(Cercola, 1959)
Come può un autore raccontare il mondo reale? Che strategie si possono ancora sperimentare per parlare di ciò che i nostri sensi ci fanno provare, venendo a contatto con la vita? Esiste il modo di farlo evitando di ripetere ciò che già è stato detto e tentato? Armando Punzo dice che quando un autore comincia a farsi queste domande di frequente, significa che i suoi piedi iniziano a camminare su un territorio pericoloso, al limite dell’afasia, o della pagina bianca. La prigione dell’autore in crisi di Andrea Lanini
Armando Punzo è regista e drammaturgo, inizia la sua carriera teatrale a Napoli nel 1978 con il Teatro Laboratorio Proposta. Si trasferisce a Volterra nel 1983, dove fonda la Compagnia della Fortezza nel 1988, un progetto di innovativa sperimentazione teatrale che coinvolge detenuti in attività teatrali. Grazie alla sua regia, la compagnia ha messo in scena numerosi spettacoli riconosciuti pubblicamente anche grazie alla vittoria di sei Premi Ubu. Oltre al lavoro con i detenuti, Punzo ha diretto progetti internazionali in Marocco e Libano, e ha collaborato con numerosi festival e istituzioni culturali. Fondatore dell’Associazione Culturale Carte Blanche, è anche direttore artistico del Teatro di San Pietro di Volterra e del Festival VolterraTeatro. Ha promosso diverse iniziative europee sul teatro in carcere e sta lavorando per trasformare il carcere di Volterra in un centro culturale, continuando a espandere il suo impegno a livello internazionale.
Ateatro su Armando Punzo:
Quando in carcere si balla il can can di Anna Maria Monteverdi
Nun me piace ‘o presepe: una riflessione per chi guarda il teatro sociale e di comunità di Oliviero Ponte di Pino
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ph. Nico Rossi




