(Gioi, 1940 – Roma, 2008)
Il teatro è un’arte primordiale di conoscenza collettiva, di orrore e di gioia dell’essere, laboratorio per sperimentare la complessità della vita in situazioni semplificate di spazio e di tempo (L. De Berardinis, Lavoriamo insieme!)
Uomo di teatro totale in grado di conciliare la figura dell’attore e di regista con quella di teorico e pedagogo. Amante del teatro nella sua complessità, Leo De Berardinis è un convinto sostenitore che la questione artistica sia sempre anche tema sociale e politico, rivolto a tutta la comunità. Egli riesce a rendere l’indignazione verso la staticità del sistema teatrale («un artista che vuole seguire la propria vocazione deve avere le caratteristiche del santo, dell’eroe, del martire» L. De Berardinis) il vero motore per il cambiamento, capace di stimolare un agire efficace.
L’elemento totalizzante della visione teatrale di De Berardinis è l’attore, concepito come «attore-poeta», attore «la cui presenza è già teatro», «attore scarnificato: l’uomo», e sulla cui formazione il maestro ha concentrato tutta la sua attenzione.
Un esempio per la coerenza, il rigore morale, il coraggio delle scelte radicali, la limpidità del pensiero, la lucidità dell’analisi Per Leo di Marco Romei
Ateatro su Leo De Berardinis:
Un pensiero sulle Buone Pratiche del Teatro di Marco Sgrosso
Il Bardo alla nuova italiana di Oliviero Ponte di Pino
La sapienza di Shakespeare (e di Leo De Berardinis) di Oliviero Ponte di Pino
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