(Santarcangelo di Romagna, 1924 – Milano, 2005)
Stavamo per ripartire verso casa, chiacchierammo brevemente alla reception dell’albergo, e mi raccontò che – chissà… magari… però… – avrebbe voluto ritrovare un punto d’appoggio in paese. Forse l’intuizione di un possibile equilibrio tra la Romagna e Milano, tra la lingua madre e l’italiano, tra la poesia e il teatro, tra la memoria e il presente. Un’anima messa a nudo, abbarbicata alla propria lingua come fosse una corazza di Oliviero Ponte di Pino
Poeta e drammaturgo italiano. Redattore di Panorama, nel 1967 pubblica Autotem un primo volume di satire a cui seguono pubblicazioni di componimenti poetici. Viene considerato uno dei maggiori esponenti della poesia italiana degli ultimi cinquant’anni, distinguendosi per un linguaggio semplice e diretto ma ricco di significati ed emozioni capace di mescolare la quotidianità con riflessioni universali. Baldini mantiene una connessione diretta con le proprie radici, utilizzando nei suoi componimenti il dialetto romagnolo come strumento espressivo; il suo linguaggio, ancorato alla tradizione, è in grado di esprimere la condizione umana e i cambiamenti sociali e identitari. Tra le sue opere più celebri: Rimini (1976) e Il ragazzo delle merende (1986).
Ateatro su Raffaello Baldini:
La scomparsa di Lello Baldini
In fondo a destra di Oliviero Ponte di Pino
La lettura dell’altro di Oliviero Ponte di Pino
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Raffaello Baldini
ph. Simone Casetta




