Bombardato a Mariupol il teatro dove si erano rifugiati centinaia di civili: mettiamo una M sui nostri teatri?

Il vicesindaco: “Non sappiamo se ci sono sopravvissuti. E la cosa peggiore è che non potremmo tirarli fuori da sotto le macerie. Molti residenti di Mariupol si erano nascosti nel teatro con bambini piccoli”

Pubblicato il 16/03/2022 / di / ateatro n. 182

Secondo il vicesindaco di Mariupol Serhiy Orlov, nel teatro si erano rifugiate tra le 1.000 e 1.200 persone. La Russia nega le accuse. Un parlamentare: in corso combattimenti, nessuno può raggiungere il teatro per portar via i sopravvissuti: lo ha dichiarato alla Bbc il vicesindaco della città ucraina, Serhiy Orlov.

In una nota diffusa del Consiglio comunale della città, citato da Ukrinform si legge: “È ancora impossibile valutare l’entità di questo atto orribile e disumano, perché la città continua a essere bombardata nelle aree residenziali”.
Un parlamentare che si trova nella città assediata, Serhiy Taruta, ha detto che a Mariupol sono in corso aspri combattimenti e nessuno può raggiungere il teatro bombardato.
“Non sappiamo se ci sono sopravvissuti. E la cosa peggiore è che non potremmo tirarli fuori da sotto le macerie. Molti residenti di Mariupol si erano nascosti nel teatro con bambini picoli”, ha detto il parlamentare.

La Russia nega le accuse di aver bombardato il teatro di Mariupol. Secondo il ministero della Difesa di Mosca è stata la milizia ultranazionalista ucraina del Battaglione Azov a distruggere l’edificio, lo riporta la Tass.

IL LINK: La notizia su “The Guardian”:

Un’immagine satellitare del Teatro di Mariupol prima del bombardamento: fuori dal teatro è scritto a lettere maiuscole “BAMBINI” in russo. Photografia Maxar Technologies/Reuters

La proposta di Stefano Massini su facebook

Questo era il teatro di Mariupol. È stato centrato da un colpo di artiglieria, con mille rifugiati al suo interno. Il teatro è un luogo, da sempre, in cui l’essere umano mostra il meglio di se stesso. Un luogo di parole, di versi, di bellezza, di corpi, di visioni, di scene scolpite e dipinte, di costumi disegnati e cuciti, un luogo di domande e di memorie. Insomma il meglio che l’umanità può esprimere. Stasera il teatro di prosa di Mariupol è stato distrutto, non esiste più, sono macerie, e si scava per portare in salvo i sopravvissuti di quella folla di persone che in un teatro trovavano stavolta un rifugio anche fisico, reale, non solo simbolico, contro il male del mondo. Il teatro li accoglieva, come fanno da sempre i teatri che nella storia del mondo nascono per il bene di chi vi entra. Ecco perché la strage del teatro di Mariupol è un evento catastrofico che non può passare in silenzio nei teatri del mondo. Da uomo di teatro sono colpito e addolorato come non mai, per cui provo a lanciare a tutti coloro che fanno teatro una semplice proposta: ogni teatro nel fine settimana esponga una grande M sulle proprie porte esterne. Sarà come se tutti i teatri fossero “il teatro di Mariupol”, e come tali, in parte, fossero stati colpiti anche loro.

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