Camerino con pesce rosso, ovvero 76 giorni di reclusione teatrale

Settantasei di Licia Lanera e Pier Lorenzo Pisano al teatro Bellini di Napoli

Pubblicato il 06/02/2022 / di / ateatro n. 180

Un letto, un divano, un tavolo, una sedia, un guardaroba.
Tre attori in scena: Alfredo Angelici, Federica Carruba Toscano e Matilde Vigna.
Due drammaturghi e registi: Licia Lanera e Pier Lorenzo Pisano.
Uno spettacolo nato storto, sbagliato, senza contesto, senza memoria.
È l’inizio di Settantasei. Il crollo dell’impero romano d’occidente, pièce che nasce dal progetto “Zona Rossa” attuato al Bellini di Napoli dal 20 dicembre 2020 al 5 marzo 2021.
L’ideazione è di Daniele Russo e Davide Sacco,

“una risposta creativa all’interruzione dell’attività dei teatri e al dibattito che ne è scaturito sul ruolo della cultura in generale e del teatro in particolare. Durante Zona Rossa, due drammaturghi-registi e tre attori si sono trasferiti all’interno del Teatro Bellini e, senza mai uscire, hanno lavorato a due nuove creazioni. Anche il pubblico ha partecipato al processo creativo, perché le prove sono state trasmesse in diretta streaming.”

Chiusi in teatro in Zona rossa (foto Guido Mencari)

Scorrono le date di alcune giornate di reclusione di cui il pubblico è partecipe. Il tempo è sospeso, il tempo delle parole non c’è più come non c’è lo spettacolo. Più che un dramma, racconta una visione di ciò che è stato ed è stato vissuto, riproponendolo ironicamente sulla scena.
C’è tuttavia il valore del corpo che è cambiato, parole vecchie con corpi nuovi, corpi mutati dalla vita nei camerini condivisa con un pesce rosso. C’è la consapevolezza dello spazio che occupano cinque corpi, ci sono i ricordi nel confondersi della coscienza degli spazi non più tangibili ma vissuti, esplorati e abitati. Ci sono i giorni dell’esilio volontario, dello streaming, dei pesci rossi attaccati alla loro esistenza in boccia, i pesci rossi sono animali sociali e politici. “La finzione è un trauma”.

25 dicembre 2020: Un panettone, utopie limitate, insalata di rinforzo della società.
2 gennaio 2021: Gramsci, un carcerato eccezionale che scrive la sua lettera alla madre.
15 gennaio 2021: DPCM ovvero le lezioni di Alessandro Barbero su youtube, Netflix, il seppellimento dei vivi e ricerche assurde su Google.
21 gennaio 2021: Meno uno, un attore abbandona il progetto “seppellirsi vivi in un teatro per risplendere nello streaming”.
30 gennaio 2021: Antonio Tarantino e il citazionismo.
3 febbraio 2021: Giorno di riposo. Gli attori in scena non fanno assolutamente nulla.
6 febbraio 2021: Squame di pelle, irritazioni cutanee da sproloquio volgare e feroce. Il corpo cade a pezzi.
16 febbraio 2021: Descrizione di un quartiere, di uno sparo a un bambino, vediamo il sangue nell’aria sparso da una macchina di vernice rossa sulla scena del delitto disegnata in precedenza, forse la linea drammaturgica di un possibile spettacolo?
5 marzo 2021: Cos’è la vita? Cos’è il teatro? Cambio d’abito. Buio. Applausi.

Settantasei
drammaturgia e regia Licia Lanera e Pier Lorenzo Pisano
con Alfredo Angelici, Federica Carruba Toscano, Matilde Vigna
scene Lucia Imperato
disegno luci Salvatore Palladino 
costumi Chiara Aversano
assistente alla regia Salvatore Scotto D’Apollonia

produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini




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InformazioniVincenza Di Vita

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