Le residenze: un bene prezioso, un’antica e nuova risorsa, indispensabile e vitale per il rinnovamento del teatro e della danza

DallpArboreto di Mondaino una preghiera

Pubblicato il 06/03/2014 / di / ateatro n. #BP2014 , 148 / 0 commenti /
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Con i nuovi D.M. il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali ha incluso, così sembra, il tema delle residenze fra le riflessioni e le nuove azioni dei prossimi anni.
Ha espresso la volontà di riconoscere e accreditare la novità delle residenze; una realtà che di fatto si è già radicata sul territorio nazionale.
Una buona notizia, per chi da anni lavora seriamente alla costruzione di luoghi e progetti di residenza, soprattutto nei territori e nei paesaggi di confine, nelle culture delle province italiane che in questi anni hanno ridisegnato una nuova geografia, delle eccellenze, del teatro e della danza.

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Oggi non possiamo entrare nel merito della questione, assai complessa e articolata, che riassume in sé molti aspetti centrali e strategici del nuovo che avanza.
Mi permetto di ricordarvi che il progetto di studio e di analisi sulle residenze – “Nobiltà e miseria. Presente e futuro delle residenze creative in Italia”, iniziato lo scorso anno a Prato – nel 2014 si svilupperà in tre seminari: uno in Puglia, uno in Toscana, uno in Emilia-Romagna.
Ho deciso quindi di utilizzare questo breve tempo a mia disposizione per consegnare una preghiera, alle Buone Pratiche del teatro italiano e al nuovo Ministro alla cultura.
Una preghiera per sostenere la bellezza e la necessità delle residenze, oltre le differenze e le diverse interpretazioni teorie e pratiche.

Vi prego di considerare le residenze come un bene prezioso, un’antica e nuova risorsa, indispensabile e vitale per il rinnovamento del teatro e della danza.

Vi prego di riconoscere le qualità e le potenzialità delle residenze – culturali e sociali, politiche e poetiche – per alimentare la concreta speranza di una nuova scena italiana, ed europea, che tenga conto delle profonde trasformazioni artistiche e organizzative del tempo presente.

Vi prego di non pensare le residenze solo come un “nuovo problema” da registrare e inserire fra le carte del Ministero, oppure una “vecchia risposta” per risolvere in parte le ingiustizie e le sofferenze croniche del teatro e della danza.

Vi prego di consolidare e promuovere una realtà che in questi anni è cresciuta e si è affermata con la sensibilità e l’intelligenza dei ricercatori, dei pionieri, nonostante le contrapposizioni e le volontarie distrazioni dei poteri forti del teatro.

Vi prego di non permettere che le residenze vadano alla deriva, abbandonate al loro destino di avanguardie o retroguardie, di singole e agguerrite voci nel deserto.

Vi prego di sostenere i sogni e le matrici delle singole esperienze regionali, fuori formato; i progetti di senso compiuto realizzati dalle Regioni che delle residenze hanno compreso la straordinaria ricchezza: per la valorizzazione dei territori e delle comunità di appartenenza; per mettere in gioco nuovi e altri processi di lavoro artistico e relazioni sociali, per gli artisti e per il pubblico, insieme.

Se la corsa per la conquista delle residenze è già iniziata, vi prego di non lasciarci da soli in un nuovo far west, ma di condividere con noi la possibilità di immaginare e costruire un nuovo orizzonte.

Fabio Biondi
Direttore di L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino (RN)

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