L’editoriale

Ancora sul caso Martone

Pubblicato il 06/06/2002 / di / ateatro n. 036 / 0 commenti /
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Quando è scoppiato il caso Martone, alla fine del 2000, a questo sito sono arrivate decine di messaggi di solidarietà, riflessioni, commenti. “ateatro” è nato e cresciuto anche attraverso questa esperienza: per aprire uno spazio di incontro, scambio e riflessione sulla situazione del teatro italiano. Nel suo nuovo libro Carla Benedetti torna a riflettere su quella polemica: e partendo da lì offre alcuni spunti provocatori sul ruolo e sulla funzione dell’intellettuale italiano. Pubblicare in anteprima il suo testo su “ateatro” significa dunque proseguire e approfondire il lavoro iniziato due anni fa.
Ma non è questo l’unico motivo che giustifica la sua pubblicazione su “ateatro”. Carla Benedetti non si limita a ricostruire i fatti e lancia un preciso atto d’accusa. A proposito degli intellettuali italiani coinvolti nella vicenda, parla di mafia e massoneria. Ecco, nel suo piccolo questa webzine (fragile, fragilissima ma libera e indipendente) cerca di offrire un antidoto alle piccole e grandi mafie e massonerie teatrali. Lo fa nell’unico modo possibile: raccogliendo testimonianze, elencando i fatti, riflettendo a voce alta, esprimendo opinioni, mettendo a punto idee e strumenti di analisi, per poi offrirli al dibattito pubblico. Insomma, prendendo posizione nella maniera più chiara possibile, esponendosi con le proprie idee, cercando momenti di confronto e dibattito.
Per qualcuno queste posizioni possono apparire troppo morbide, rassegnate e pessimistiche. Per altri velleitarie, pericolose e estremistiche. Possiamo solo aspettare che tutti costoro si assumano le loro responsabilità e dicano con chiarezza quello che pensano. Potremo solo ringraziarli di cuore.
Un’altra ossessione di “ateatro” è la riflessione sul teatro di guerra, sia nel forum sia nella rivista. Vi trovano spazio temi di ampio respiro: che fare in questo scenario geopolitico? quale può essere il ruolo politico dell’artista? Ma spesso s’inciampa in questioni più banali, triviali: piccole beghe assessorili, teatrini di paese in difficoltà, e persino pettegolezzi da rotocalco. L’intervento di Carla Benedetti mette in rapporto questi due versanti così lontani in maniera esemplare: i dilemmi epocali e le miserie individuali, le guerre vere e le battaglie culturali, gli scontri ideologici e le pusillanimità intellettuali, le idee che vorrebbero cambiare il mondo (o magari il teatro) e i meschini interessi personali.
Ogni volta, è necessario per ciascuno di noi trovare l’equilibrio tra gli uni e gli altri. E non sempre è facile. Anzi, a volte è davvero un lusso.

Redazione_ateatro

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