Il disagio e la rabbia: giovani compagnie indagano il presente

Gramsci gay vince la Borsa Teatrale Anna Pancirolli 2022

Pubblicato il 05/06/2022 / di / ateatro n. 184

Dino Pancirolli (ph. Afro Ferretti)

Al Teatro Edi Barrios, quartiere Barona di Milano, si sono tenute le finali della borsa teatrale intitolata alla memoria di Anna Pancirolli che assegna cinquemila euro alla migliore opera originale e mille euro alla rivelazione più votata da una giuria di giovani allievi di scuole di teatro.
Oltre settanta progetti, una prima selezione porta ventuno gruppi a mostrare venti minuti di lavoro in marzo ed ora cinque finalisti a realizzare altri venti minuti di spettacolo.
I temi di questa edizione sono il disagio giovanile e la rabbia, tanta rabbia per una ferita che appare insanabile, per una perdita di relazione con una serenità delle cose, un allontanamento dal corpo e dalla semplicità, il buio di un mondo che ripete azioni inutili pur di riempire un vuoto. Tutto sembra nel vortice del movimento caotico e post contemporaneo, aggrovigliato nel consumo e nel lavoro, nei sacrifici vani, invece basta un piccolo episodio per spostare il baricentro e aprire delle possibilità nuove, queste le tematiche emerse in particolare dai lavori finalisti.

I finalisti della Borsa Pancirolli 2022 (ph. Afro Ferretti)

Un caleidoscopico sistema tecnologico avvolge i protagonisti di Apnea, Efemera teatro, Napoli, un intreccio tra realtà della scena e finzione degli schermi, una dittatura degli strumenti tecnologici. La messinscena riflette sulla riproduzione della nostra immagine, la visione di questi giovani corpi bellissimi, abbigliati di bianco, morti che tornano in vita, o fantasmi di quello che siamo stati, una polifonia di desideri e parole potenti “Io non volevo questo”, “Guido lentamente, ma guido io”, “Sono sola, finalmente salto, e non ho paura”.
Un’ottima qualità attorale in un respiro che rivela una autocoscienza giovanile tale da rendersi applicabile a diverse generazioni e a diverse epoche, buona e ricercata anche la drammaturgia e la composizione per uno spettacolo che certamente avrà platee e spazi per essere messo a punto e rappresentato.
Pe’ na lisca ‘e lino, regia e drammaturgia di Fabio di Gesto, Napoli, si avvale della dimensione favolistica, una metafora sul nascere, la narrazione medievale che scava nel presente, il mistero della sorte e del caso nel venire al mondo, sempre costretti oppure ancora liberi?
Alcune figure ancestrali della napoletanità animano il palcoscenico con furia e precisione, una danza delle cose e del mondo che abbraccia i destini degli uomini, il disagio qui è ricercato come la evocazione di un mitico passato dove gli eroi sono soltanto uomini, per caso e per crudeltà.

C’è tempo di Oderstrasse (ph. Afro Ferretti)

Un lavoro su cui investire ancora tempo e idee, C’è tempo di Oderstrasse, Milano, un primo studio che rivela elementi di straordinario interesse, una scuola di bambini o di automi, le protesi a sorreggere gli arti e una soglia da attraversare per assumere una idea di libertà. Un dosaggio di elementi teatrali grezzi che vanno raffinati e dove si intravede un puro spirito di ricerca onirica e corale. Encomiabile l’ispirazione al ‘Deserto dei Tartari’ di Dino Buzzati, che colma di un senso l’apparentemente caotico camminare, una ricerca di una speranza.

Mauro Lamantia (ph. Afro Ferretti)

Gramsci gay vince l’edizione del 2022, un monologo di Mauro Lamantia per la regia di Matteo Gatta e la drammaturgia di Jacopo Gardelli, da Ravenna. In scena Mauro Lamantia dimostra una straordinaria capacità attorale, riesce a tenere molto intensa l’attenzione sul suo personaggio, sulla sua vicenda.
Il lavoro prende le mosse da un dettaglio apparentemente insignificante, un graffito su un muro, e lascia esplodere una repressione di rabbia, di non detti, in un’intervista assurda quanto crudele. Tutta la rabbia contenuta di una generazione di giovani che si trovano davanti a un mondo privo di speranze prende senso in una attesa di una punizione, un domandarsi perché improvvisamente qualcuno si accorge che io, proprio io, ci sono. Il lavoro risulta già molto completo, drammaturgicamente efficace. Le parole di Gramsci assumono una attualità sconcertante e tuttavia necessaria in una eccellente prova d’attore.

Preferisco il rumore del mare,Compagnia BALT (ph. Afro Ferretti)

Preferisco il rumore del mare, Compagnia BALT, Milano, riceve la menzione speciale giuria giovani. Un labirinto beckettiano, parole sospese sulla perplessità, sulla fragilità dell’esistere, una assurda catena di montaggio che rivela una repressione di rabbia e sentimenti in favore del consumo, nel fermare talora questo caotico carillon nero emergono parole di verità: “Mi sono lasciato abbindolare dalla trappola del sacrificio”, frasi taglienti e vere, necessari manifesti generazionali, sul tema della ricerca e del senso.
Un viaggio nella vita presente, che nella Borsa Pancirolli diversi hanno saputo iniziare.




Tag: PancirolliBorsaTeatrale (2)