Come parlare di #sanremo2017 senza averlo visto e facendo bella figura con gli amici e le amiche (prima serata)

Pubblicato il 09/02/2017 / di / ateatro n. 160 / 0 commenti /
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16 milioni, 14 milioni, 50% di share… Vertigini.
La popolazione italiana di ogni classe e ceto non aveva proprio nulla di meglio da fare? Portar fuori il cane? Riordinare casa? Mangiare la pizza? Un po’ di moto? Evidentemente Sanremo non ha rivali!

elodie

Ma se non eravate davanti alla tv ieri sera, di che potete parlare oggi? Che avete da dire se non sapete nulla di Diletta Leotta o di Elodie, se non avete visto gli orrendi abiti dei Clean Bandits? Che potete dire, se sapete tutto di Juve-Inter ma non ve ne frega niente della clamorosa “quasi eliminazione” di Ron?
Chi per le più svariate ragioni avesse mancato il rito nazionale, può recuperare. Il vostro inviato speciale suggerisce alcuni sagaci botta e risposta.
Questa va bene per iniziare la conversazione con il vicino di bancone (al bar), di funivia (a Courmayeur) o di ombrellone (a Riccione)? “Certo che quella carrellata iniziale dei brani che non hanno vinto!”

“Vasco era arrivato ultimo, non me lo ricordavo!” (ma in che anno? con quale canzone?)

Se volete restare sul vago e darvi un’aria da intellettuale: “Che meraviglia le Teche Rai e il bianco e nero… Nilla Pizzi sempre splendida…”.

Chi vuole andare sul sicuro:

Tiziano Ferro è bravissimo! Commovente, un inizio per Tenco memorabile”.

Per prosegurie la conversazione, sappiate che all’inizio Tiziano ha intonato “Mi sono innamorato di te” e più tardi ha duettato con la Consoli. Ma voi non dite mai, assolutamente mail il nome: chiamatela sempre “La Cantantessa” o la “Fimmina Rock”.

tizianoSe frequentate esperti di musica o di gossip giocatevi questa carta: “Tenco, eliminato dal festival, si è ucciso esattamente cinquant’anni fa. Diede la colpa a Io e tu e le rose di Orietta Berti e a La rivoluzione di Gianni Pettenati, che furono preferite alla sua Ciao Amore Ciao”.

E potete sempre buttare lì, sottovoce:  “Secondo me è stata Dalida, sai che fanno il film su Rai Uno? Mercoledi?”

Mi raccomando, vanno tutti vanno chiamati solo con il nome, mai con il cognome (attenzione a casi come Viola Valentino).

Maria ha dichiarato di sentirsi come Belen. Vi ricordate della farfallina osè sull’inguine? Allora tiratevela! Chiamatela “Queen Mary”. Delizioso sui social il fotomontaggio con la faccia di Maria sul corpo della showgirl.

Su Carlo, se volete essere politicamente corretti: “Che carino il labrador dei pompieri, io lo avevo detto che Conti avrebbe regalato il compenso ai terremotati”

Se volete fare gli estremisti di destra o i maliziosi: “ …ma cosa intendeva Carlo quando ha detto che lui ha già pensato ai terremotati?”

Se lavorate per l’Agenzia delle Entrate, sappiate che l’anno scorso ha preso 500 mila euro, quest’anno 650. E’ la crisi…

Se vi parlano della sicurezza, allarme bomba: “Pare che abbiano evacuato il teatro e la sala stampa…

Non dilungatevi, potrebbe portare sfortuna. Sappiate che un esacottero, moderno drone, vola sul festival.

abiti-prima-serataSe avete amici gay, per Ricky Martin chiedete a loro, ma sappiate che ha fatto ballare tutto il teatro. Esagerate: “Cristina (Parodi) balla bene, ingessata com’è quando fa la sciura snob a La vita in diretta”.

Per mariti, uomini, gente di fatica, facchini: “La Fiorentina ha perso 4 a zero contro la Roma”, e stasera arriva ospite a Sanremo proprio il pupone Totti. Se i suddetti uomini vi parlassero di Diletta Leotta, spiegate che aveva un bellissimo vestito (siete solo principianti: se volete il nome della stilista, dovete passare al livello 2). Se invece i maschioni ignorano la partita e la Leotta si concentrano su Ricky Martin… beh, ci siamo capiti, hanno ballato anche loro

Passiamo al livello 2.
Saloni di bellezza, sartorie, coiffeur dialoghi con colf, salotti o tè, fashion blogger… I vestiti, la moda o meglio gli OUTFIT.
Quelli dei padroni di casa, sobri e meravigliosi.
Per Carlo un total black firmato Salvatore Ferragamo.

Maria veste Riccardo Tisci. Non siate approssimativi: Tisci sta lasciando il brand Givenchy, ma potete citare lo stesso la casa francese.

Di una certa Diletta Leotta, sappiate che è la polemica del giorno! Segnate che Caterina Balivo, una che presenta su Rai Due il programma DettoFatto, ha detto che per parlare di violenza alla donne era troppo scollacciata. Il vestito rosso enorme è di Alberta Ferretti.

Ha portato sfortuna (l’hanno quasi eliminata) l’abito stampato di rossetti di Giusy Ferreri, la commessa diventata famosa come cantante, per via di certi suoi tormentoni passati tipo Non ti scordar mai di me… o Novembre, e Da Roma a Bangkok nell’estate 2016.

Volete fare un figurone? Carmen Consoli aveva un abito antico, lungo, firmato Philosophy, di Lorenzo Serafini. Non ne parlate male, La Cantantessa non si tocca. Per fare i raffinati, sussurrate che avete apprezzato l’abito Etro di Elodie. Finalmente ho capito chi è! Canta pure bene!

I peggio vestiti: la stangona pallavolista Valentina Diouf e Marco Cusin cestista con scarpe numero 48, e i Clean Bandits: a Sanremo non c’è fine al peggio.

Credo sia tutto, ce n’è per tutti i gusti, ora potete uscire tranquillamente per andare a divertirvi. Io mi becco Sanremo dalla Sala Stampa e domani vi aggiorno su quello che è successo stasera.

Ah, dimenticavo.
Per ragazzi e bambini: se vi chiedessero informazioni, provate a buttarvi su Lodovica Comello, parlatene a casa, deve essere una delle nipoti delle Carlucci. Lei ha già fatto tutto: presenta, canta, balla (sapesse parlare italiano, sarebbe meglio). Se i bimbi sono figli vostri, vi prego, leggete loro Pinocchio e metteteli a letto presto!

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