(Pittsburgh, 1957)
Ciò che accade adesso nella storia e nel futuro del fare arte non ha precedenti, è sorprendente, contraddittorio e aperto all’imprevedibile. Ma, come accade in tempi di guerra, viviamo anche il ritorno, profondamente sentito, a un centro di gravità. Siamo di fronte alla difficoltà di raccontare la verità, la sua urgenza e la sua complessità. Vorremmo tanto poter trovare alternative possibili. Nel disperato bisogno di uno spazio per la riflessione, l’analisi e la compassione. Dove la bellezza diventa elemento essenziale della vita. Il teatro è per tradizione la forma d’arte più poetica e politicamente reattiva. Una Biennale Teatro di guerra di Peter Sellars
Regista teatrale, è un artista provocatorio e innovativo, noto per le sue trasgressive e ironiche regie d’opera. Ha rivoluzionato il mondo dell’opera lirica con interpretazioni audaci e moderne. Dopo aver studiato antropologia teatrale ad Harvard, ha viaggiato per raccogliere influenze dalle culture dell’ Australia, India, Giappone e Cina. Collaborando con il Wooster Group di Elizabeth LeCompte, ha guadagnato fama con le sue ambientazioni insolite, come Le nozze di Figaro messe in scena alla Trump Tower e il Don Giovanni in un bordello. Ha anche lavorato nel cinema, dirigendo The Cabinet of Dr. Ramirez (1993), e realizzato videoclip per artisti come Herbie Hancock. Le sue produzioni liriche sono caratterizzate da un forte impegno sociale e politico, affrontando temi come la globalizzazione, il razzismo e la manipolazione mediatica. Il suo lavoro integra il multiculturalismo e la rivisitazione di miti antichi in chiave contemporanea, ispirandosi al teatro epico di Brecht e alle neo-avanguardie. Le sue opere sono una fusione di linguaggi culturali diversi e il suo teatro si trasforma in un mezzo per denunciare le ingiustizie politiche e sociali. Ha insegnato alla UCLA di Los Angeles e diretto la sezione teatro della Biennale di Venezia nel 2003. Nel 2006 ha curato il festival New Crowned Hope per il 250° anniversario di Mozart.
Il teatro spiega che la decisione di un individuo, su come vivere o non vivere la propria esistenza, forma il clima e la temperatura morale di una nazione e influisce sulla direzione politica e il temperamento di un’epoca”. Il teatro deve ritrovare la sua necessità, la comunicazione diretta. Ora più che mai è la realtà che deve trionfare sulla scena, una realtà che il mezzo di riproduzione che sembrerebbe più adatto, paradossalmente, ne è anche il più lontano. Politica teatro immagini di Anna Maria Monteverdi
Ateatro su Peter Sellars:
Un talk show progressista? Un teatro politico? di Oliviero Ponte di Pino
La Biennale di Venezia/ danzamusicateatro 2003
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Peter Sellars
ph. Ruth Walz




