Il festicista alle Buone Pratiche: una ottima pratica

Una replica gratuita la sera del 6 novembre

Pubblicato il 03/11/2004 / di / ateatro n. 076

Sabato sera, per chi partecipa all’’incontro Le Buone Pratiche. Una Banca delle Idee per un nuovo teatro» ci sarà alla Civica Scuola d’’Arte Drammatica «Paolo Grassi» di Milano una replica straordinaria del Feticista di Michel Tournier, protagonista uno straordinario Ruggero Cara. E’’ uno spettacolo insieme divertente e intelligente, simpaticamente perverso, una brillante prova d’attore, non dura molto, insomma, è un’’occasione da non perdere. Le prenotazioni verranno raccolte alla Civica Scuola d’’Arte «Paolo Grassi» allo 02-58302813, fino a esaurimento posti. Se non vi fidate di noi (che l’abbiamo visto e apprezzato) ecco quel che ne dice la Kritika…

“Il feticista” di Tournier monologo malinconico

Sono inoffensive e poetiche le attrazioni che Ruggero Cara, protagonista al Teatro Palladium del monologo”Il Feticista” di Michel Tournier, articola in un flusso verbale da alienato tenuto sotto chiave in un ospedale psichiatrico, e sono innocue, le sue esternazioni, anche se hanno per oggetto reggiseno e mutande femminili, lingerie morbida e tiepida, pizzi e merletti decantati più dei corpi di donna che pulsano sotto. Sono tragiche e ridicole le parole di questo signore vestito con eleganza anacronistica, animato da una verve incurante dell’internamento e dell’elettroshock cui è stato sottoposto…
Sono candide ed estetiche (nel senso ora contemplativo e ora tattile dell’estetica), le idee che Ruggero Cara sciorina con amore del contatto diretto con la platea, con una voglia di scomplessarsi, di ricondurre la morbosità ad una mappa degli indumenti-amuleti di cui alla fine si fregia lungo le braccia….
Sono piene di un malinconico humour, le tirate di questo bravo e anomalo attore… che ci blandisce con maniacalità e senso sereno della futilità.
Rodolfo di Giammarco,
Repubblica 19 dic. 2003

Solo, solissimo con un reggicalze.
Bravo, l’attore Ruggero cara ne “Il feticista”, grottesco monologo di Tournier

Un pazzo in libero uscita ne approfitta per entrare in un teatro affollato e naturalmente non resiste alla tentazione di raccontare la propria insolita storia. Un banale pretesto per un brillante monologo, scritto da Michel Tournier e interpretato da Ruggero Cara… E’ la storia, tanto triste quanto ridicola, di un uomo con un destino, quelli dei pizzi e dei merletti”…
Ruggero Cara è molto bravo nell’interpretare l’alternanza tra l’entusiasmo e la prostrazione. Un intelligente tragedia umoristica, che fa pensare a Pirandello.

Il Tempo 20 dic. 2003 Simona Buonamano

Quel feticista è scandaloso o sventurato?

L…L’impatto con le qualità affabulatorie del protagonista, Ruggero Cara, rapisce lo spettatore col tempo, conducendolo da un avvio apparentemente sarcastico ad un finale dai tratti intensamente drammatici…
Stefano de Stefano
Corriere del Mezzogiorno 7 dic. 2003

Cara al Nuovo
Il feticista? E’ un essere supersociale

…Dunque Ruggero Cara…sottolinea come meglio non si potrebbe quello ch’è il tema profondo del testo… e un simile sistema di paradossi surreali e iperboli corrosive, venato di un umorismo altrettanto allusivo, trova in Ruggero Cara un interprete ideale, e per l’aspetto fisico, da florido conferenziere, e per la sapiente duttilità espressiva. Da vedere.
Fiore
IL Mattino NAPOLI 7 dic.2003

L’’uomo innamorato dei merletti
Il racconto delicato ed ironico di una passione bizzarra
Coinvolgente prova dell’’attore e regista

Ruggero Cara, attore dal curriculum trentennale e che dal 2000 collabora con Giorgio Barberio Corsetti, incarna il personaggio del feticista in un modo semplicemente esaltante: da solo nella scatola nera di un palcoscenico completamente spoglio- eccezione fatto per un’asta da microfono che serve soltanto a reggere un cappello- con le luci di sala lasciate accese in un chiarore che non diventa mai oscurità se non alla fine dello spettacolo, Ruggero Cara snocciola il monologo con un ritmo che cresce di intensità con il dipanarsi del racconto, senza mai rinunciare alla carezza dell’ironia. Fino all’orgogliosa affermazione con cui il feticista chiude il proprio racconto, tra i pezzi di lingerie che spuntano dalle tasche come conigli dal cilindro del mago:” Ognuno ha la sua bandiera: c’’è chi ha il tricolore, io ho questi!”
Aurora Acciari
Corriera della sera

Redazione_ateatro

2004-11-03T00:00:00




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