Appuntamento sabato 17 ottobre 2026, ore 18.00, al Teatro Out Off

Categorie: 215_2026/3, copertinaTags: , , Pubblicato il: 18/09/2026Aggiornato il: 30/09/2026

Che cosa significa essere una/un critica/o teatrale oggi? Qual è il valore della critica? A quale funzione assolve? E come si forma nell’ecosistema contemporaneo dell’informazione e dei social media?
Sono alcune delle domande al centro dell’incontro dedicato a Franco Quadri, in programma sabato 17 ottobre alle ore 18.00 al Teatro Out Off nell’ambito di Teatro City Milano e delle iniziative organizzate per celebrare i 50 anni del teatro.
L’appuntamento, introdotto da Lorenzo Loris e Giulia Alonzo, prende le mosse dalla figura di uno dei protagonisti della cultura teatrale italiana del secondo Novecento per aprire una riflessione sul presente e sul futuro della critica. Non dunque una lezione frontale o una celebrazione, ma un dialogo tra generazioni, tra giovani critiche/i e chi ha avuto la possibilità di conoscere Quadri, confrontarsi con lui e attraversare una stagione decisiva del teatro italiano.
Critico teatrale, saggista, editore e promotore culturale, Franco Quadri ha accompagnato e spesso anticipato alcune delle trasformazioni più profonde della scena contemporanea. Nel 1966 fu tra i promotori del Manifesto per un Nuovo Teatro e l’anno successivo del convegno Per un Nuovo Teatro a Ivrea, esperienza ripresa vent’anni dopo con Memorie e Utopie. La sua attività testimonia quanto la storia del teatro sia costruita non soltanto da chi crea gli spettacoli, ma anche da chi li osserva, li interpreta, li mette in relazione con il proprio tempo e ne conserva la memoria.
L’incontro partirà dalla testimonianza di Lorenzo Loris sul suo rapporto personale con Quadri. Seguirà la proiezione di alcuni materiali video dedicati alla sua attività, proseguendo idealmente il percorso di Milanesi eccellenti, il progetto con cui nel 2021 l’Out Off aveva invitato personalità della cultura italiana a rendere omaggio a Franco Quadri e Gianni Sassi.
Da questa memoria prenderà avvio una riflessione sul presente. Giulia Alonzo e Cecilia Salerno guideranno il dialogo tra le diverse generazioni di critica teatrale, per metterne a confronto le sinergie e le divergenze.
Il punto di partenza è anche una ricerca cominciata dieci anni fa e confluita nel volume scritto da Giulia Alonzo con Oliviero Ponte di Pino, Dionisio e la nuvola. L’informazione e la critica teatrale in rete: nuovi sguardi, nuove forme, nuovi pubblici (FrancoAngeli, 2017). Già allora la diffusione della rete e dei social media imponeva di interrogarsi sulla trasformazione della critica, dei suoi linguaggi, dei suoi spazi e del rapporto con i pubblici.
Dieci anni dopo, che cosa è cambiato? Chi esercita oggi la funzione critica? Quale autorevolezza può avere la critica in un sistema della comunicazione sempre più frammentato? Quali competenze sono necessarie? Dove e come si formano i nuovi critici? E quale rapporto può costruirsi tra chi ha attraversato la stagione della critica novecentesca e chi oggi comincia a raccontare il teatro attraverso strumenti, linguaggi e media completamente diversi?
L’incontro vuole mettere queste domande al centro di un confronto tra giovani critiche e critici e critiche e critici più esperte/i, che hanno avuto la possibilità di incontrare e dialogare con Franco Quadri. Non per cercare un modello da riprodurre, ma per capire che cosa della sua esperienza possa ancora essere fertile per leggere il presente.
La serata si inserisce nel percorso dell’Atlante della critica contemporanea, il programma di ricerca e confronto ideato dall’Associazione Ateatro ETS dedicato alle trasformazioni della critica teatrale nell’ecosistema dei media contemporanei.
L’appuntamento prosegue così il ciclo di incontri pubblici avviato da Ateatro con artisti, studiosi e operatori per sperimentare nuove forme di mediazione culturale e di dialogo tra spettacolo, pubblico e territori. Il progetto valorizza la critica come pratica di conoscenza, partecipazione e documentazione e contribuisce all’arricchimento di AteatroPedia, l’archivio collaborativo dello spettacolo dal vivo.
Ricordare Franco Quadri significa rimettere in circolo le domande che hanno attraversato il suo lavoro. Riconoscere l’importanza di chi racconta, studia e diffonde il teatro, ma anche chiedersi quali forme possa assumere oggi quello stesso esercizio di attenzione. Perché il teatro ha bisogno degli artisti e degli spettatori, ma anche di chi sappia guardarlo, interrogarlo, raccontarlo e conservarne la memoria.

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