20 milioni di euro extra FUS per i lavoratori dello spettacolo dal Fondo Emergenza Covid-19

Con il commendo di ateatro

Pubblicato il 28/11/2020 / di / ateatro n. 174

E’ stato pubblicato ieri sera, 27 novembre 2020, l’Avviso Pubblico per il contributo di 20 milioni di euro destinati ad attori, cantanti, danzatori, musicisti, altri artisti e maestranze scritturati per spettacoli di teatro, danza, musica, circo.
Possono rispondere all’avviso gli iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo che sono titolari di contratti non eseguiti per effetto delle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria da Covid-19 con teatri, centri di produzione teatrale, compagnie teatrali professionali, festival teatrali o multidisciplinari, organismi e centri di produzione della danza, fondazioni lirico sinfoniche, teatri di tradizione, istituzioni concertistico orchestrali, complessi strumentali, festival di danza, circo, musicali o multidisciplinari, organismi di produzione musicale o imprese circensi per lo svolgimento di spettacoli nel periodo compreso tra il 23 febbraio e il 31 dicembre 2020.
Il contributo arriva a un massimo di 4.000 euro, tra tutti i richiedenti ammessi al contributo, per un ammontare pari al 100% del compenso minimo contrattuale riconosciuto per il totale di giornate lavorative previste dai contratti non eseguiti, al netto delle giornate già compensate, secondo le previsioni della contrattazione collettiva di settore, da parte del datore di lavoro.

LE DOMANDE DOVRANNO PERVENIRE ENTRO E NON OLTRE LE ORE 16 DEL 12 DICEMBRE 2020.

Il commento di ateatro

Il provvedimento indennizza finalmente gli artisti e i tecnici precari che hanno perso il lavoro a causa della chiusura dei teatri e ai quali il nostro welfare – da lungo tempo in attesa di una riforma – riconosce scarsi ammortizzatori sociali. Insieme a questa soddisfazione ci poniamo però alcune domande.
La decisione del MiBACT giunge a distanza di nove mesi dal 23 febbraio 2020, quando si cominciarono via via a chiudere le sale di spettacolo e scadrà il prossimo 31 dicembre. Sarebbe stato più ragionevole pianificare sin da ora la prosecuzione dello stanziamento sino alla riapertura dei teatri o ai 30/60 giorni successivi, considerato che le attività non riprendono automaticamente per decretazione governativa. Il provvedimento sarà o non sarà rifinanziato nel 2021, secondo necessità? Si preferisce l’incertezza.
E come si concilia o si sovrappone questo intervento con ciò che è accaduto in questi nove mesi di attesa? Come si concilia con il bonus di 600 € previsto per tutti gli iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo, che in una prima fase dovevano vantare almeno 30 giornate contributive e successivamente soltanto 7? Con i contributi stanziati a favore di tutti i lavoratori autonomi? Si aggiunge all’indennità di disoccupazione che i lavoratori a tempo determinato possono aver ottenuto? Si aggiunge all’integrazione salariale che i lavoratori dipendenti a tempo determinato (pochi a quanto sembra) hanno eventualmente ottenuto? Come giudicano questo provvedimento le imprese che in questi ultimi mesi hanno scelto di garantire agli artisti e ai tecnici precari il compenso pattuito per l’intera durata del contratto anche in caso di interruzione dell’attività a causa dell’epidemia? Sono sicuramente un’esigua minoranza, ma ci sono.
Lo scorso mese di marzo le rappresentanze delle imprese e dei lavoratori si sono scontrate sulla controversa interpretazione dell’articolo 19, ovvero la sospensione per causa di forza maggiore degli spettacoli, prevista dal CCNL per gli scritturati dai teatri e delle imprese di produzione. Non sarebbe stato ragionevole tutelare tempestivamente i lavoratori realizzando allora un accordo fra le parti sociali, sostenuto dal MiBACT?
La distribuzione di sussidi a pioggia che il governo porta avanti da mesi è apprezzabile per la volontà di sostenere il reddito di tutti i cittadini. Ma, allora, non sarebbe stato e non sarebbe tutt’ora più efficace, efficiente ed equo disporre un’unica forma di indennità a beneficio di tutti i lavoratori precari (dipendenti, autonomi, co.co.co, occasionali) di tutti i settori produttivi, condizionata da requisiti di reddito, riferiti sia al periodo corrente sia all’anno precedente. Insomma, operare con una visione d’insieme, con una migliore conoscenza delle caratteristiche del lavoro precario e discontinuo, con tempestività, capacità di pianificazione e di realizzazione effettiva degli interventi.

La news e le modalità di accesso sul sito del MiBACT.




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