Malevento, l’1% e la ate@tropedia

L'editoriale di ateatro 93

Pubblicato il 28/01/2006 / di / ateatro n. #BP2006 , 093 / 0 commenti /
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Sono passati solo pochi giorni dall’uscita di ateatro 92, ma nel frattempo sono successe diverse cose. Dunque ecco questo nuovo ateatro 93 molto natalizio (c’è un bel regalo…) e molto militante.

Tanto per cominciare, Harold Pinter ha diffuso il suo discorso di accettazione del Premio Nobel. Ne abbiamo pubblicato alcuni stralci nelle news. Ci sembra un intervento molto importante perché richiama gli artisti alle loro responsabilità politiche e prima ancora etiche.

In secondo luogo, come potete leggere nelle news, per una serie di difficoltà logistiche abbiamo dovuto rinviare la puntata beneventana delle Buone Pratiche.
Ci spiace ovviamente moltissimo. Per una iniziativa autogestita e autofinanziata come le Buone Pratiche sarebbe indispensabile trovare interlocutori seri e affidabili. Se non li troviamo ricominceremo a fare da soli (anzi, se al Sud nessuno ci dà una mano, le Buone Pratiche 2.2 La questione meridionale ve le facciamo a Belluno!!!).

Perché – malgrado Malevento – le Buone pratiche funzionano: vedi Mira e i materiali che abbiamo messo in rete. E il loro patrimonio è un bene di tutti e non può andare disperso a causa della faciloneria di qualcuno.
Nel frattempo è successa una cosa per noi curiosa ed entusiasmante. Alla fine delle Buone Pratiche 2.1. Il teatro come servizio pubblico e come valore, dopo due giornate dense di riflessioni e spunti, avevamo lanciato una campagna perché l’Italia torni a investire in cultura e spettacolo. Perché è necessario in un mondo globalizzato, perché non si può essere stupidi e ricchi per più di due generazioni, perché la cultura e lo spettacolo sono un valore… La nostra ci sembrava una posizione isolata e persino un po’ velleitaria.
L’1% era uno di questi sogni a occhi aperti che sembrano andare contro lo spirito dei tempi, una provocazione lanciata in uno stagno per noi un po’ troppo stagnante (e piuttosto putrefatto).
Invece pochi giorni dopo anche l’Unione ha rilanciato questo sogno, che finora non rientrava – ci pare – nelle promesse elettorali del 2006.
L’onorevole Vittoria Franco, responsabile cultura dei Ds e dell’Unione, ha infatti rilasciato una importante dichiarazione, che potete leggere nelle news: anche Prodi è d’accordo, l’1% alla cultura (e reintegro del FUS). Poco dopo, persino il ministro Buttiglione ha minacciato di dimettersi se il FUS non verrà reintegrato dalla finanziaria.
A questo punto l’impegno di ateatro cambia (e lo rilanceremo e preciseremo in occasione del prossimo incontro sulle Buone Pratiche, a Gallipoli o a Vipiteno…). In primo luogo, se il FUS non verrà reintegrato chiederemo con forza le dimissioni del ministro Buttiglione.
In un secondo tempo, in caso di vittoria dell’Ulivo, tormenteremo l’onorevole Franco e il Presidente Prodi, affinché rispettino il loro impegno elettorale a favore della cultura: non hanno firmato un contratto, perché tra galantuomini non ce n’è bisogno, conta la parola. Inutile aggiungere che qualche idea sul modo di spendere questo 1% ce l’avremo, con il contributo di tutti. Inutile precisare che lo faremo sapere.

Un’ultima novità, che per noi di ateatro è molto importante.
Come avrete intuito dal banner che lampeggia in testa ad ateatro 93 (lo sappiamo che siete furbi furbi…), è online la ate@tropedia. E’ un nuovo modo di consultare il sito. Abbiamo ora (dopo quattro anni di ateatro, epici, esaltanti, indimenticabili! E persino un po’ sexy, grazie a Perfida de Perfidis) nel database oltre 1000 (sì, mille…) tra articoli, saggi, interviste, notizie, recensioni, tesi di laurea, eccetera eccetera. Questa ricchissima banca dati è una vera e propria enciclopedia del teatro contemporaneo, dove però non è semplice orientarsi.
Così abbiamo attivato una nuova struttura informatica che raccoglie per ora alcune centinaia di voci, relative ad artisti, compagnie, teatri, temi eccetera. Per capire la ricchezza di materiali contenuta in ateatro, provate a cliccare su Living Theatre o William Shakespeare , su Motus o Robert Lepage, su Il Patalogo o Pier Paolo Pasolini (e se siete più maliziosi, provate Silvio B. oppure Karol W…). Sono vere e proprie monografie con numerosi saggi e articoli (e di ottimo livello). A stamparle, queste monografie, spesso ne verrebbero fuori volumi piuttosto corposi, dove s’intrecciano sguardi e pensieri, prospettive e approfondimenti, curiosità e sistematizazioni.
La ate@tropedia è in una versione ancora provvisoria (l’indicizzazione non è ancora completa, & speriamo che il soft non abbia troppi bachi), ma l’idea è questa. Speriamo vi piaccia e vi serva.
Nota per i teorici del web. La ate@tropedia è un ulteriore format di ateatro: era già sito, portale, webzine, rivista, database, forum, locandina, iperblog, teatrolinks, libro, eccetera, e adesso persino enciclopedia… Oltre che i diversi format sono interessati (ci pare) anche le diverse logiche con cui vengono organizzati e presentati i dati. Noi le cose le facciamo senza pensarci troppo su, e dunque a volte non ce ne rendiamo bene conto, ma forse dovremmo essere un po’ più sbruffoni, visto che siamo così bravi!

Non sappiamo quanto ateatro potrà continuare a essere una webzine. Insomma, ci stiamo stufando, abbiamo altre idee e velleità. Perciò non sappiamo quanto potremo continuare a produrre cultura teatrale in rete a questo ritmo (e con questa qualità).
L’idea era di fermarsi al numero 100, che è un bel numero tondo tondo (siamo a -6…). Sia che la piantiamo lì e dunque smettiamo di sfinirvi con la nostra webzine e le nostre mail, sia che proseguiamo a impestare la rete di nuovi materiali, la ate@tropedia resta e resterà nei secoli (si fa per dire, sciocchini! Mica siamo i carabinieri).
Soprattutto la ate@tropedia c’è ed è a disposizione di tutti.
Per concludere, non festeggeremo la Befana a Benevento ma vi abbiamo fatto – ci sembra – un bel regalo. Usatelo, collaudatelo, dateci suggerimenti e contributi. Trovateci uno sponsor. E godetevi uno strepitoso 2006.

Redazione_ateatro

2005-12-17T00:00:00

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