Arriva “HYSTRIO” numero 4 • ottobre – dicembre 2007

Il sommario

Pubblicato il 15/10/2007 / di / ateatro n. 113 / 0 commenti /
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2 vetrina

Teheran
Libertà d’attore e convenzione islamica
di Roberto Canziani
Censura e autocensura dietro l’incontro di culture e comportamenti diversi – L’attrice Rita Maffei parla dell’allestimento di Cecità di Saramago al Festival Internazionale di Teheran

Greenaway: il teatro? È in forma smagliante
di Margherita Laera
Cineasta visionario e artista multimediale, Peter Greenaway racconta a Hystrio il suo rapporto con il teatro e la performance dal vivo. Da anni, infatti, si dedica a progetti che vanno aldilà del grande schermo, che sfociano spesso e volentieri in palcoscenico. Parlando della sua poetica e dei suoi progetti in Italia e nel mondo, tra cui l’installazione per la reggia di Venaria Reale, ci spiega perché il cinema è morto. E come intende resuscitarlo.

Greenaway/Boddeke
Tutti dicono democrazia: meditazione teatrale in 92 citazioni
di Margherita Laera
Recensione di The democracy speech, di Peter Greenaway e Saskia Boddeke. Regia di Saskia Boddeke. Video di V-factory. Con Peter Greenaway e Jordi Boixaderas. Prod. Change Performing Arts di Milano.

nuovo corso
Con i giovani e l’Europa l’Eti si rinnova
di Pierfrancesco Giannangeli
Il nuovo direttore generale dell’Ente Teatrale Italiano, Ninni Cutaia, illustra priorità e direzioni della sua azione alla guida di una struttura pubblica fase di profonda e radicale trasformazione dopo anni di stagnazione

Scaparro
Tra Venezia e Caserta sognando il Mediterraneo
di Antonella Melilli
Maurizio Scaparro racconta il nuovo Festival del Teatro di Strada di Casertavecchia da lui diretto – Fa un bilancio dei due anni passati alla guida della Biennale, lavora a un film su Pulcinella e progetta una grande festa del Mediterraneo

l’ultima dei Chaplin
C’è Chagall nei sogni di Aurelia
di A M
Recensione de L’oratorio d’aurelia. Ideazione, regia, progetto sonoro, stage design di Victoria Thierrée Chaplin.Disegno luci di Laura De Bernardis e Philippe Lacombe. Dance di Armando Santin. Costumi di Victoria Thierrée Chaplin, Jacques Perdiguez, Veronique Grand,Monica Schwarzl.Con Aurélia Thierrée e Julio Monge. Prod. Management Bureau Dix – Just In Time Management.

Els Comediants
Fantasmagorie della luna
di A M
Recensione di Dedalo Comediants. Spettacolo itinerante della Compagnia Els Comediants.

omaggio alla Ferri
Tosca canta Roma per ricordare Gabriella
di A M
Recensione di Romana. Omaggio a Gabriella Ferri, di Roberto Agostini. Regia di Massimo Venturiello. Scene di Ugo Chiti. Con Tosca e musicisti, Ruggiero Mascellino, Giovanni Mattaliano, Massimo Patti. Prod. Music Show International.

recuperi
Nel mondo girovago dei comici dell’Arte
di Antonella Melilli
Recensione de I balli di Sfessania, testo e regia di Bruno Garofalo dai Gliommeri, dagli Scenari, dai Canovacci dei secoli XVI e XVII. Coreografie di Aurelio Gatti. Costumi di Mariagrazia Nicotra. Con Mario Brancaccio, Virgilio Brancaccio, Fiorenza Calogero, Franco Castiglia,Andrea de Goyzueta, Davide D’Antonio,Giuseppe Parisi,Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini,Sergio Solli,Patrizia Spinosi,Titta Troise, Enrico Vicinanza. Prod.Media Aetas Teatro – Doppia Effe Production.

16 exit

Marcel Marceau
Adieu monsieur Bip
di Domenico Rigotti

Svezia
Addio Bergman, maestro della scena
di Ugo Ronfani

Berlino/1
George Tabori, ironia yiddish per vittime e carnefici
di Roberto Rizzente

Berlino/2
Ulrich Mühe, l’attore-feticcio di Heiner Müller
di Roberto Rizzente

Modena
Ciao, big Luciano!
di Roberto Rizzente

Roma
Perla Peragallo, una morte dimenticata
di R R

20 humour

foyer
The Good Shepherd la nostra vita o quella degli altri?
di Fabrizio Caleffi

21 teatromondo

Londra
Acrobazie tra la vita e la morte
di Delia Giubeli
L’evento dell’estate londinese è il primo festival dedicato al Nuovo Circo, dove trionfa ImMortal07 della compagnia NoFitState Circus con la regia dell’italiana Firenza Guidi, un lavoro che fonde le metodologie dell’avanguardia con il sognante mondo del tendone

Complicité
Incanti matematici fra Oriente e Occidente
di Margherita Laera
Recensione de A Disappearing number, ideato e diretto da Simon McBurney. Scene di Micheal Levine. Costumi di Christina Cunningham. Luci di Paul Anderson. Musiche di Nitin Sawhney. Con David Annen, Firdous Bamji, Paul Bhattacharjee, Hiren Chate, Saraj Chaudry, Divya Kasturi, Cheta Panda, Saskia Reeves, Shane Shambhu. Prod. Complicité,LONDRA – Barbicanbite07,LONDRA – Wiener Festwochen, VIENNA – Holland Festival, AMSTERDAM – Ruhrfestspiele,RECKLINGHAUSEN – Theatre Royal Plymouth.

Edimburgo
Uomini e miti in crisi di identità
di Maggie Rose
Le due rassegne, guidate da nuovi e agguerriti direttori, indagano le ansie e i dilemmi, anche di identità sessuale, dell’uomo contemporaneo, non rinunciando a rintracciarne le origini nel mito, da Euripide ai monaci orientali – Non sono mancati tentativi di rinnovare la drammaturgia, con insolite contaminazioni di linguaggi artistici

Avignone
Il romanzo in scena
di Filippo Bruschi
La sessantunesima edizione del Festival di Avignone affronta la trascrizione teatrale di importanti romanzi del Novecento, con esiti controversi; osserva drammaturghi come Novarina, senza dimenticare artisti dall’ispirazione più fisica, protagonisti di passate edizioni della manifestazione

dal Giappone
Amori e samurai per la magia del Bunraku
di Fi Bu
Recensioni de Honchô Nijyûshiko, marionettista Yuki Magosaburo XII e di Tsuna-Yakata, marionettisti Yuki Magosaburo XII, Yuki Chié. Prod. Compagnia Youkiza, (Giappone).

Portogallo
Almada: tra Atlantico e Mediterraneo
di Roberto Canziani
Vicino a Lisbona, passato il ponte sul Tago, il festival lusitano tende fili verso il teatro dell’intera Europa – Lo alimenta un’atmosfera adatta agli incontri e alla convivialità, che dura da ventiquattro edizioni

Grec/Barcellona
La retorica ripetitiva della Fura dels Baus
di Davide Carnevali
recensione de Imperium de La Fura dels Baus. Drammaturgia e regia di Jürgen Müller e Lluís Fusté. Scene di Alberto Pastor. Costumi di Manuel Albarrán. Luci di Jaime Llerins.Musiche di Martin Zrost. Con Laura Ojer, Gador Martín, Lola López, Valeria Alonso, Florencia Galiñanes, Diana Kerbelis,Marta Roca,Montse Vidal. Prod. Societat Estatal per a l’Acció Cultural Exterior – Ministerio de Cultura (Inaem) – La Fura dels Baus – Festival Grec.

Berlino
Lo spettatore e le due città
di Davide Carnevali
Schaubühne e Volksbühne, due teatri, l’Ovest e l’Est della capitale tedesca, due pubblici, due registi – Viaggio nei più recenti spettacoli dei luoghi simbolo della scena tedesca del ventunesimo secolo

Volksbühne im Prater
Gob squad, spettatori in pasto al video
di Davide Carnevali
Recensioni: ME THE MONSTER (Io, il mostro), della compagnia Gob Squad.Suono di Sebastian Bark e Jeff McGrory.Video di Robert Shaw. Con Johanna Freiburg, Sean Patten, Berit Stumpf, Sarah Thom, Bastian Trost, Simon Will. Prod. Volksbühne im Prater. GOB SQUAD’S KITCHEN (YOU’VE NEVER HAD IT SO GOOD) (La cucina del Gob Squad – Non avete mai mangiato così bene), della compagnia Gob Squad. Scene di Bert Neumann e Chasper Bertschinger.Suono di Jeff McGrory.Video di Miles Chalcraft.Con Johanna Freiburg, Sean Patten, Berit Stumpf, Sarah Thom, Bastian Trost, Simon Will. Prod. Gob Squad.

34 dossier

Piccolo + Strehler = 60+10
a cura di Claudia Cannella
L’occasione, nel 2007, di un doppio anniversario (i 60 anni dalla fondazione del Piccolo e i 10 dalla morte di Giorgio Strehler), ci offre lo spunto per ripercorrere la storia del primo Stabile italiano, zigzagando tra memoria del passato, ma anche presente e futuro, incarnati dalla direzione ormai decennale di Sergio Escobar e Luca Ronconi. È un racconto, necessariamente parziale, che molto riguarda il “padre fondatore” del Piccolo: la sua formazione e i maestri, il metodo di lavoro, gli autori prediletti, gli spettacoli più importanti, i compagni di vita e di lavoro, il rapporto con la drammaturgia contemporanea e la fondazione della Scuola di Teatro.

un testimone d’eccezione
Giorgio, l’incontentabile fuochista amato “mostro” e maestro
di Gilberto Tofano

Il gioco dei potentinti
Il “nuovo mago” di Salisburgo
di Fabio Battistini

gli esordi
Nel laboratorio dell’apprendista stregone
di Andrea Nanni
La riflessione sul rapporto tra teatro e magia e l’idea del regista-alchimista in bilico tra fede (laica) e disperazione nel tentativo di domare una materia volatile attraversano tutto il percorso artistico di Strehler, fin dai primi allestimenti dei Giganti della montagna e della Tempesta

I Giganti vincono sempre, i Giganti perdono sempre
Estratto da Note sparse, di Giorgio Strehler, pubblicate sul programma di sala dell’edizione del 1994 de I Giganti della montagna)

L’ultima Tempesta
Estratto dalla recensione di Ghigo De Chiara, Trionfo per “La tempesta” di Strehler, pubblicata sull’Avanti!, 27-28 novembre 1983.

lo scenografo
Luciano Damiani, genio solitario e libero
di Anna Ceravolo

il lavoro del regista
Una questione di “metodo”
di Paolo Bosisio
Per Giorgio Strehler, tra i padri fondatori del teatro di regia in Italia insieme a Visconti, tutto parte dalla lettura critica del testo e dalla sua storicizzazione, trasfigurate poi sulla scena in quell’equilibrio tra rappresentazione della realtà e astrazione poetica, tra ragione ed emozione, successivamente definito “realismo poetico” – Tecnica e alto artigianato: le lunghe prove, l’attenzione maniacale a tutte le componenti dello spettacolo, la direzione degli attori

El nost Milan, trita realtà, non poesia
Estratto dalla recensione di Roberto De Monticelli, El Nost Milan di Carlo Bertolazzi, pubblicata su La Patria, 4 dicembre 1954.

Re Lear: dolenti clown per una tragedia beckettiana
Estratto dalla recensione di Angelo Maria Ripellino, Un re da mezza quaresima, pubblicata su L’Espresso, 3 dicembre 1972.

Gor’kij e Cechov
Un Maestro per due autori la lezione di Stanislavskij
di Fausto Malcovati
Consonanza di temi (la “moralità” del lavoro teatrale) e di repertorio fanno di Stanislavskij un punto di riferimento fondamentale, seppur vissuto in modo contraddittorio, nel lavoro registico di Strehler che, per ben due volte, metterà in scena sia L’albergo dei poveri sia Il giardino dei ciliegi

Paolo Grassi
«Sono un uomo che è difficile schiacciare perché ho le mani pulite»
di Alberto Bentoglio
A Grassi, organizzatore illuminato e accanito uomo di teatro, si deve, in ugual misura che a Strehler, il successo del Piccolo – Tenacia, rigore morale, lavoro frenetico e capacità di relazionarsi con le realtà più diverse fecero di lui un riferimento imprescindibile nel panorama culturale di quegli anni e degli anni a venire

un caso unico
Il mistero di Arlecchino
di Stefano de Luca
Da sessant’anni Arlecchino seduce le platee di tutto il mondo ed è diventato lo spettacolo-bandiera del Piccolo, ma anche di un modo di fare e di intendere il teatro. Vi si sono avvicendate generazioni di attori, molti dei quali provenienti dalla Scuola di Teatro, fondata da Strehler nel 1987, come l’autore di questo articolo

Le baruffe: uno scambio proficuo
Estratto dalla recensione di Ennio Flaiano, Le baruffe chiozzotte di Carlo Goldoni, pubblicata su L’Europeo, 24 gennaio 1965.

Un Campiello cechoviano
Estratto dalla recensione di Gastone Geron, Campiello sotto la neve, pubblicata su Il Giornale, 7 giugno 1975.

Brecht/Strehler
27 domande per “L’opera da tre soldi”
di Flavia Foradini
Solo a metà degli anni ’50 Strehler e Grassi decidono, dopo varie esitazioni, che sarà L’opera da tre soldi il primo testo brechtiano ad andare in scena al Piccolo. Ma il regista sente il bisogno di confrontarsi con l’autore e va a Berlino per “vivisezionare” la commedia con Brecht in persona, che verrà poi a Milano per la “prima”, rimanendo entusiasta del lavoro di quel giovane determinato, ma mai sottomesso

Galileo: una battaglia epica
Estratti: dall’intervista, inedita, a Paolo Grassi realizzata da Vittorio Fagone a Milano, il 25 novembre 1980, presso la Fondazione “Corrente”; dalla recensione di Roberto De Monticelli, Strehler trasforma la ragione in emozione poetica, pubblicata su Il Giorno, 23 aprile 1963; dalla recensione di Odoardo Bertani, Vita di Galileo pone il problema della responsabilità dello scienziato, pubblicata su L’Avvenire d’Italia, 23 aprile 1963.

1987-2007
La Scuola: duro lavoro e apprendistato in palcoscenico
di Stefano de Luca

De Filippo/Pirandello
Donne in fuga alla ricerca dell’(in)felicità
Estratti dalle recensioni: di Franco Quadri, La magia del palcoscenico, pubblicata su Panorama, 2 giugno 1985; di Renzo Tian, A Berlino con Strehler, pubblicata su Il Messaggero, 29 marzo 1988; di Giovanni Raboni, Le invenzioni di Strehler, pubblicata sul Corriere; di Masolino d’Amico, Il trionfo di Strehler, pubblicata su La Stampa, 3 maggio 1991.

Strehler e il cinema un amore mancato
Estratto dalla postfazione al volume di Giorgio Strehler, Due volte sola. Tre soggetti cinematografici, a cura di Stella Casiraghi, Torino, Nino Aragno Editore, 2000.

bilanci
Strehler e il Piccolo: una presenza o un’assenza?
di Ugo Ronfani
Mentre si concludono le celebrazioni per il sessantesimo anniversario dello Stabile milanese, è lecito interrogarsi, pur con spirito critico, su quanto siano ancora vive la memoria e la lezione del regista triestino

1998-2007
Escobar: il Piccolo e la memoria del futuro
di Claudia Cannella

66 biblioteca

Le novità editoriali
a cura di Albarosa Camaldo

68 nati ieri

i protagonisti della giovane scena/30
Il futuro emotivo della tradizione popolare
di Marco Andreoli
Dopo la formazione alla Scuola dello Stabile di Genova,nel 1997 cinque giovani di belle speranze scendono a Roma dove trovano battesimo e adozione – Lì nascono la Compagnia Gloriababbi Teatro e Gabriele,“caso” tra i più eclatanti della nuova scena italiana – I loro spettacoli oscillano fra tradizione capocomicale e curiosità analitica nei confronti delle vicende umane: un teatro essenzialmente popolare,fondato sull’attore e caratterizzato da una profonda cura dei meccanismi narrativi

Santarcangelo
Premio Scenario: 12 assaggi del teatro che verrà
di Claudia Cannella

72 critiche

Dal Mittelfest a Taormina, dalla Biennale a Castiglioncello e tanti altri: tutte le recensioni dai festival estivi

112 lirica

Parigi
Se la Traviata si chiama Édith
di Giuseppe Montemagno
Recensioni: Da gelo a gelo, dal Diario di Izumi Shikibu. Musica di Salvatore Sciarrino. Regia e coreografia di Trisha Brown. Scene di Daniel Jeanneteau. Costumi di Elizabeth Cannon. Luci di Jennifer Tipton. Klangforum Wien, direzione musicale di Tito Ceccherini. Con Anna Radziejewska, Otto Katzameier, Cornelia Oncioiu, Felix Uehlein, Michael Hofmeister. Prod. Opéra National de Paris – Schwetzinger Festspiele – Grand Théâtre de Genève; Le temps des gitans, punk opera di Emir Kusturica. Testo di Nenad Jankovic. Musica di Dejan Sparavalo,Nenad Jankovic, Stribor Kusturica. Regia di Emir Kusturica.Scene di Ivana Protic.Costumi di Nesa Lipanovic. Luci di Michel Amathieu. No Smoking Orchestra, Garbage Serbian Philharmonia, direzione musicale di Dejan Sparavalo. Con Nenad Jankovic, Ognjen Sucur, Gorica Popovic, Marijana Bizumic, Dejan Sparavalo, Milica Todorovic, Stevan Andjelkovic, Stanko Tomic, Zlatko Sakulski, Natasa Tomic. Prod. Opéra National de Paris; La traviata, di Francesco Maria Piave.Musica di Giuseppe Verdi. Regia di Christoph Marthaler. Scene di Anna Viebrock. Costumi di Anna Viebrock e Dorothee Curio. Luci di Olaf Winter. Coro e Orchestra dell’Opéra National de Paris, direzione musicale di Sylvain Cambreling. Con Christine Schäfer, Jonas Kaufmann, José van Dam, Helene Schneiderman, Michèle Lagrange, Ales Briscein, Michael Druiett, Igor Gridii, Nicolas Testé. Prod. Opéra National de Paris.

Nekrosius e Fura: Wagner tra pixel e miti barbarici
di Giovanni Ballerini
Recensioni di Das Rheingold ( L’oro del Reno) e Die Walkure (La valchiria), musica e dramma di Richard Wagner. Regia de La Fura dels Baus (Carlus Padrissa). Scene di Roland Olbeter. Costumi di Chu Uroz. Luci di Peter van Praet. Immagini video di Franc Aleu. Orchestra del Maggio Musicale, diretta da Zubin Metha. Con Juha Uusitalo, Ilya Bannik, Germàn Villar, John Daszak, Franz-Josef Kapellmann, Ulrich Ress, Matti Salminen, Stephen Milling, Anna Larsson, Sabina von Walther, Catherine Wyn Rogers, Peter Seiffert, Petra Maria Schnitzer, Jennifer Wilson. Prod. Maggio Musicale; Die walkure, musica e dramma di Richard Wagner. Regia di Eimuntas Nekrosius. Scene di Marius Nekrosius. Costumi di Nadezda Gultiajeva. Luci di Levas Kleinas. Orchestra del Teatro Nazionale dell’Opera Lituana, diretta da Jacek Kaspszyk. Con John Keys, Sandra Janusaite, Vladimiras Prudnikovas, Anders Lorentzson, Laima Jonutyte, Nomeda Kazlaus. Prod. Teatro Nazionale dell’Opera Lituana.

118 drammaturgia

ritratti di drammaturghi italiani/11
Gabrielli, risate feroci per freaks contemporanei
di Sara Chiappori
Umorismo tagliente, personaggi borderline , vivisezione dei miti veri e falsi della cultura globalizzata sono le componenti ricorrenti di buona parte dei testi ( Curriculum vitae, Vendutissimi, Cesso dentro, Salviamo i bambini) di Renato Gabrielli. Dissacrante, ma refrattario a vezzi da autore maudit, l’autore milanese proietta lo spirito dei nostri tempi in un mondo popolato di incubi, ambiguità e paradossi che vanno a disegnare una surreale epopea delle umane debolezze. Ma il gusto nello sperimentare diverse strutture drammaturgiche, linguaggi e contesti storico-letterari lo hanno anche portato ad avvicinarsi a personaggi e autori classici (Aristofane per Giudici, Thomas More in Moro e il suo boia, Pessoa per Lettere alla fidanzata) e a cimentarsi con un’altra lingua (A Different Language e Mobile Thriller), quasi sempre insieme a un gruppo consolidato di compagni di strada.

120 danza

Venezia
Água e café : il Brasile di Pina Bausch
di Roberto Canziani
Recensioni: Agua, un pezzo di Pina Bausch. Coreografia e regia di Pina Bausch. Scene e video di Peter Pabst. Costumi di Marion Cito. Prod. Tanztheater Wuppertal.

122 testi

Tre – Una storia d’amore di Renato Gabrielli

132 società teatrale

Tutta l’attualità nel mondo teatrale.
a cura di Roberto Rizzente
Con la collaborazione di: Paola Abenavoli, Marco Andreoli, Elena Bastieri, Laura Bevione, Claudia Cannella, Margherita Laera, Barbara Sinicco.

in copertina

Giorgio Strehler e Arlecchino, illustrazione digitale di Ivan Groznij Canu

hanno collaborato

Collaboratori a questo numero:
Paola Abenavoli, Marco Andreoli, Nicola Arrigoni, Giovanni Ballerini, Elena Bastieri, Fabio Battistini, Alberto Bentoglio, Laura Bevione, Patrizia Bologna, Paolo Bosisio, Filippo Bruschi, Fabrizio Caleffi, Ivan Groznij Canu, Roberto Canziani, Davide Carnevali, Stefano Casi, Anna Ceravolo, Sara Chiappori, Paola Cinque, Lucia Cominoli, Stefano de Luca, Renzia D’Incà, Lorenzo Donati, Sergio Escobar, Flavia Foradini, Renato Gabrielli, Gigi Giacobbe, Pierfrancesco Giannangeli, Delia Giubeli, Gerardo Guccini, Margherita Laera, Fausto Malcovati, Stefania Maraucci, Antonella Melilli, Giuseppe Montemagno, Andrea Nanni, Piergiorgio Nosari, Lamberto Puggelli, Domenico Rigotti, Maggie Rose, Barbara Sinicco, Simone Soriani, Francesco Tei, Gilberto Tofano, Martina Treu, Francesco Urbano, Cristina Ventrucci, Teresa Viziano, Nicola Viesti, Diego Vincenti.

Hystrio

2007-10-15T00:00:00

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Tag: Hystrio (21)


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