Pubblicato il: 20/04/2025Aggiornato il: 16/05/2025

(Forlì, 1959)

Nella voce trovo una sorta d’infinità, sono collegata al prima e al dopo. La voce è aria, mi porta fuori dal biologico. Come materia scenica è incandescente, smisurata: una materia alla quale sono dedita, perché scaturisce da sola. Il mio corpo invece non lo sopporto, è finito, ha un perimetro, un’altezza che posso misurare. Ho timore di questa finitezza. Lavoro spesso sull’immobilità del corpo, è un’immobilità che dentro freme, che da un momento all’altro può scoppiare, con un vulcano sonoro, una potenza che erompe come lava nella voce. Il collegamento è nel punto più basso della terra, ma il movimento porta verso l’aria. La voce è selvaggia, anarchica, estremamente mobile. E’ la mia guida e la mia disciplina. Lei sa cantare. Ne parlo in terza persona, perché se la pensassi come un mio possedimento, sarei già in gabbia, sclerotizzata. Perciò cerco di non tarparle mai le ali, come se si trattasse di qualcosa che mi vola dentro. Una disavventura vocale. In dialogo tra corpo e voce di Oliviero Ponte di Pino

Attrice, autrice, scenografa, regista teatrale e cofondatrice del Teatro delle Albe. È riconosciuta per la sua particolare pratica attoriale basata su una radicale esplorazione della voce, che diventa elemento drammaturgico autonomo: nella recitazione di Montanari la voce si trasforma, si moltiplica, si fa materia sonora e sensoriale, in un dialogo continuo con il corpo e lo spazio. Per il suo lavoro con la voce riceve diversi riconoscimenti, tra cui sette Premi Ubu. Nel 2021 fonda, insieme a Enrico Pitozzi, Malagola, una scuola di vocalità e centro di ricerca sulla voce.

La voce è la carne per me. Il tremolio del corpo. È una voce che danza. Il movimento è lì. Per me è la massima espressione, adoro la parola. La parola è proprio il corpo glorioso. In un altro lavoro del Teatro delle Albe, I polacchi, sono come una marionetta, frullo qua e là. Ma non mi sento più in movimento rispetto alla Mano o all’Isola di Alcina. Per questi lavori e per l’uso della mia voce mi vengono in mente metafore erotiche: ti fai penetrare, sei penetrata. La lingua biforcuta della musica di Mario Gamba

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Un concerto con dentro il teatro. La voce di Ermanna Montanari in Luṣ di Fernando Marchiori
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Ermanna Montanari

ph. Silvia Lelli

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