#Elezionicomunali2021 | Bologna tra policentrismo culturale e nuovi spazi

Il programma del sindaco di Bologna Matteo Lepore per la cultura

Pubblicato il 19/10/2021 / di / ateatro n. 180

Come ampiamente pronosticato, a Bologna il candidato del centrosinistra Matteo Lepore è stato eletto sindaco al primo turno grazie al sostegno del Partito Democratico, della lista civica Matteo Lepore Sindaco, del MoVimento 5 Stelle, di Europa Verde, del PSI, della lista della renziana Isabella Conti e della lista Bologna Coraggiosa, progetto politico della vicepresidente di Regione Elly Schlein. Con il 62% di preferenze, Lepore diventa il sindaco di Bologna più votato al primo turno dall’introduzione dell’elezione diretta del primo cittadino doppiando il suo principale avversario, Fabio Battistini, sostenuto dal centrodestra, che si ferma a un 29% di preferenze.
Matteo Lepore diventa primo cittadino dopo tre anni come assessore alla cultura nella città di Bologna, forte di questa esperienza amministrativa il neo sindaco ha deciso di mantenere di mantenere la delega alla cultura pur avvalendosi di un team di esperti a supporto di questa funzione. Ad affiancare Matteo Lepore in questo frangente saranno: Elena di Gioia come Delegata Distretti Culturali Città Metropolitana di Bologna, sistema teatrale, valorizzazione del lavoro culturale e artistico, Rosa Grimandi con Delega alle industrie culturali e creative ed Erika Capasso con Delega alla politiche per il terzo settore. Il programma elettorale di Lepore – Bologna Progressista e Democratica – contiene venti idee programmatiche, di cui una dedicata interamente alla cultura: Cultura diffusa nei quartieri e nella città metropolitana.

Alcuni rappresentanti del mondo della cultura Bolognese candidati nella lista civica Matteo Lepore Sindaco

 

Matteo Lepore

Dal programma di Matteo Lepore: Spazi, Welfare e Coprogettazione
Il programma si apre con due progetti bandiera:  L’impronta Verde, che prevede la riqualifica di grandi spazi verdi e di ville storiche da dedicare ad eventi culturali, e La Via della Conoscenza, che prevede la creazione di un distretto “della conoscenza” dedicato alle nuove tecnologie e alle industrie culturali e creative.

L’impronta verde

(…) Parte integrante del progetto sarà anche il recupero delle quattro ville storiche sui colli (Villa Aldini, Villa Spada, Villa Ghigi e Villa Mazzacorati), che diventeranno luoghi culturali con aree per la didattica e le scuole, palcoscenico d’onore per funzioni ed eventi legati all’arte e l’educazione e hotspot culturali, capaci di accompagnare i cittadini nella scoperta della città.

La via della conoscenza

L’ex scalo ferroviario Ravone, al centro del progetto “La via della conoscenza”

Una grande area della città lungo l’asse nord-ovest in cui canalizzare una parte significativa dei fondi del PNRR e dei progetti di innovazione della città. Qui, infatti, si concentrano molti dei luoghi che meglio esprimono le sfide che ci attendono: la rivoluzione digitale al Tecnopolo, la riqualificazione del distretto fieristico, il recupero delle aree dismesse al Ravone e alle OGR, la natura che ritorna ai Prati di Caprara e quella da valorizzare al Parco Nord. E la Bolognina, dove si concentrano i principali luoghi della creatività giovanile, della cultura critica e della memoria democratica della nostra città, dal Museo di Ustica alla Stazione del 2 Agosto.

Dal capitolo “Il lavoro da difendere, Il lavoro da creare”

Degno di nota, dopo l’esperienza della pandemia, un passaggio dedicato al welfare dei lavoratori della cultura presente nel secondo capitolo del programma.

Serve un impegno diretto nella tutela dei lavoratori della cultura, del turismo e dello sport. Dobbiamo garantire i diritti e aumentare le tutele delle operatrici e gli operatori, artiste, artisti, personale tecnico, amministrativo, di comunicazione, le maestranze tecniche e artistiche, che si sono trovati in gran parte privi di ammortizzatori sociali e tutele in piena pandemia. È necessario rilanciare un patto di diritti e tutele che sia al passo con le esigenze e le caratteristiche del mondo della cultura, del turismo e sportivo per raggiungere livelli adeguati di diritti e garanzia sul lavoro e dare il segnale di una nuova direzione anche a livello nazionale. Tale impegno non deve essere solo episodico: vogliamo creare un nuovo e innovativo comitato consultivo, formato da artisti, creativi, lavoratori del turismo e sportivi in dialogo e confronto con l’amministrazione in una logica propositiva.

Dal capitolo “Cultura diffusa nei quartieri e nella città metropolitana”

Vogliamo portare la cultura ovunque, generando nuove centralità urbane e distretti, dove fare crescere imprese, associazioni, festival, istituzioni, socialità, lavoro e spazi.
Puntiamo a un vero policentrismo culturale, capace di dare accesso alla cultura e alla bellezza a tutte le fasce della popolazione nei quartieri e in tutta l’area metropolitana.
Dovremo “lasciare spazio” alla libera espressione degli artisti e i loro percorsi ma anche mantenendo una tensione creativa costante con gli “spazi vuoti” (parchi, piazze, scalinate), che non vanno sempre riempiti e incardinati in palinsesti.

La strada scelta da Lepore per diffondere la cultura in modo capillare nella città metropolitana è quella dell’apertura di numerosi spazi nel corso del prossimo mandato, tra i quali:
– Il nuovo Museo dei ragazzi al Pilastro.
– Le nuove sedi Salaborsa Lab di Vicolo Bolognetti e Casa Gialla al Pilastro.
– L’ampliamento e la riqualificazione della Biblioteca Ginzburg a Savena.
– Il nuovo Centro culturale polifunzionale alla Montagnola.
– Il nuovo edificio per la musica all’ex Mercato San Donato.
– La rigenerazione della Tettoia Nervi e integrazione con gli spazi adiacenti in Bolognina.

Particolare attenzione è rivolta alla Cineteca di Bologna con l’apertura di archivi, musei e ben 20.000 metri quadri di studi cinematografici:

– Il Modernissimo, sala da 400 posti in Piazza Re Enzo, attiva dalla primavera del 2022, che offrirà, quotidianamente, una programmazione cinematografica dedicata alla storia del Cinema (…) accanto alla quale prenderà vita in via Rizzoli uno spazio espositivo di 2000 mq, il Sottopasso, che ospiterà l’Archivio Simenon e consentirà di accogliere mostre sul cinema e su Bologna fotografata, che ambisce a divenire, assieme all’omonimo portale, specchio identitario della città e della sua storia.
– Il Centro Renato Zangheri nell’ex-parcheggio di via Giuriolo, la cui apertura è prevista per la fine del 2023, che ospiterà il nuovo Archivio della Fondazione Cineteca e sarà uno dei principali centri europei di conservazione e restauro del cinema.
– Grazie alla collaborazione con BolognaFiere, la Cineteca promuoverà la realizzazione nel distretto fieristico di un vero e proprio Cineporto, 20000 mq di studios cinematografici.

A spiccare in questa sezione è la proposta di apertura di un nuovo Polo museale della Memoria Democratica che aspira a essere per Bologna

quello che è lo Smithsonian a Washington: il fulcro e centro nevralgico di una rete di luoghi e centri della memoria democratica della città da promuovere e valorizzare con percorsi fisici e tematici e iniziative congiunte, con un’attenzione particolare a quelli più prossimi alla Bolognina e alla Stazione (…) per dare vita a un nuovo distretto della memoria democratica.

Muovendosi verso la direzione di una cultura diffusa nei quartieri, in diverse sezioni del programma si ricava l’intento di coinvolgere anche le piccole realtà culturali radicate sul territorio nella coprogettazione dell’azione amministrativa.

Dal capitolo “Lotta alle disuguaglianze, alla discriminazione e alla emarginazione”

Ci impegniamo a definire e rendere economicamente accessibili percorsi e progetti integrati per il “Dopo di noi”, che tengano conto dei bisogni abitativi, sanitari, di socialità e di relazione e scambio con la città per le persone disabili, sperimentando nuove forme di abitare collaborativo e progettualità di prossimità che coinvolgano la rete associativa e culturale dei nostri quartieri.

Dal capitolo “Decidere meglio, decidere insieme”

Siamo convinti della necessità di dare vita nel prossimo mandato a una vera e propria alleanza mutualistica tra Amministrazione e cittadinanza attiva, in particolare, con le reti e gli spazi sociali e culturali, le associazioni e le altre realtà del terzo settore, che costituiscono una delle principali ricchezze e peculiarità di questa città.




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