Si può fare qualcosa per la nuova drammaturgia italiana?

Lettera al ministro Melandri

Pubblicato il 03/03/2001 / di / ateatro n. 003 / 0 commenti /
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E’ uno dei dibattiti che ciclicamente s’accendono nel piccolo mondo del teatro italiano: che fare per la drammaturgia nostrana? La discussione sale di tono non appena balena la possibilità di un qualche sostegno economico da parte dello Stato o degli enti locali.
Fermo restando che
– non si possono produrre capolavori per decreto ministeriale;
– i drammaturghi hanno continuato a lavorare in questi anni di vacche magre producendo risultati di notevole interesse (avete dei nomi?);
– uno dei compiti del teatro pubblico è proprio quello di promuovere la ricerca drammaturgica;
– drammaturgia non vuol dire solo scrivere l’Amleto del XXI secolo),
per dare un primo punto di riferimento agli interventi sulla questione, ecco intanto la lettera (e la proposta) inviata al ministro Melandri dal Teatro Nuova Edizione.

Ministero per i Beni e le Attività Culturali
al Ministro Giovanna Melandri
p. c. Dott. Oberdan Forlenza e Avv. Pier Paolo Forte

Oggetto: DL n.492 1988 – art. 8, lett.C

Signor Ministro,
a quanto si può apprendere è in preparazione da parte del suo Ministero un provvedimento di prossima emanazione riferito alla regolamentazione degli aiuti finanziai agli ‘autori e soggetti teatrali impegnati nella produzione contemporanea’ di cui al DL n. 492/1988 art. 8, lett.c.
Riteniamo che il tema della promozione della drammaturgia contemporanea sia di estrema importanza per tutto il nostro teatro e non riguardi solo ‘gli autori’. Senza una drammaturgia nuova un teatro è probabilmente destinato a invecchiare e a diventare accademico. E non ci sono formule certe per dare diffusione e forza a una nuova drammaturgia, specialmente dopo che per decenni e da diverse parti essa è stata depressa e scarsamente incoraggiata.

Tuttavia il riconoscimento (e relativi interventi finanziari) a delle strutture associative orientate alla promozione lascia perplessi: in linea di massima il nostro teatro non ha bisogno di intermediari (ce ne sono fin troppi: vedi il ruolo delle agenzie di distribuzione, di cui tutti tacciono), ma di protagonisti. E da parte nostra riteniamo che i protagonisti della promozione appunto della nuova drammaturgia debbano essere, oltre agli scrittori, le compagnie di produzione, quale che sia la tipologia. I ‘centri per la drammaturgia’, come vengono chiamati, possono svolgere un utile compito di autonomo supporto (suggerimento, incentivazione, diffusione ecc.)

Ricordiamo (e per questo alleghiamo copia) che in data 15/4/00 abbiamo fatto pervenire a codesto ministero qualche considerazione e proposta che riteniamo possano essere prese in considerazione, non trascurando, ovviamente, le più ampie consultazioni del settore.
Alla nostra lettera e alle proposte contenute fu data a suo tempo risposta con dichiarazione di interesse da parte del dott. Forlenza; in seguito non siamo più stati contattati.
Infine vogliamo annunciare che la nostra compagnia con il sostegno della Provincia di Bologna, Assessorato alla Cultura, ha in preparazione per la fine del mese di maggio un convegno intitolato SCRIVERE PER IL TEATRO che nella durata di due giorni prevede interventi di organizzatori, politici, studiosi ma soprattutto un numeroso gruppo di drammaturghi (o scrittori per il teatro che forse è una più bella definizione) che testimonino quale sia il loro apporto e la loro fattiva poetica teatrale. E’ ovvio che questo annuncio anticipa un invito formale che sarà inviato al più presto e che speriamo venga accolto.

Nel frattempo, in attesa di un cortese cenno di risposta e restando a sua disposizione per qualsiasi chiarimento voglia gradire e nostri più cordiali saluti.

Luigi Gozzi e Marinella Manicardi
Teatro Nuova Edizione
Bologna, 8/02/2001

Teatro_Nuova_Edizione

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