte le Buone Pratiche

Il progetto di Ateatro per il 2026

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