Milano | Deguma Wolof* Teatro e transnazionalismo, tra Italia e Senegal


30/05/2025

Quante lingue può parlare uno spettacolo? E cosa accade quando una creazione artistica si muove tra due continenti, tra lingue, ritmi, geografie ed energie che non sempre si capiscono, ma si ascoltano, si traducono, si sentono?

Un incontro a partire dalla visione ma anche dall’esperienza de Il paese dove non si muore mai uno spettacolo nato dall’incontro tra Teatro delle Albe, Teatro Caverna e Ker Théâtre Mandiaye N’Diaye, presentato come primo studio in Senegal, tra Dakar, Louga, Saint-Louis e il villaggio di Diol Kadd. Un contesto multilingue, dove il wolof e il francese coesistono e si intrecciano con l’italiano e con i linguaggi della musica e della scena. In questo spazio la mediazione culturale e plurilingue è atto creativo e politico, e la scena è anche del pubblico.
Lo spettacolo – che continua il percorso di meticciato teatrale inaugurato dalle Albe sin dagli anni ’80 insieme a Teatro Caverna – è allo stesso tempo radicato e nomade, capace di debuttare e ri-debuttare, trasformandosi a ogni incontro, a ogni pubblico. È teatro che migra, ma non “emigra”; si sposta senza perdere il contatto con i luoghi in cui è nato, e rilancia una domanda rara: può il teatro essere un modo di muoversi, anche in un mondo in cui le persone sembrano costrette a dover restare ferme?

* non capisco il Wolof

L’incontro è ideato e curato da Luca Lòtano, giornalista pubblicista e dottorando Migrazioni Differenze e Giustizia sociale dell’Università di Palermo per il quale ha seguito come ambito di ricerca il progetto Bergamo, Ravenna, Dakar andata e ritorno a febbraio 2025.
Partecipano all’incontro i responsabili del progetto "A teatro nessuno è straniero", realizzato dall’Associazione Culturale Ateatro e dalla Scuola di Lingua e cultura italiana delle Comunità di Sant’Egidio di Milano con Giulia Tollis curatrice del libro.

via Ippocrate 45
Milano, Lombardia

Organizzato da Redazione Ateatro

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