Speciale Ferracchiati | La Mascolinità Tossica alla prova del rosa

I tre Fuck Me(n) di Giampaolo Spinato, Massimo Sgorbani e Roberto Traverso con la regia di Liv Ferracchiati a Campo Teatrale

Pubblicato il 21/12/2021 / di / ateatro n. 180

Oggi più che mai in Occidente si parla di Toxic Masculinity: un modo di pensare e di agire che incoraggia la misoginia, la violenza e l’aggressività, promuovendo comportamenti che escludono la debolezza, la sensibilità e la vulnerabilità. “L’uomo vero” è “l’uomo duro”, il “macho” senza paure e fragilità. La “mascolinità tossica” è il tema portante di Fuck Me(n), nato da un’idea di Renata Ciaravino a partire da tre monologhi – Il professore animale di Giampaolo Spinato, Tracce mnestiche di un padre di famiglia di Massimo Sgorbani e Sunshine di Roberto Traverso – che debuttò, con la produzione di Compagnia Teatrale Dionisi, in forma di studio, nel 2013 al Festival Mixitè con la regia di Carlo Compare e l’interpretazione di Alex Cendron. L’anno successivo, il debutto al Teatro Out Off. A otto anni di distanza, la Compagnia Evoè!Teatro produce nuovamente lo spettacolo con la regia Liv Ferracchiati , sulla scena di Campo Teatrale dal 16 al 21 novembre 2021.

Foto di Marco Leonardo Pieropan

Luci essenziali, due casse audio e tre attori sulla scena è spoglia. La fisicità e l’arroganza dei tre Fuck Me(n) sono già abbastanza ingombranti.

Foto di Marco Leonardo Pieropan

Il potere, l’educazione, la paternità. Si inizia con un Fuck Me(n) di sessant’anni, stimato docente universitario malato di sesso, che abusa del suo potere per portarsi a letto giovani e fragili studentesse che chiamaorgogliosamente “le mie bimbe”. C’è un Fuck Me(n) devoto alla violenza, che prepara il figlio al mondo esterno raccontandogli delle imprese eroiche di Cassius Clay, Foreman e Frazier – che mima a suon di pugni con i suoi guantoni da boxe – mentre il bambino interiorizza e si educa all’aggressività. Infine, un Fuck Me(n) da poco diventato padre che confessa – e vomita – la sua gelosia nei confronti del figlio, un piccolo ma fastidioso nemico che ha il privilegio di godere di tutte le attenzioni e cure della sua compagna.

Foto di Marco Leonardo Pieropan

I tre Fuck Me(n) vengono minuziosamente disegnati dalla drammaturgia di Giampaolo Spinato, Massimo Sgorbani e Roberto Traverso, protagonisti di racconti disturbanti scritti con un linguaggio che non ha paura di essere duro, diretto, penetrante. E che fa anche rabbrividire quando il professore definisce le studentesse “le sue zoccolette” o quando incolpa le famiglie di averle cresciute bulimiche e anoressiche.
Così gli insopportabili Fuck Me(n) – ben interpretati da Giovanni Battaglia, Emanuele Cerra,

Foto di Marco Leonardo Pieropan

Paolo Grossi, a loro agio in abiti femminili – ci narrano con brutalità e senza mezzi termini, , come se stessero dialogando tra di loro, storie che, seppur differenti, sembrano essere l’una la continuazione dell’altra, un unico racconto di relazioni malate, disfunzionali, fatte di dipendenza e giochi di potere. Merito del regista Liv Ferracchiati che ha scelto di intrecciare e incrociare i monologhi creando un potente e destabilizzante quadro di perversione e manie.
Tre uomini – o meglio, mostri – apparentemente forti, incredibilmente sicuri e paurosamente lucidi nelle loro confessioni, a poco a poco si spogliano – nel vero senso della parola – dei loro vestiti da donna. E gettano a terra il tutù, i collant e le scarpette da ballerina, insieme ai tacchi e alle lunghe gonne rosa acceso, che altro non sono che sterili convenzioni sul maschile o sul femminile. Ritrovandosi nudi, fragili e impotenti, come merita ogni Fuck Me(n) che incrociamo nella nostra vita.

Foto di Marco Leonardo Pieropan

Fuck Me(n) di Evoè!Teatro
con Giovanni Battaglia, Emanuele Cerra, Paolo Grossi
testi di
Giampaolo Spinato Il professore animale;
Massimo Sgorbani Tracce mnestiche di un padre di famiglia;
Roberto Traverso – Sunshine
adattamento e regia Liv Ferracchiati
luci Emanuele Cavazzana
fonica Giacomo Agnifili
costumi Lucia Menegazzo
foto di scena Marco Leonardo Pieropan
realizzato con il sostegno del Centro Santa Chiara di Trento
con il contributo di PAT – Provincia Autonoma di Trento, Fondazione Caritro, Comune di Rovereto, Cassa rurale di Rovereto
con il patrocinio del Centro antiviolenza di Trento, coordinamento donne
comunicazione curata da Cooperativa Smart
si ringraziano Ginevra Battaglia per il supporto, i backstage e le ottime cene. Loreta Raffaelli e Opificio delle idee di Rovereto per il sostegno e l’ospitalità

 

 




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