Se un collega sospira “Ah, la spalla!”, non ha i reumatismi, e dunque non chiedere: “Ti fa male la destra o la sinistra?”
Non sta nemmeno riflettendo sulla filosofia del prosciutto, e dunque non chiedere “Crudo o cotto?”.
A teatro la spalla è un
attore comico in partic. del teatro di varietà, che offre le battute all’attore principale.
Spalle celebri furono Peppino De Filippo per Eduardo, Mario Castellani per Totò, o Carlo Campanini per Walter Chiari.
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Dario Fo sull’uso che Totò faceva della spalla:
Totò utilizza tutte le tecniche del vecchio teatro tradizionale e popolare. Ricorre spesso a un partner chiamato spalla. Questo partner gli dà la battuta, gli fa da contrappunto, per le ripetizioni e i rimbalzi necessari al discorso comico. Ma non serve unicamente a dargli la battuta, a recitare in contrappunto, a fare da controscena: è prima di tutto un punto d’appoggio. Lo stesso termine “spalla” deriva dall’atleta che, nel salto pericoloso, offre all’acrobata una possibilità d’appoggio, di rimbalzo, che in qualche modo lo spinge e lo proietta in avanti. E’ così che Totò utilizza la spalla e sempre mirabilmente.




