Pubblicato il: 21/09/2026Aggiornato il: 21/09/2026

(Viareggio, 1963 – Firenze, 2026)

In un’epoca di informazioni false e fuorvianti a scopo propagandistico, la drammaturgia è strumento di denuncia, trampolino per questioni inespresse, nuovo spazio per l’attivismo. Il teatro documentario che testimonia esperienze di esilio o migrazione fondendo diversi linguaggi artistici è la nuova frontiera di una forma di scrittura che ha riconquistato il suo ruolo civile. La contaminazione tra modelli classici della tragedia greca e narrazioni contemporanee – a cui ad esempio ci ha abituato Milo Rau – mostra come la drammaturgia possa rinnovare la sua funzione politica senza rinunciare alla dimensione di un gioco tra reale e immaginario, concreto e immateriale.
Sonia Antinori in La valigia dell’autrice. Sonia Antinori di Graziano Graziani

Drammaturga, regista, attrice e operatrice teatrale, Sonia Antinori si forma nella danza e nelle arti figurative e si laurea in Storia dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Firenze. Debutta in teatro nel 1990 diretta da Giorgio Albertazzi e negli anni successivi lavora con registi come Ugo Chiti, Carlo Cecchi, Roberto Guicciardini e Mario Scaccia, affiancando all’attività di attrice quella di autrice e traduttrice. Nel 1993 riceve il Premio Pier Vittorio Tondelli per L’ospite e nel 1995 il Premio Riccione per Il sole dorme, presentato all’Auditorium Rai di Milano con la regia di Cesare Lievi e interpretato da Franca Nuti. Come traduttrice si confronta con autori quali Arthur Schnitzler, Georg Büchner, Frank Wedekind, Ödön von Horváth, Dea Loher e Werner Schwab; nel 2008 la sua traduzione di Sterminio di Werner Schwab, messa in scena dal Teatro delle Albe, ottiene il Premio Ubu come migliore novità straniera.
Nel corso della sua attività approfondisce il rapporto tra teatro, culture e trasformazioni sociali, sviluppando progetti che intrecciano drammaturgia, antropologia e arti performative. I soggiorni in Polinesia, Sudamerica, Africa subsahariana e Australia contribuiscono alla definizione di una ricerca orientata al confronto interculturale, da cui nascono spettacoli come Matakiterangi. Occhi che guardano il cielo, La Global Comedia, Walkabout e Werther Project.
Nel 2006 fonda MALTE – Musica Arte Letteratura Teatro Etc., associazione culturale e compagnia da lei fondata, con cui, in qualità di direttrice artistica, realizza spettacoli, laboratori, rassegne e progetti internazionali. Nel 2011 riceve il Premio Internazionale Valeria Moriconi – Futuro della Scena e nel 2012 pubblica 4. Trame agli angoli della storia, raccolta dei suoi testi teatrali.
Tra i lavori successivi figurano Cronache del bambino anatra, dedicato al tema della dislessia, e E la tua anima sarà guarita, vincitore nel 2016-2017 del Premio La/e Scrittura/e della Differenza e presentato all’Avana nel 2019.
Mentre prosegue la ricerca sul rapporto tra teatro, società e pluralità culturale attraverso progetti europei come La Langue des Oiseaux, dedicato alla democratizzazione della cultura e al multilinguismo nelle arti, negli ultimi decide di ristrutturare l’antica dimora di famiglia, Casa Mestica ad Apiro, per trasformarla in uno hub culturale e spazio di residenza artistica: non solo un luogo fisico, ma un simbolo di come la cultura possa trasformare una comunità. A Casa Mestica ha sede La casa in fondo al mare, una residenza drammaturgica cross settoriale tra arte e scienza, drammaturgia e biologia marina, arti performative e quella conoscenza fattiva di temi, che spesso stenta a raggiungere il più vasto pubblico, per affrontare il tema d’urgenza del climate change.

E ora sdraiamoci, sentiamo la terra sotto di noi, l’erba verde e sotto le radici. Un giorno questo prato scomparirà, come ogni cosa conosciuta, ma ora è qua, ci sostiene, ci ospita, ci rinfresca. E noi consegnati a questo fazzoletto di piacere, ascoltiamo una favola bella, durata molti e molti anni e che ci si augura resista per molti anni ancora, spinta dal desiderio e dalla volontà, grandi risorse umane a cui aggrapparsi ancora di più in momenti di confusione.
Sopra di noi, da qualche parte, la luna, che abbiamo invocato in questa ultima avventura.
Sonia Antinori

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Sonia Antinori alle Buone Pratiche del Teatro
Dieci anni di Buone Pratiche del Teatro. Documentazione: i riscontri 2004-2013 di Redazione Ateatro

ph. Marcello Norbert

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