Per una teoria quantistica dell’amore

Costellazioni di Nick Payne con la regia di Raphael Tobia Vogel

Pubblicato il 17/02/2022 / di / ateatro n. 182

“Immagina di lanciare un dado seimila volte”.

Una ipotesi della fisica quantistica – la teoria delle stringhe – prevede l’esistenza di una miriade di universi possibili, ognuno governato da leggi proprie: tutto quello che può accadere, accade da qualche altra parte e per ogni scelta che prendiamo, ci sono molti altri mondi in cui si è scelto in un modo diverso. Ciò che facciamo o non facciamo, quindi, potrebbe essere fatto o non fatto allo stesso modo o in modo diverso in infiniti universi paralleli.
A partire da questa teoria Nick Payne decide di indagare il sentimento più antico e universale: l’amore. E dà vita a Costellazioni, che Raphael Tobia Vogel porta al Teatro Franco Parenti in prima nazionale dal 19 gennaio al 10 febbraio 2022.

Elena Lietti e Pietro Micci in Costellazioni

Testa e cuore, logica e irrazionalità, numeri ed emozioni, lo sceneggiatore e drammaturgo britannico ci racconta un rapporto di coppia alla luce della fisica quantistica e della teoria del caos. Roland è un apicoltore che adora il suo lavoro e le sue api. Marianne è una cosmologa brillante dotata di arguzia e senso dell’umorismo.
Una coppia come tutte le altre. O quasi. Perché tra fasci di luce e istanti di buio – come se fosse in atto un teletrasporto – i destini dei due protagonisti vengono rivelati tutti, uno dopo l’altro.
Senza seguire l’ordine cronologico dei fatti, vengono messe in scena tutte le possibili alternative di una storia d’amore raccontata attraverso le leggi della fisica. Il primo incontro, l’innamoramento, il matrimonio, il tradimento, la malattia. Per ogni avvenimento Roland e Marianne vivono anche le infinite altre possibilità. E ci rendiamo conto che anche la più piccola variazione nelle reazioni, nei comportamenti e nelle scelte può cambiare totalmente la loro vita, il loro futuro.

Elena Lietti e Pietro Micci in Costellazioni

Intensi ed emozionanti, Roland e Marianne sono interpretati da Elena Lietti e Pietro Micci. Lei è una donna gracile nel fisico ma forte nell’animo, che ha il coraggio di esprimere le sue idee e di dare un nome alle sue debolezze. Lui è un uomo che non ha paura di mostrare le sue fragilità, il suo dolore, le sue lacrime. Sul palcoscenico sono complici.
Raphael Tobia Vogel ha il merito di indagare i personaggi nel profondo, creando uno spettacolo che stimola riflessioni sul senso della vita, del tempo e sul ruolo che il libero arbitrio e il caso giocano nelle nostre esistenze. E alla fine scopriamo – e accettiamo – che non esiste una scienza esatta in grado di spiegare l’amore.


Costellazioni

di Nick Payne
traduzione Matteo Colombo
regia Raphael Tobia Vogel
con Elena Lietti e Pietro Micci
scene e costumi Nicolas Bovey
luci Paolo Casati
assistente alla regia Beatrice Cazzaro
macchinista Marco Pirola
elettricista Cristiano Cramerotti
fonico Emanuele Martina
sarta Chiara Lo Mauro
scene costruite presso il laboratorio del Teatro Franco Parenti
produzione Teatro Franco Parenti / TPE – Teatro Piemonte Europa

 




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