Il lavoro nel settore dello spettacolo dal vivo – con una articolata gamma di professionalità specializzate e spesso di altissimo livello – si caratterizza per alcune peculiarità: la discontinuità, il tempo di lavoro (che oltre al momento dello spettacolo prevede il tempo delle prove, dell’allestimento e del montaggio, ma anche tempi di studio e formazione permanente), la mobilità (le tournée hanno a lungo caratterizzato il sistema dello spettacolo italiano). Le professioni dello spettacolo professioni prevedono dunque flessibilità e adattabilità. Anche per queste caratteristiche, molti dei lavoratori dello spettacolo integrano le loro attività (e il loro redditi) con impieghi in altri settori.
Queste peculiarità comportano diverse problematiche anche dal punto di vista delle tipologie dei contratti di lavoro, delle tutele e del welfare.
Qualunque seria politica culturale dovrebbe avere come asse portante la dignità di tutti i lavoratori del settore, a cominciare da tre direttrici:
Porre al centro delle politiche di tutela del lavoro i diritti di tutti i lavoratori: dipendenti e autonomi.
Armonizzare compiutamente i livelli di assicurazione e di assistenza di tutti i lavoratori: stabili, precari, indipendenti.
Realizzare la “portabilità della contribuzione al welfare” maturata dal lavoro svolto con diversi regimi contrattuali e in diversi settori produttivi.
Per quanto riguarda l’aspetto pensionistico, i lavoratori dello spettacolo (e dello sport) fino al 2012 facevano riferimento all’ENPALS (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo), che dal 1° gennaio 2012 è stato soppresso. Le sue funzioni sono passate all’INPS, che ha creato il Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo (FPLS).
Ateatro dedica da sempre grande attenzione ai temi del lavoro (e a quello correlato della formazione), cercando di aggiornare sui recenti sviluppi di leggi, norme, regolamenti (vedi il tag lavoro).
In particolare, con il progetto le Buone Pratiche del Teatro 2018-2019 Obiettivo lavoro, ha affrontato, tra gli altri, il tema del lavoro culturale e nello spettacolo. I contributi raccolti nel corso di numerosi confronti sono documentati dal libro Attore… ma di lavoro cosa fai? Occupazione, diritti, welfare nello spettacolo dal vivo, a cura di Mimma Gallina, Luca Monti, Oliviero Ponte di Pino (Franco Angeli Editore).
L’Associazione Culturale Ateatro ETS è stata inoltre audita sulla Emergenza epidemiologica Covid-19 nel settore dei beni e della attività culturali presso la VII Commissione del Senato il 23 giugno 2020, presentando anche le proposte elaborate anche sul tema lavoro e welfare; e il 27 ottobre 2020 dalle Commissioni Riunite Lavoro e Cultura.
Voglio una vita spericolata, voglio una vita da scritturata di Debora Zuin
Se il piatto è misero anche le briciole fanno rumore di Federico Faloppa
Dizionario 2020 | Il lavoro culturale e nello spettacolo di Patrizia Cuoco
Vita da artisti: la condizione dei lavoratori dello spettacolo di Mimma Gallina
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