La definizione della satira secondo Mediaset

Dal testo della querela a Sabina Guzzanti & soci per Raiot

Pubblicato il 02/12/2003 / di / ateatro n. 061 / 0 commenti /
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Raiot, la trasmissione televisiva di Sabina Guzzanti su Raitre, ha suscitato reazioni furibonde. Dopo la prima puntata la trasmissione è stata immediatamente sospesa e Mediaset ha querelato Sabina Guzzanti, Marco Travaglio, Studio Uno s.r.l. (la società produttrice) e la Rai, chiedendo 20 milioni di euro di danni.
Tra varie amenità, la querela redatta dagli avvocati Stefano Previti e Pieremilio Sammanco contiene una pregevole definizione della satira, sulla quale è oppurtuno riflettere:

E’ noto, in verità, che la satira sorge per l’innato bisogno di irridere personaggi noti e potenti e non risponde, a differenza della cronaca e della critica, a finalità informative. La giurisprundenza più volte sul punto ha infatti espresso che “il diritto di satira a differenza del diritto di cronaca non assume l’informazione come proprio obiettivo (primario o anche solo concorrente)” (Dir. Inform., 1989, 520).
Non può dunque fondamentalmente affermarsi che la satira contrubuisca alla formazione della pubblica opinione e questo perché il mezzo espressivo prescelto è intrinsecamente connotato dall’intento dissacratorio. Ragion per cui, se una funzione si deve assegnare alla satira, essa va individuata nell’esercizio di un controllo sociale verso il potere; la satira, in definitiva, attraverso l’arma incruenta del sorriso assolve la funzione di “moderare i potenti”, di smitizzare ed umanizzare i personaggi famosi, di umiliare i protervi, favorendo la diffusione di un clima di tolleranza che attenuerebbe le tensioni sociali.
E’ allora evidente quindi la diversità di funzione rispetto alle altre manifestazioni del pensiero, atteso che la satira non può, per sua natura, perseguire il fine di contribuire alla formazione della pubblica opinione”.

Insomma, gli avvocati di Mediaset danno la loro definizione di satira (come vaselina del potere…) e in base a essa chiedono la condanna ai satiri che non rispondono a questa bizzarra definizione.
Al di là della palese fragilità di questa impostazione, rende l’idea del ruolo che alla satira affida Mediaset…

Redazione_ateatro

2003-12-02T00:00:00

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