Pubblicato il: 27/04/2026Aggiornato il: 20/05/2026

Negli ultimi anni siamo diventati sempre più consapevoli dell’efficacia di alcune specifiche attività culturali, artistiche e creative sul benessere psicofisico, sulla salute individuale e collettiva e sullo sviluppo sociale. Queste pratiche innovative rientrano in quello che viene definito “welfare culturale”, che ha l’obiettivo di contrastare le disuguaglianze e migliorare la qualità della vita attraverso la partecipazione culturale. Non si tratta di piegare la cultura a un ruolo di supplenza di politiche sociali, ma di riconoscere e valorizzare il suo ruolo portante nello sviluppo umano e sociale.
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L’espressione welfare culturale indica, secondo la definizione proposta da Catterina Seia, Annalisa Cicerchia e Alessandra Rossi Ghiglione, pubblicata dall’Enciclopedia Treccani,

un nuovo modello integrato di promozione del benessere e della salute […] attraverso pratiche fondate sulle arti visive, performative e sul patrimonio culturale.
dalla voce welfare culturale, Enciclopedia Treccani

Il termine si inserisce nel più ampio quadro del welfare, ovvero delle politiche volte a garantire il benessere sociale dei cittadini, ma introduce un elemento innovativo: il riconoscimento della cultura come risorsa attiva nei processi di salute e qualità della vita.
Il concetto di welfare culturale si sviluppa nel contesto europeo tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo, in parallelo alla crisi dei modelli tradizionali di welfare state e alla ricerca di approcci più integrati e sostenibili. Le prime sperimentazioni si diffondono in particolare nei paesi del Nord Europa e nel Regno Unito, dove pratiche come l’Arts on Prescription hanno dimostrato l’efficacia delle attività artistiche nel miglioramento del benessere psicologico e sociale.
Uno degli elementi fondamentali del welfare culturale è la sua natura interdisciplinare: esso implica il riconoscimento di un profondo legame tra partecipazione culturale e salute. Le pratiche artistiche – come il teatro, la musica, la danza e le arti visive – sono considerate esperienze capaci di produrre effetti concreti sul benessere psicologico e relazionale, contribuendo a migliorare la qualità della vita e a contrastare fenomeni di isolamento e disagio.

Si è passati negli anni da una visione della salute come risultato di equilibri di tipo biochimico e fisico […] a una visione che si chiama biopsicosociale, che si rende conto che la componente sociale e psicologica della salute è altrettanto importante rispetto a quella meramente biofisica. Il che significa recepire soprattutto il discorso sui determinanti sociali della salute. Non soltanto ci si è accorti che arte e cultura fanno bene alla salute, ma ci si è accorti anche che le condizioni sociali, economiche, fisiche e ambientali nelle quali le persone vivono hanno un peso gigantesco nel determinare come saranno.
Annalisa Cicerchia in Teatro, welfare, comunità | Annalisa Cicerchia in dialogo con Oliviero Ponte di Pino

In questa prospettiva, la cultura agisce su più livelli: non solo favorisce il benessere individuale, ma contribuisce anche allo sviluppo delle capacità personali, alla costruzione dell’identità e al rafforzamento delle relazioni sociali. Si sottolinea inoltre che queste esperienze di partecipazione culturale non si limitano alla fruizione passiva, ma implicano una partecipazione attiva. Il coinvolgimento diretto delle persone nei processi culturali è infatti considerato un elemento chiave per generare effetti duraturi sul benessere.
Il welfare culturale assume un ruolo centrale anche nella promozione dell’inclusione sociale e nella riduzione delle disuguaglianze: le attività culturali permettono infatti di coinvolgere soggetti fragili o marginalizzati, offrendo loro occasioni di espressione, relazione e partecipazione alla vita comunitaria. La cultura diventa dunque uno strumento di coesione sociale, capace di creare legami tra individui e gruppi diversi e di rafforzare il senso di appartenenza a una comunità. Non si tratta semplicemente di offrire servizi culturali, ma di costruire spazi di relazione e di condivisione, in cui le persone possano riconoscersi e partecipare attivamente.

Punto primo: la partecipazione culturale fa bene alla nostra salute e ci allunga la vita; punto secondo: essa favorisce il benessere e la felicità delle persone.
Oliviero Ponte di Pino in Teatro, welfare, comunità | Annalisa Cicerchia in dialogo con Oliviero Ponte di Pino

Il welfare culturale è oggi oggetto di crescente attenzione a livello internazionale, anche grazie al riconoscimento del ruolo delle arti nella promozione della salute da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

I risultati di oltre 3000 studi hanno evidenziato un ruolo significativo delle arti nella prevenzione delle malattie, nella promozione della salute e nella gestione e nel trattamento delle patologie lungo tutto l’arco della vita.
What is the evidence on the role of the arts in improving health and well-being? A scoping review

Il welfare culturale sta diventando sempre più oggetto di sperimentazione attraverso progetti e iniziative europee e internazionali che mirano a integrare stabilmente cultura e sistemi di welfare. In Italia il Ministero della Cultura sta sviluppando iniziative in questo ambito per favorire l’integrazione tra cultura, sanità e politiche sociali, ma permangono ancora alcune criticità da affrontare come la difficoltà di misurare in modo condiviso l’impatto delle pratiche culturali sul benessere, la frammentazione delle esperienze e la necessità di rafforzare competenze e modelli organizzativi adeguati.

L’anno scorso [2025 n.d.r] c’è stato per la prima volta, nella sede del Ministero della Cultura, il primo convegno su l’arte e la cultura su prescrizione, in cui il Ministero ha invitato le realtà di sua diretta competenza (che sono fondamentalmente gli istituti statali sia museali, che archivi e biblioteche) a raccontare quello che si fa ed è emerso già un mondo molto maturo e disponibile, competente e consapevole. Si è avviato un procedimento che deve dialogare in maniera costante e sistematica con il settore della salute e in generale anche delle politiche sociali. Adesso però questo accordo non c’è. Ci sono quindi due considerazioni: il segnale è stato fondamentale […] dall’altra parte bisogna dire che in Italia cultura e salute sono materie fortemente regionalizzate […] inoltre ci portiamo dietro un tema che è quello della misurazione.
Annalisa Cicerchia in Teatro, welfare, comunità | Annalisa Cicerchia in dialogo con Oliviero Ponte di Pino

Facendo riferimento al settore teatrale, si è evidenziato come questo rappresenti un ambito privilegiato per lo sviluppo del welfare culturale, grazie alla sua capacità di generare partecipazione attiva e relazione diretta tra persone e comunità. Lo spettacolo dal vivo è uno spazio in cui la cultura diventa esperienza condivisa, capace di produrre effetti significativi sul benessere individuale e sociale.

Il teatro ha in più una consapevolezza del suo potere più elevata rispetto alle altre discipline artistiche. Io credo che chi lavora nel teatro ha una consapevolezza più diffusa del suo impatto suo impatto sulle persone. Il teatro si distingue perchè conferisce alle persone (anche a quelle più piccole) una capacità di gestire le emozioni, comunicarle, relazionarsi con gli altri, aumentare la fantasia e l’immaginazione.
Annalisa Cicerchia in Teatro, welfare, comunità | Annalisa Cicerchia in dialogo con Oliviero Ponte di Pino

In conclusione, il welfare culturale rappresenta una prospettiva innovativa che ridefinisce il ruolo della cultura nelle società contemporanee. Attraverso l’integrazione tra arte, salute e politiche sociali, propone un modello di benessere fondato sulla partecipazione, sulla relazione e sulla valorizzazione delle risorse individuali e collettive. In questo quadro quindi, la cultura non è più considerata un elemento accessorio, ma una componente fondamentale della vita umana, capace di contribuire in modo significativo alla costruzione di società più inclusive, resilienti e orientate al benessere diffuso.

Una precisazione terminologica
In Italia si è diffusa l’espressione welfare culturale.
Nei paesi anglosassoni si parla invece di art on prescription, dove prescription è la prescrizione medica.
Va notato anche che l’inglese distingue welfare, wellness e well being. Il welfare si riferisce all’insieme di beni e servizi offerti per migliorare la vita dei cittadini (o, nel caso di aziende, dei dipendenti), la wellness è focalizzata sulla salute fisica e lo stile di vita sano, mentre il wellbeing è un concetto olistico e profondo di benessere psicofisico, mentale e sociale.

Il video
Teatro, welfare, comunità | Annalisa Cicerchia in dialogo con Oliviero Ponte di Pino: guarda il video completo

Il dossier
213 | Teatro Welfare Comnunità sulla giornata di studi di Bergamo (21 maggio 2026)

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Questa voce della AteatroPedia
è stata realizzata nell’ambito del percorso verso l’edizione 2026 di Luoghi (non) Comuni Festival di Associazione Etre e dell’edizione 2026 di Up To You – Festival di spettacolo dal vivo di Qui e Ora Residenza Teatrale, in collaborazione con il Cultural Welfare Center.
Con il sostegno del Ministero della Cultura. Direzione Generale dello Spettacolo.
Con il contributo di Fondazione Cariplo.

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