Pubblicato il: 18/04/2025Aggiornato il: 15/05/2025

(Padova, 1935-Firenze, 2021)

Giuliano Scabia “non fa teatro di poesia, fa teatro del suo essere poeta”. È quel suo essere poeta che gli consente di leggere la storia dietro l’attualità e il mito dietro la storia. Anche di questo dobbiamo essergli grati: perché pratica, instancabile e generoso, questi infiniti teatri, con una sensibilità attenta al presente ma radicata nella storia e nei miti. E li nutre, questi teatri, con il suo corpo e la voce intonata, e li fa viaggiare con i suoi passi, con le sue parole, con la sapienziale consapevolezza degli archetipi che ci muovono e ci aiutano a trovare una precaria posizione del mondo. Li nutre e li celebra, questi teatri fuori dal teatro, questi teatri dentro la pagina, con il suo fluente talento di narratore. Visionario e pragmatico, in apparenza fragile ma sorretto da un’anima di ferro, l’artigiano Scabia collauda così i teatri e l’arte del futuro. A Giuliano Scabia, il poeta che diventò teatro di Oliviero Ponte di Pino

Poeta, narratore e grande sperimentatore teatrale, Giuliano Scabia è stato in grado di trasformare la poesia della vita in azione scenica. Negli anni Sessanta e Settanta il suo teatro rifletteva le tensioni sociali del tempo, fungendo da indagine e testimonianza del presente. Successivamente il suo lavoro si è ampliato, arrivando al coinvolgimento di diverse realtà sociali: dai manicomi, con il simbolo di Marco Cavallo, alla liberazione degli internati, ai quartieri periferici, alle scuole e nei paesini marginali, sempre con l’obiettivo di creare un legame diretto con il pubblico. Negli anni Ottanta, il suo teatro si è evoluto in un dialogo tra natura e animali, esplorando la dimensione più bestiale dell’essere umano. Le sue opere si sono manifestate attraverso spettacoli itineranti e camminate teatrali, riflettendosi sull’ambiente, sia incontaminato che danneggiato dall’intervento umano, con un approccio che combinava poesia, narrazione e teatro. La sua ricerca artistica è stata sempre incentrata sul coinvolgimento diretto del pubblico e sulla sperimentazione di nuovi spazi e linguaggi teatrali.

Giuliano Scabia è uno dei grandi maestri eretici dell’Italia contemporanea. Dagli anni Sessanta a oggi, con straordinaria coerenza ed energia, ha gettato semi di inquietudine e di libertà nella poesia, nella narrativa e nel teatro, ma anche nella società. Arriva a Milano con #Ateatro Giuliano Scabia, il Poeta che ha reinventato il teatro

Giuliano Scabia in 150 faldoni di Oliviero Ponte di Pino
Giuliano Scabia e i suoi Quaderni di drammaturgia di Oliviero Ponte di Pino

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Giuliano Scabia

ph. Baracchi-Campanini

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