La riserva protetta di Terreni Creativi

Gli spettacoli di Daniele Natali e Fausto Paravidino, Giuseppe Cutino, Francesca Foscarini, Teatro dei Borgia, Gli Omini, Bartolini-Baronio

Pubblicato il 22/08/2022 / di / ateatro n. 186

È stata spumeggiante la tredicesima edizione di Terreni Creativi Festival diretta da Maurizio Sguotti con l’organizzazione di Tommaso Bianco e Alex Nesti. Tribù è il tema della manifestazione che si è tenuta ad Albenga dal 1 al 7 agosto. Teatro, danza, laboratori, libri e djing hanno animato le serre di Albenga nella struttura suggestiva dell’Ortofrutticola, tra gli altri luoghi del festival, in una città che profuma di basilico ma che non ha un pronto soccorso.

“Una piccola riserva protetta dove è facile trovare una comunanza d’intenti e di sensibilità mantenendo la propria identità e diversità.”

Il 4 agosto è andato in scena un dialogo con il pubblico dal titolo Something Stupid di e con Daniele Natali e Fausto Paravidino, una prova aperta sulle tematiche della contemporaneità che ha coinvolto gli spettatori, tentando di formalizzare pensieri in libertà incastonandoli dentro un palcoscenico. Dalla personale dedicata a Giuseppe Cutino è stata messa in scena l’operina musicata per ombre e voci Totò e Vicè dal testo di Franco Scaldati, con adattamento, scena e regia di Cutino, con Rosario Palazzolo – valente attore in scena – Anton Giulio Pandolfo, Egle Mazzamuto, Sabrina Petyx, Maurizio Curcio – che ha curato le musiche – e Pierpaolo Petta.

Totò e Vicè, foto di Luca Del Pia

Una coraggiosa operazione di decostruzione dell’opera di Scaldati.

Il 5 agosto dalla personale del Teatro dei Borgia abbiamo visto Giacomo di Elena Cotugno e Gianpiero Borgia, con Elena Cotugno in scena, una audace prova attoriale che resituisce la verve declamatoria di Giacomo Matteotti, e in particolare mette a confronto i suoi interventi parlamentari del 31 gennaio 1921 e del 30 maggio 1924, un mese prima del suo assassinio. Fa da sfondo alla narrazione una storta riproduzione di un’aula parlamentare, metafora di una denuncia politica.
Punk. Kill Me Please di Francesca Foscarini e Cosimo Lopalco, con la stessa Foscarini e Beatrice D’Amelio, è un ben riuscito inneggiare al punk rock. La drammaturgia è tessuta su brani musicali che intervallano le azioni coreografiche sulla scena, ironico, forte e necessario spettacolo dal vivo, che restituisce una manifestazione di gioia vitale.

 

È seguita la performance di Sara Wiktorowicz creata con Francesca Foscarini Grandmother. Una soluzione scenica di luce e buio con atti coreografici come pezzi di tempo in cui appare e scompare la performer. Trucioli degli Omini, con Francesco Rotelli e Luca Zacchini, è un gioco teatrale che coinvolge lo spettatore nella narrazione di storie.
Josephine di e con Michele Baronio e Tamara Bartolini è un omaggio a Kafka ma anche una danza di proiezioni e immagini collettive, le più disparate per “creare un controcanto nella storia umana”.




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InformazioniVincenza Di Vita

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