#BP2020 | Il Piano Strategico del Turismo 2017-2022: un’occasione anche per lo spettacolo?

Turismo culturale, destinazioni nuove e valore esperienziale al centro della strategia di rilancio

Pubblicato il 27/05/2020 / di / ateatro n. #BP2020 , 173

Il dossier Spettacolo dal vivo e Turismo per le Buone Pratiche 2020</strong

Martha Friel, con un’analisi sintetica dei questionari e da una riflessione sull’impatto della pandemia
Le schede di Lanfranco Li Cauli (sul turismo e la musica), Michela Buscema (sulle politiche europee), Elina Pellegrini (sul ruolo della cultura e dello spettacolo dal vivo dal punto di vista del Piano Strategico del Turismo PST).
La sessione Spettacolo dal vivo e Turismo alle Buone Pratiche del 14 marzo 2020.

Duane Hanson (1925–1996)

Con il Piano Strategico del Turismo 2017-2022 il governo si è dotato di un piano programmatico per rafforzare l’Italia come “Paese dell’arte e della cultura” e governare lo sviluppo del settore turistico.
Il Piano rappresenta l’occasione per dare piena operatività all’indirizzo strategico di dotare di una visione unitaria l’Italia del turismo e della cultura, rispondendo all’esigenza di porre il settore turistico al centro delle politiche di sviluppo del paese.Intende promuovere una nuova modalità di fruizione turistica del patrimonio del nostro paese, basata sul rinnovamento e ampliamento dell’offerta turistica delle destinazioni strategiche e sulla valorizzazione di nuove mete e nuovi prodotti.
Il Piano agisce su leve fondamentali: l’innovazione tecnologica e organizzativa, la capacità di adattamento alle trasformazioni del mercato, la valorizzazione del patrimonio territoriale e culturale; l’adeguamento delle competenze; le condizioni favorevoli per le attività imprenditoriali. Nello scenario dei trend a livello globale, il primo elemento di interesse che muove flussi turistici internazionali verso l’Italia si conferma quello della cultura, insieme al quale viene confermato il sempre maggiore interesse nei confronti di proposte di “destinazioni nuove” da scoprire e di “vacanze esperienziali”.
È in atto una “trasformazione del cliente” che vede come elemento principale la ricerca di esperienze coinvolgenti e memorabili. I valori fondanti della cosiddetta economia dell’esperienza riguardano istanze quali l’entertainment nel senso dello stare in un contesto specifico; l’educational, ovvero l’apprendimento; l’active, che si sostanzia nel fare; l’aesthetic, che attiene direttamente l’essere. L’approccio tradizionale dei mercati non è più sufficiente: un solo turista straniero su dieci viene in Italia con un viaggio organizzato e sempre più i “clienti” sono non solo gli organizzatori della propria vacanza ma anche i “certificatori” che fungono da guida per altri (offline e online) e parte attiva nella creazione di prodotti turistici.
I target diventano più estesi e trasversali a culture e classi sociali, mentre cresce una maggiore sensibilità/attenzione per “Sostenibilità ed Esperienza del territorio”.
Il viaggiatore è al centro del sistema di valorizzazione: tutti i servizi e, più in generale, tutte le condizioni che permettano di trasformare la visita in un’esperienza memorabile vanno orientati alla piena soddisfazione del turista, in modo da spingerlo a tornare e a influenzare, tramite la sua narrazione, nuove persone a visitare il nostro paese. Il Piano riconosce che nel mercato attuale i viaggiatori tendono a cercare un’esperienza turistica anziché una semplice destinazione e che gli strumenti di promozione vanno calibrati di conseguenza, in coerenza con le esigenze dei molteplici segmenti e mercati di viaggio. Nella prospettiva strategica del PST, la priorità di massimizzare la soddisfazione dei viaggiatori ha anche un’altra dimensione, altrettanto rilevante, legata alla promozione del turismo come motore di inclusione, educazione e cultura nei confronti di specifici segmenti della domanda.
Il quadro sinteticamente descritto sottolinea dunque una serie di principi ispiratori delle politiche turistiche e precisi indirizzi in merito ai metodi di costruzione delle strategie. Tali elementi, sono stati presi in considerazione sia a livello di metodo, nel processo “aperto” e inclusivo di predisposizione del PST, sia a livello di merito, all’interno delle sue componenti (visione, obiettivi, linee di intervento), confermando che il processo avviato si muove verso l’attuazione dell’indirizzo strategico di dotare di una visione unitaria l’Italia della cultura e del turismo.
Tra le 5 Aree tematiche nazionali su cui concentrare risorse e investimenti figura quella relativa a “Turismo, patrimonio culturale e industria della creatività”.
La Strategia privilegia una dimensione più innovativa e allargata del settore, che amplia il tradizionale confine del sistema ricettivo ed esplora segmenti ad alto valore aggiunto (servizi collegati alla cultura e alla creatività) in grado di generare un significativo impatto sulla consistenza (e sulla qualità) dei flussi turistici.
Nel PST si pongono le premesse per creare una normativa ad hoc che veda nelle ICC dello spettacolo i soggetti attuatori delle principali finalità individuate.
I linguaggi dello spettacolo, in particolare di quello dal vivo che investe tutti i sensi, rappresentano il modo più pregnante per rendere indimenticabile l’esperienza vissuta e il luogo a esso associato senza dimenticarne i contenuti culturali che narrano la storia e il patrimonio diffuso dell’Italia.
I luoghi, le città della cultura e dell’arte, divengono spazi non solo di fruizione del patrimonio ma anche produttrici di cultura, palcoscenici nei quali immergersi in cui il visitatore viene incoraggiato a un ruolo attivo e interattivo.
Per dare concretezza a questi principi del Piano, sarebbe però necessario attuare una normativa che coniughi i due settori in modo più preciso ed efficace, e una partecipazione più attiva e convinta dei due mondi: senza un dialogo fra turismo, cultura e spettacolo non sarà facile raggiungere in modo sinergico l’obiettivo prefissato.

 

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