I maestri del teatro dagli anni Settanta alla Festa del Cinema di Roma

Il documentario di Jacopo Quadri 75 – Biennale Ronconi Venezia in prima mondiale al MAXXI il 17 ottobre alle 20.30

Pubblicato il 05/10/2022 / di / ateatro n. 186


Palomar

in collaborazione con

Centro Teatrale Santacristina e Archivio Luca Ronconi

presenta

75

BIENNALE RONCONI VENEZIA

un film documentario di
Jacopo Quadri

Prima mondiale a la
Festa del Cinema di Roma 2022 – Freestyle

Press 16/10 Giulio Cesare sala 7 18:30
P 17/10 MAXXI 20:30 € 12 Pub Acc
R 18/10 Giulio Cesare sala 7 12:30 Acc
R 18/10 Giulio Cesare sala 7 21:30 € 10 Pub Acc

Filmare per conoscere, per delineare una mappa di un mondo che dovrebbe essermi famigliare, ma non lo è affatto. Come rovistare nei cassetti segreti di mio padre che la Biennale Teatro diresse un decennio più tardi del ’75 e che di Ronconi era mentore e amico. Oltre alle interviste, con una sola macchina, rispettosa ma vicina, abbiamo raccolto fotografie, immagini di repertorio e testimonianze, materiale eterogeneo che solo al montaggio ha ripreso vita connettendo il presente con il passato, un caleidoscopio di memoria ricco di spunti emotivi e artistici.
Jacopo Quadri

Dopo la frattura del ’68, che ha messo in discussione tutte le istituzioni culturali, alla metà degli anni Settanta una nuova generazione si convince che il teatro possa cambiare il mondo.
Si sono affermati sulla scena internazionale i giovani maestri che segneranno i decenni successivi: Peter Brook, il Living Theatre, Jerzy Grotowski, Ariane Mnouchkine, Meredith Monk, Eugenio Barba, Andrei Serban, Giuliano Scabia, Dacia Maraini, Robert Wilson.
Nel 1974 Luca Ronconi, reduce del successo internazionale dell’Orlando Furioso e dell’Orestea, viene nominato direttore della Biennale Teatro. In una convergenza irripetibile, Ronconi – con la preziosa consulenza di Franco Quadri – li chiama tutti a Venezia. Nel giro di alcuni mesi, si confrontano poetiche e idee di teatro assai diverse, tutte innovative e affascinanti. C’è chi tenta di coinvolgere gli abitanti della terraferma in un grande racconto collettivo, c’è chi rilancia il suo messaggio politico rivoluzionario in piazza San Marco, c’è chi discute del ruolo delle donne con i lavoratori di Marghera, c’è chi resta isolato per mesi in un’isola deserta, in silenzio. Si riscoprono la commedia dell’arte, la tragedia greca, il teatro musicale. Questo festival-laboratorio attira centinaia di giovani, alcuni destinati a prestigiose carriere teatrali, come Giorgio Barberio Corsetti, Alessandra Vanzi, Federico Tiezzi, Sandro Lombardi, Roberto Bacci.
Si susseguono scandali, rivelazioni, incontri, delusioni. Serpeggia il desiderio di reiventare la grammatica del teatro, per immaginare una vita e una società diverse e per sperimentarle nel microcosmo della compagnia.
Attraverso decine di interviste realizzate nei primi mesi del 2022 e i materiali di repertorio, la regia di Jacopo Quadri fa emergere il clima di quella stagione straordinaria. A rendere vivo il racconto sono i maestri che portarono i loro lavori al festival, i ventenni affamati di bellezza che li incontrarono, due studiosi – o meglio testimoni – che seguono da decenni la scena internazionale come Georges Banu e Richard Schechner.
Quella Biennale è stata forse l’ultima fiammata dell’Utopia. E non a caso proprio Utopia si intitola lo spettacolo realizzato da Luca Ronconi in quell’occasione: uno spettacolo visionario, ambizioso, ricchissimo di intuizioni e immagini folgoranti, eppure impossibile e destinato nella pratica al fallimento.
75 – Biennale Ronconi Venezia rende omaggio a un evento unico e un gruppo di straordinarie personalità artistiche. È anche il modo di chiedersi che cosa resta, cinquant’anni dopo, di quelle speranze e di quelle illusioni. E di quegli ideali artistici, politici, umani.

Con le interviste a

Anna Antonelli
Roberto Bacci
Georges Banu
Eugenio Barba
Lucia Bensasson
Gualtiero Bertelli
Giorgio Barberio Corsetti
Alvin Curran
Adriano Donaggio
Sandro Lombardi
Dacia Maraini
Ariane Mnouchkine
Meredith Monk
Elisabetta Pedrazzi
Stefano Perrocco
Marilù Prati
Luca Ronconi
Amerigo Restucci
Giuliano Scabia
Richard Schechner
Nuria Schoenberg Nono
Andrei Serban
Federico Tiezzi
Alessandra Vanzi
Bob Wilson

75 – Biennale Ronconi Venezia

Regia Jacopo Quadri
Soggetto Roberta Carlotto e Oliviero Ponte Di Pino
Fotografia Greta De Lazzaris
Montaggio Nicolò Tettamanti
Musiche originali Valerio Vigliar
Prodotto da Palomar
Con il sostegno di Direzione generale Cinema e audiovisivo
In collaborazione con Centro Teatrale Santacristina e Archivio Luca Ronconi
Realizzato con il contributo di Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia (ASAC)
Prodotto da Carlo Degli Esposti e Nicola Serra
Ricerche d’Archivio Centro Teatrale Santacristina, Anna Antonelli, Guglielmo Parisani, Greta De Lazzaris
Nazionalità Italiana
Formato 2K, 16:9
Durata 84 minuti circa
Anno di produzione 2022
Lingua originale Italiano, Inglese, Francese


Theater capable of changing the world. A belief of a generation of young masters who have revolutionized this art form since the 1970s. The 75 Biennale Ronconi Venezia, a documentary by Jacopo Quadri at the Rome Film Fest, tells it

A revolution starting from a stage and an audience. The theater that wanted to change the world in the seventies is in the center of 75 Biennale Ronconi Venice, documentary directed by Jacopo Quadri introduced Monday 17 October at 8.30 pm at MAXXI – Sala Auditorium in the Freestyle section of the Rome Film Festival. The world premiere of a film produced by Palomar in collaboration with the Santa Cristina Theater Center and Luca Ronconi Archive and thanks to the precious access to the Historical Archive of Contemporary Arts of the Venice Biennale

After the fracture of ’68, which challenged all cultural institutions, in the mid-1970s a new generation became convinced that theater could change the world. The young masters who will mark the following decades have established themselves on the international scene: Peter Brook, the Living Theater, Jerzy Grotowski, Ariane Mnouchkine, Meredith Monk, Eugenio Barba, Andrei Serban, Giuliano Scabia, Dacia Maraini, Robert Wilson.

The story told in 75 Ronconi Venice Biennale

In 1974 Luca Ronconia veteran of the international success ofOrlando furious andOresteiais appointed director of the Biennale Teatro. In an unrepeatable convergence, Ronconi – with the precious advice of Franco Quadri – calls them all to Venice. Within a few months, very different poetics and theater ideas come together, all innovative and fascinating. C.” there are those who try to involve the inhabitants of the mainland in a great collective story, there are those who relaunch their revolutionary political message in Piazza San Marco, there are those who discuss the role of women with the workers of Marghera, there are those who remain isolated for months on a desert island, in silence. The commedia dell’arte, Greek tragedy, musical theater are rediscovered. This festival-laboratory attracts hundreds of young people, some destined for prestigious theatrical careers, such as Giorgio Barberio Corsetti, Alessandra Vanzi, Federico Tiezzi, Sandro Lombardi, Roberto Bacci.

Scandals, revelations, encounters, disappointments follow one another. There is a desire to reinvent the grammar of theater, to imagine a different life and society and to experience them in the microcosm of the company. Through dozens of interviews carried out in the first months of 2022 and the repertoire materials, the direction of Jacopo Quadri brings out the atmosphere of that extraordinary season. The story is brought to life by the masters who brought their works to the festival, the beauty-hungry 20-year-olds who met them, two scholars – or rather witnesses – who have been following the international scene for decades such as Georges Banu and Richard Schechner. That Biennale was perhaps the last blaze of Utopia. And it is no coincidence that Utopia is the title of the show created by Luca Ronconi on that occasion: a visionary, ambitious show, very rich in insights and dazzling images, yet impossible and destined in practice to failure.




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