I teatri delle diversità, sesta edizione

A Cartoceto il 15 e 16 ottobre

Pubblicato il 19/09/2005 / di / ateatro n. 089 / 0 commenti /
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I TEATRI DELLE DIVERSITÀ
Sesto Convegno Internazionale di Studi
CARTOCETO (Pesaro e Urbino)15-16 Ottobre 2005

L’evento

Nei giorni 15 e 16 ottobre prossimi, presso il Comune di Cartoceto (Pesaro e Urbino), con il sostegno dell’’Amministrazione Municipale, si terrà il Sesto Convegno Internazionale di Studi “I teatri delle diversità” promosso dall’’Associazione “Nuove Catarsi”-Editrice della rivista europea “TEATRI DELLE DIVERSITA’” che dal 1996 ha inaugurato una ricerca scientifica sulle esperienze di espressione creativa con finalità artistiche e/o socio-terapeutiche nei territori dell’’handicap, disagio mentale, carcere, tossicodipendenze ed in altri settori del sociale.

Con il Patrocinio e la compartecipazione di
Regione Marche – Provincia di Pesaro e Urbino – Comune di Cartoceto
Con il Patrocinio di Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”
ed (in attesa di conferma) E.T.I. (Ente Teatrale Italiano) A.M.A.T. (Associazione Marchigiana Attività Teatrali)
Con la collaborazione di Università degli Studi di Malta – Fondazione Museo del Balì (Science Centre) – Teatro Aenigma di Urbino – Teatro Scalo Dittaino di Catania – Cooperativa Sociale Labirinto di Pesaro- Cooperativa “Conte Camillo” di Lucrezia di Cartoceto
Con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Fano – Banca di Credito Cooperativo di Fano

Programma preliminare

Sabato 15 ottobre – Convento di Santa Maria del Soccorso (Cartoceto)
ore 10.00Apertura dei lavori
Saluti istituzionali
ore 10.30Il Laboratorio delle idee
Incontro con il Comitato Scientifico della Rivista Europea “TEATRI DELLE DIVERSITÀ” composto da Andrea Canevaro, Sisto Dalla Palma, Piergiorgio Giacchè, Claudio Meldolesi, Piero Ricci, Guido Sala, John Schranz, Daniele Seragnoli, Luigi Squarzina, Vezio Ruggeri, Gianni Tibaldi
a seguire
Dimostrazione di Lavoro del workshop rivolto ad artisti, educatori ed operatori del sociale diretto dal regista Piero Ristagno e dagli attori del Teatro Scalo Dittaino (Cartoceto 10 /14 ottobre 2005) in collaborazione con il Teatro Aenigma (Urbino)

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Museo del Balì (Saltara)

ore 15.0030 anni di burattini in contesti di cura a Reggio Emilia –
Inaugurazione della esposizione La parentesi a cura di Mariano Dolci – testimonianze
a seguire documentazioni da altre significative esperienze di Teatro Educativo e Sociale

Pausa pranzo

Teatro del Trionfo (Cartoceto)
ore 18.00 – L’angelica battaglia
Inaugurazione della mostra fotografica a cura di Luciano Sampaoli
Ut pictura poesis I foto di Rosangela Betti e Ut pictura poesis II foto di Andrea Samaritani
testi poetici e voci recitanti in mostra di Mario Luzi e Alda Merini

ore 21.30 L’angelica battaglia
L’eroismo della donna nell’opera di Luciano Sampaoli e nel melodramma romantico
Soprano Angelica Battaglia – pianista Rossella Spinosa

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Domenica 16 ottobre – Convento di Santa Maria del Soccorso (Cartoceto)
Ore 9.00 – 14.00 Poesia, Teatro, Diversità – Tavola Rotonda
Saranno ricordate le figure di Julian Beck, Carmelo Bene, Pierpaolo Pasolini. Tra gli altri, interventi di Maria Luisa Bene, Claudio Meldolesi, Luigi Santoro, Cathy Marchand, Marcello Camilli, Enzo Toma. Coordina Gualtiero De Santi.

Pausa pranzo

Teatro del Trionfo (Cartoceto)
ore 18.00 – L’ombra delle Parole
Spettacolo del Teatro Scalo Dittaino (Catania) ispirato a ‘Elegie Duinesi’ di Rainer Maria Rilke
con la partecipazione dello scultore Felice Tagliaferri (Bologna). Regia di Piero Ristagno e Monica Felloni.

I lavori del Convegno sono coordinati da
Emilio Pozzi, docente di Teatro e Spettacolo, Facoltà di Sociologia
Vito Minoia, docente di Teatro di Animazione, Facoltà di Scienze della Formazione
Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”


Per chi non lo sapesse…

Cartoceto dista: 15 km da Fano, 28 km da Pesaro, 40 km da Urbino. La via più breve per raggiungere la sede del Convegno è l’autostrada A14, uscita Fano (12 km). Immettendosi sulla superstrada per Roma uscire a “Lucrezia-Cartoceto”. Per chi arriva da Roma, invece, l’uscita è a “Calcinelli” e poi proseguire per “Saltara-Cartoceto.”

Cartoceto non è ben collegata con i mezzi pubblici. Occorre arrivare a Fano in treno (Ferrovie dello Stato – linea adriatica Ancona-Bologna) e poi proseguire in bus (linee AMI o BUCCI).

Informazioni dettagliate da e per tutte le sedi ferroviarie possono essere cercate sul sito delle ferrovie dello stato: www.trenitalia.com

BUS da Fano a Cartoceto [non in servizio domenica 16] – Linee AMI

FANO (stazione autocorriere) 7.30 11.30 12.40 16.30 18.30 19.00
CARTOCETO 8.05 12.05 13.15 17.05 19.10 19.45*

* Non linea diretta ma Fano-Calcinelli ore 19.00 cambio ore 19.30 con Calcinelli-Cartoceto.

CARTOCETO 6.50 8.10 12.05 14.50
FANO 7.25 8.50 12.40 15.25

Da Pesaro a Fano la linea Ami effettua il servizio ogni 30 minuti. il sabato e ogni ora la domenica.

Per informazioni e iscrizioni:
Associazione Culturale “Nuove Catarsi” – Via San Nicola, 7 – 61030 Cartoceto (PU)
Tel. 0721 898406 – Tel./fax 0721 893035 – cell. 320 8006742 – e.mail: nuove.catarsi@libero.it
Per gli spettacoli “L’angelica battaglia” e “L’ombra delle parole” l’ingresso è limitato (prenotazione al tel. 0721898406)

Ospitalità (vitto e alloggio a prezzi convenzionati in Convento, bed and breakfast, agriturismo, albergo)
Informazioni e prenotazioni: Conte Camillo P.S.C. a r.l. – Via Flaminia, 315 – 61030 Lucrezia (PU)
Tel. 0721.877272 – fax 0721.876671 e.mail: info@contecamillo.it
Considerando le distanze dalle sistemazioni alberghiere è consigliabile giungere a Cartoceto con mezzi propri.

Profilo del Teatro Scalo Dittaino (Associazione Culturale Neon)

Ad oggi i ‘luoghi’ in cui l’associazione Neon svolge le sue attività sono quelli nati dall’incontro con persone che vivono normali metamorfosi. I luoghi di confine sui quali ci si incammina scorrendo con gli occhi i bordi estremi, quotidianamente: i ragazzi nelle scuole, i loro insegnanti, gli ospiti delle comunità, i ragazzi down, i non udenti, gli extracomunitari, persone curiose, incoscienti, saggi, bambini, anziani, madri e padri; con tutti loro facciamo il teatro, scoprendo ogni volta il valore poetico, la potenza delle immagini intrinseche ad ognuno, che si fanno parola ‘originale’ mai detta prima, gesto ‘originale’ mai compiuto prima, mito… Questo è il nostro straordinario lavoro, la proposta che lanciamo al mondo…
Dopo avere maturato, a partire dal 1983, varie esperienze di ricerca nel campo poetico e teatrale, Monica Felloni e Piero Ristagno fondano, insieme a Ninni Gravagna, nel gennaio 1989 l’Associazione Culturale Neon. In seguito l’Associazione costituisce il “Teatro Scalo Dittaino”.
Parallelamente alla produzione di spettacoli svolge attività di formazione per docenti, Laboratori teatrali e di scrittura poetica nelle scuole e nelle diverse strutture degli enti pubblici (comuni, province, regioni). Di rilievo la collaborazione da diversi anni con l’E.N.S. (Ente Nazionale Sordomuti) che ha portato alla costituzione della compagnia “Teatro del Sole E.n.s” interamente composta da attori sordi; con l’A.I.P.D. (Associazione Italiana Persone Down), compagnia “Bagnati di luna A.I.P.D.”.; con l’AIAS-CSR di Nicosia (En) e di Catania; la CTA (Comunità Terapeutica Assistita) S. Antonio di Piazza Armerina (En), compagnia “Lune inopportune”; le comunità alloggio coop. sociale ‘Insieme’ di Catania; la CTR ‘La Grazia’ di Caltagirone. (si veda anche il sito internet www.artneon.it).

Il laboratorio: poetica di un lavoro

Il lavoro che propone Piero Ristagno e gli attori del Teatro Scalo Dittaino all’interno dei laboratori, non è la semplice partecipazione ad un incontro o stage o seminario di teatro, ma la creazione di un incontro, in cui i partecipanti “convengono” fisicamente, mentalmente e spiritualmente, mettendo in gioco non solo un ascolto richiesto, ma un dire offerto, e offerto con grande pienezza e divertimento.
Chi conduce il laboratorio indicherà un possibile percorso, una traccia, sulla base di un desiderio di bellezza, un riconoscere “poesia” nell’altro. Quello che accadrà sarà tutto da scoprire, e la curiosità sarà tutta rivolta non alla poesia del Teatro, ma alla poesia di ogni partecipante che fa il teatro, che agisce immagini in uno spazio e che incontra le immagini dell’altro; tutto questo liberi dall’esigenza dell’interpretabilità, liberi di incontrarsi senza minimamente aver bisogno di capirsi, liberi di giocare.
In questa prospettiva il gruppo diventa laboratorio culturale dove ogni partecipante può costruire significati, può diventare protagonista del proprio cambiamento, può sviluppare un proprio carattere, una propria capacità, una propria visionarietà. Il laboratorio diventa un luogo in cui appassionarsi alle capacità dell’altro, rimirarle, scoprire una nuova forma di sé attraverso l’incontro, luogo operativo nel quale è possibile “l’incontro tra l’universo dell’individuo e l’universo della cultura entro le trame della lingua”. (G. Boselli)
Allora il percorso che si compirà (chiari nel rischio di essere fraintesi dal lettore), riguarderà lo sviluppo del desiderio intimo ad ognuno di noi di dedicarsi con cura e passione alla vita dell’altro in quanto opera d’arte unica e irripetibile. In questo le fonti scoperte, – tanto profonde che hanno fatto nascere, fuori da ogni consapevolezza, questo pensiero sul teatro,- sono da rintracciare in grandi della cultura; il Teatro Scalo Dittaino riconosce la propria incoscienza nel coraggio della poesia di Walt Withman, l’altezza di una profondità del sentire e quindi dell’operare, nel vertiginoso lirismo di Rainer Maria Rilke (Elegie duinesi). Adesso parlando direttamente in prima persona, diciamo che rinunciando totalmente all’esigenza di un’originalità fine a se stessa, al bisogno di creare un distinguo fra un noi e il pensiero del mondo, ci siamo ritrovati nelle fantastiche realtà possibili di Italo Calvino “Le Città Invisibili”, siamo totalmente compresi nel pensiero e nel piacere di pensare di James Hillman (L’anima del mondo e il pensiero del cuore), così come il nostro procedere nel lavoro dal punto di vista pedagogico (lì dove pedagogicamente il pensiero pedagogico non esiste) è una perfetta risonanza della voce di Danilo Dolci “Il Dio delle zecche” e di Tsunesaburo Makiguchi “La creazione di valore”.
Fonte inesauribile d’acqua e vino per noi sempre la poesia di Roberto Roversi “Rendiconti”, che direttamente ispira la nostra azione poetica, scintilla che ha incendiato i nostri cuori e che instancabile continua a scoccare con un seguito di cuori abbrustoliti.

Teatri_delle_diversità

2005-09-19T00:00:00

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Tag: teatridellediversità (6), teatro sociale e di comunità (90)


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